Giulio Tremonti, al termine del Consiglio Ecofin, commentando le anticipazioni sulla raccomandazione in cui domani verrà chiesto all’Italia il rientro del deficit sotto il 3% del Pil entro il 2012, un anno prima degli altri paesi a causa del suo enorme debito pubblico, ha rassicurato gli italiani: “Non dobbiamo fare nuove manovre, dobbiamo solo confermare quel che c’è già. Non è frequente che una manovra sia approvata così com’è dalla Commissione europea”. L’ha detto Tremonti e si sa che Tremonti è un uomo d’onore.
Ma cosa dice in dettaglio la manovra finanziaria? Qualche tempo fa, abbiamo parlato di una manovra a futura memoria. Nei documenti di finanza pubblica che l’hanno accompagnata c’era scritto che “il ritorno a un sentiero di convergenza verso l’obiettivo di medio termine della politica di bilancio richiederà l’adozione di ulteriori interventi di risanamento fiscale”. L’ha scritto Tremonti e si sa che Tremonti è un uomo d’onore.
Ed infatti, i numeri scritti nella Relazione Previsionale e programmatica presentata il 30 settembre scorso assieme al ddl della Finanziaria 2010 prevedono a partire dal 2011 una manovra di rientro del deficit pari a 0,4 punti di Pil nominale per il 2011, 1,2 punti per il 2012 e 1,3 punti per il 2013. Tradotto in soldi, significa trovare 6,3 miliardi nel 2011, 19,4 miliardi nel 2012 e 21,9 nel 2012. Nulla dovrebbe essere cambiato in questo mese: si sa che Tremonti è un uomo d’onore.



