Dopo i caroselli dei fan di Strasburgo, rimane qualche pensiero inespresso sulla questione del crocifisso nelle aule. E non solo
Per fortuna che i dottori della legge di Strasburgo e i loro tifosi non si sono ancora accorti che facciamo festa di domenica. O che contiamo gli anni – più o meno – dalla nascita di “quell’uomo”. Chissà dove potrebbero arrivare con la loro stupida coerenza! Possibile che non suoni un campanellino d’allarme nella testa dei guardiani della legalità? E’ possibilissimo, purtroppo, se costoro hanno solo aggiornato, e non abbandonato, i nefasti sogni di perfezione delle vecchie ideologie. Anche quando, nel migliore dei casi, prendano le sembianze ingannevoli di un marchingegno istituzionale minimo, grazie al quale lo stato altro non sarebbe che una piattaforma logistica di base sulla quale i concetti di male e bene scivolerebbero come sulla superficie liscia di un corpo duro, ma che consentirebbe il libero gioco delle libertà individuali: fatte salve, ahinoi, alcune basilari “regole d’ingaggio”. Sulla carta. Sennonché senza una qualche fibra morale che la
vivifichi una società non sta in piedi. La conflittualità diventa distruttiva. Dopo un po’ se ne rendono oscuramente conto anche i partigiani dell’assoluta neutralità dello stato. Solo che non lo confessano. E allora, così come per far quadrare i conti una tassa tira quasi sempre l’altra, pure per mettere pace tra litiganti irresponsabili una regola d’ingaggio tira l’altra, a gran vantaggio in ambedue i casi dell’ipertrofia statale. Per cui all’uomo tenuto ben lontano dai concetti di bene e di male, che l’opinione pubblica non ha dibattuto, perché invitata a non farlo; privato di una tensione morale che egli non ha coltivato, perché invitato a non farlo; la nuova società propone, anzi, impone come surrogato un affastellarsi di corsi di educazione: prima civica, poi sessuale, un giorno anche sentimentale. L’uomo torna bambino. Come si vede d’altra parte ogni giorno dalla smisurata suscettibilità di questi nuovi cittadini, spesso non a caso organizzati in branco: ai simboli, alle parole, ai gesti. Ma magari non altrettanto alla violenza contro l’individuo e la proprietà. Lo spirito della legislazione diventa tanto più occhiuto, minuzioso ed manifestamente precettistico, quanto più il sentimento della comune appartenenza s’indebolisce. Laddove una scarna legislazione che rinsaldi sempre di più la difesa e i veri diritti della persona – non i capricci, le ipersensibilità e le permalosità – mette al riparo l’individuo dagli ondeggiamenti della massa; e in questo, senza essere invasiva, senza materializzare uno stato etico, indirettamente mantiene e confessa il suo fondamento etico; quella farraginosa del Corano laico ottiene l’effetto opposto. (Tutto ciò bisogna tenere a mente, ad esempio, quando si affronta la questione dell’aborto, le cui implicazioni si diramano ben oltre lo status dell’embrione.)
MARIONETTA - In questa parodia dello stato liberale, così come concepito ad esempio da certi zelanti devoti del “patriottismo costituzionale”, che è potenzialmente la versione più moderna e accattivante di uno stato criptogiacobino, l’uomo, incapace di camminare con le proprie gambe e non a caso bisognoso di “educazione permanente”, è ridotto ad una marionetta che viaggia nel traffico della società rispettando scrupolosamente i segnali vecchi e nuovi che spuntano ad ogni incrocio suppostamene pericoloso. Vengono in mente le parole a riguardo del socialismo pronunciate in un discorso parlamentare 160 anni fa da Tocqueville: “…il terzo [tratto caratteristico, di tutti i sistemi che portano il nome di socialismo] è una sfiducia profonda nella libertà, nella ragione umana; è un profondo disprezzo per l’individuo considerato in se stesso, allo stato di uomo; ciò che giustifica l’idea che lo Stato non deve essere soltanto il dirigente della società, ma, per così dire, il maestro, il precettore, il pedagogo di ogni uomo; deve sempre porsi a lato di lui, al di sopra di lui,
attorno a lui, per guidarlo, mantenerlo, trattenerlo; in una parola, è una graduale confisca della libertà umana…”
LA VIA DI MEZZO - L’importanza della religione quale collante e stabilizzatore sociale era ben presente sia ad un conservatore-liberale credente come Alexis de Tocqueville, sia ad un conservatore-reazionario ateo come Hippolyte Taine, per rimanere nella Francia dell’ottocento. L’epoca dello stato confessionale è passata, e giustamente, giacché si presume che dopo il lungo tirocinio l’uomo “occidentale” sia in grado camminare da solo. A patto di rimanere umile. Emanciparsi da Dio, o quantomeno da una morale che a una verità se non trovata almeno ricercata con sofferenza faccia riferimento, è il sogno ricorrente e pericoloso delle epoche di crescente libertà. Esse si portano dietro il riflesso di queste libertà, come un marchio di nascita, e insieme anche il veleno per distruggerle. Perciò la saggezza di quel “One Nation, under God” non sta nell’esortazione alla militanza cristiana, ma alla temperanza. Un monito allo Stato sovrano, Terra di mezzo tra lo Stato di Natura e il Regno di Dio, né Stato di Natura né Regno di Dio.























Tu festeggi o riposi la domenica.
Molti, per diversa religione o per necessità economiche o per scelta o per ateismo, riposano quando vogliono.
La società sta cambiando velocemente e la religione cattolica se n’è accorta bene, tanto che non dice poi molto sul “giorno dedicato a”.
E’ la politica che fa finta di niente o bacia il culo e serve il potere religioso, in Italia come in molti altri paesi, andando spesso contro la realtà sociale che ha intorno. Le chiese in Italia sono sempre più vuote ma il Vaticano interviene sempre di più e con più forza nelle questioni socio-politiche, o sbaglio?
E da quant’è che non entri in una classe elementare di una scuola pubblica?…
Le preghierine, le letterine a Gesù bambino, le benedizioni, oltre al crocifisso sulle pareti. Questo come lo spieghiamo ad un bimbo di 6 anni che ha genitori “non cattolici”?
Le indicazioni di Strasburgo poi, permettono ad uno stato confessionale come il nostro, di farsi qualche domanda, anche a bassi livelli (la TV domenicale, per esempio) ed è meglio di niente, a mio avviso.
Poveretti questi bambini. E’ una tragedia veramente grande.
Ma voi intelligentoni avete proprio abdicato al buon senso? E’ proprio impossibile sbrigare con una certa duttilità certe cose a scuola e fuori della scuola?
Ma poi invece il pigiamino con cappuccio detto burqini va bene in piscina, pubblica magari, perché quello è un diritto: e non provatevi a sghignazzare, come farebbe qualsiasi essere umano normale…
Ci vuola la Legge, LA LEGGE, il rispetto di una qualche LEGGE, all’uopo sempre interpretabile secondo i casi e il proprio comodo, sennò non sappiamo andare avanti. Appunto, torniamo bambini.
Siccome la legge, quella vera, quella che dovrebbe proteggere l’individuo, quale che siano il suo colore, sesso, e i suoi gusti in tutti i campi, fallisce, ecco che spuntano le leggine tampone e liberticide: un giorno quella sull’omofobia, un giorno quella sull’islamofobia ecc. Dell’omosessualità non si può più parlare, di Maometto neanche, se non esprimi opinioni ortodosse e “democratiche”. La legge deve proteggere l’omosessuale come il musulmano, mica la sensibilità dei suoi orecchi. Non succede già per il cristiano?
Certo che Zamax non si rende conto della volgarità di alcuni suoi argomenti, dire che chi non accetta imposizioni stataliste di una religione che ormai è praticata realmente dal 10% degli italiani fa parte di un BRANCO (naturalmente di bestie schifose) e che anche gli atei pagano le tasse e hanno il diritto di veder rispettate le loro opinioni, e questo dice la sentenza, mentre dire che ha proibito l’esposizione del crocifisso è un affermazione semplicemente sbagliata.
Ha detto che la libertà di scelta individuale deve essere rispettata dallo stato.
Penso che Zamax come il 99% dei militanti ( sia di destra che di sinistra ) abbia letto solo le veline di partito e non si sia neanche lontanamente sognato di leggere la sentenza.
Mi da abbastanza fastido il liguaggio usato da Zmaxa , che nella sua presunzione di superiorità considera la libertà di religione un insieme di “capricci, ipersensibilità e permalosità” e pensa che chi non china la schiena davanti a ridicole imposizioni sia affetto da “smisurata suscettibilità di questi nuovi cittadini, spesso non a caso organizzati in branco”.
Date queste premese perchè pensa di essere tanto meglio di chi considera l’elettorato berlusconiano un branco di pecoroni ignoranti ?
Chiedere di vivere in una società in cui la chiesa e la religione sopravvivono solo grazie alla libera scelta degli individui senza favoritismi statalisti e imposizioni di origine fascista (dal punto di vista legislativo) forse può sembrare a qualcuno “un sogno ricorrente e pericoloso” ma una società in cui la ricerca scentifica sgradita alle gerachie religiose viene proibita per legge da un capo del governo che poi ha fatto abortire la propria concubina al settimo mese di gravidanza è il trionfo dell’ipocrisia dei Tartufi.
“Ha detto che la libertà di scelta individuale deve essere rispettata dallo stato.” [la sentenza]
Il crocifisso appeso alla parete impedisce la libertà di scelta individuale? Ma fammi il piacere!
Ma perché sprechi tante energie per capire il contrario di quanto scrivo? Non è che probabilmente non fai proprio nessun sforzo?
IO ho solo riferito quello che dice la sentenza, che come volevasi dimostrare tu come gli ascari del tuo partito critichi senza conoscere.
Altra osservazione:
Zamax confonde la società con le istituzioni dello stato, penso volutamente dato che non è così stupido da crederlo veramente, una società può avere una fibra morale e un etica senza bisogno che questo sia imposto da leggi paranoiche che ne regolino ogni minimo aspetto, anzi la riduzione del peso dello stato nelle scelte degli individui porta ad una maggior responsabilizzazione degli stessi e a scelte personali, ma evidentemente per da bravo militante lui la difesa del bidone di benzina è compito più imporante della coerenza.
Sempre più fariseo !
“caroselli dei fan di strasburgo”… perepereperepepererepeeeeeee e brigitt’ ebbardò bardòò peppepepeperepeperepepeeeeeee!!!! papparappaparappappapppà!!!
lasciando perdere qualsiasi valutazione sul merito di questo ultimo aborto celebrale……ma una volta tanto rosicare in silenzio no?
Sono un tipo fondamentalmente allegro.
si lo so infatti ogni volta mi fai scompisciare dalle risate, seriamente l’unico che ti batte in fatto di ilarità è vertigoz
Per una volta (e anche rara) sono daccordo al 100% sul significato dell’articolo.
Significato che a quanto pare non è stato colto dai più, visti i commenti.
Complimenti all’autore che ha centrato in pieno l’obiettivo!
almeno una persona d’accordo coll’infame Z. l’abbiamo trovata!!
Certo che deve essere difffffficile trovare ogni volta parole abbastanza eleganti per smontare i dubbi e le certezze del lettore comune. Ma se ben pagato posso provarci anch’io ad andare controcorrente e sparare cazzate ammantate di colta intelligenza.
In verità sono molto al di sotto del lettore comune e ho fatto anche fatica a capire se il definirsi ‘infame’ fosse sordida ironia o semplice comicità. O triste verità.
Caro Hellequin, dopo lunga e sofferta riflessione ammetto che sono anch’io d’accordo al 100% con lei.
Sappiamo già che la maggior parte dei difensori del diritto crocefissoriale di far bella mostra di sé nei luoghi pubblici è mossa da lecchinaggio filoclericale e che dei comandamenti dei preti poco le cale.Eccone un esempio tangibile,tangibilissimo:
Ave Mari S tella,
ave gnente bella!
Maria Germini,che a difesa spinta
annò der crocifisso,è un poco incinta,
e dunque mentre sta in adorazione,
scopicchia senza la benedizione;
insomma lei ha trombato,ad un dipresso,
senza che er prete j’ha dato er permesso.
Mo er crocifisso dice: ” Sta carogna… “,
s’attappa l’occhi e aggionta : ” Che vergogna!! “
Mariastella vuole essere perfettamente cattolica: quindi peccatrice. Dove abbonda il peccato, sovrabbonda la grazia, come scrisse – a un dipresso – S. Paolo. Oh abissale sapienza di nostro Signore! Che alla soddisfazione del peccatore aggiunge la soddisfazione del confessore che vede la pecorella tornare umile all’ovile ommaggiando nella sua persona augusta la maestà del Grande Boss delle Sfere Celesti!!!
Capito zamax?
per questo i preti pedofili sono tanto tenuti in considerazione da quella vecchia checca di BXVI.
Più grosse sono le porcate che fai più sei cattolico……
L’uniltà cristiana
Co du grammi de cipria e un po’de bistro,
fece spumoni e se trovò ministro;
e manco lì ciaveva li sponsali,
eppoi co un ucelletto senza l’ali.
E disse,ritenuto esaggerato
er premio avuto rispetto ar peccato.
” Ministro pe un vorgare mercimonio?
Allora troppa grazia Sant’Antonio!
Bell’articolo, complimenti. Solo che andrebbe messo nella sezione “fantascienza”, di quale situazione o paese reale si sta parlando? Oppure ci vorrebbe un avvertimento all’inizio del tipo “Attenzione: pura retorica volutamente autoironica”.