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pubblicato il 10 novembre 2009 alle 11:00 dallo stesso autore - torna alla home

Il sistema di potere di Galan nel Veneto sembra davvero troppo solido. E in Piemonte la vittoria non è sicura. Quindi il Carroccio potrebbe puntare sulla regione dove è storicamente più forte. Mandando Formigoni a Roma a occuparsi di sanità.

Tra quattro mesi sarò qui a portare il Veneto avanti in grandi galan%20zaia Regionali a sorpresa: la Lega punta alla Lombardiacompetizioni. Il Presidente l’ho fatto bene per 15 anni e penso di poterlo fare ancora meglio nei prossimi cinque vista l’esperienza acquisita. Lo farò con gli alleati di sempre”. E’ sicuro di sé il governatore uscente veneto Giancarlo Galan, che stando alle bozze d’accordo finora messe nere su bianco tra le fila della maggioranza ed in particolare tra il presidente del Consiglio e le camicie verdi di Umberto Bossi, dovrebbe lasciare il campo ad un esponente della Lega Nord (Luca Zaia su tutti) nella corsa alla Presidenza della regione di marzo prossimo.

IL GOVERNATORE NON MOLLA - Galan non vuole mollare la presa, e con lui anche il sistema politico affaristico messo su in tanti anni di governo. Le aziende e gli imprenditori legati al governatore uscente che hanno fatto della loro vicinanza al mondo politico buona parte della loro fortuna non sono certo facilmente disponibili ad un cambio di scena. Tanto più oggi, alla vigilia di una ricca pioggia di spesa pubblica pronta a cadere da quelle parti. Ci sono 15 miliardi di buone ragioni che spingono Galan a non cedere il passo nemmeno per una comoda poltrona ministeriale da scambiare, eventualmente, con l’attuale ministro per le Politiche Agricole. Terza corsia dell’autostrada A4, Pedemontana, possibili Olimpiadi, Mose, ai quali vanno aggiunti i più facilmente realizzabili metrò sublagunare di Venezia, Tangenziale di Cortina, asse ferroviario Verona-Udine-Vienna, ammodernamento della Valsugana, collegamenti tra la Pedemontana e la viabilità ordinaria di Treviso, Vicenza e Padova: tutti affari troppo grossi per quel sodalizio pubblico-privato abituato a mettere le mani su ogni troncone della spesa pubblica, dalla sanità in giù. Il piano finanziario per la terza corsia dell’autostrada Venezia-Trieste, ad esempio, opera che vale 2,3 miliardi di euro, è all’ordine del giorno nel consiglio di amministrazione dell’Anas di oggi. Nessun uomo della Lega Nord potrebbe certamente sostituirsi in maniera valida a Galan, in questa fase. I galaniani, spiega qualcuno bene informato, sono una corrente di potere vero, reale, non una corrente di partito, sono imprenditori, uomini della sanità, costruttori, disposti anche a sfidare l’opposizione del Cavaliere pur di non rischiare di essere tagliati fuori dalla grande torta degli appalti pubblici.

UN SISTEMA DI POTERE - Qualcuno lo chiama S.M.A.G.G., che sta per Berlusconi Formigoni Regionali a sorpresa: la Lega punta alla LombardiaSartori, Mantovani, Altieri, Galan, Gemmo. E’ il sistema che ruoterebbe intorno al Presidente e che si poggerebbe, appunto, sulla Gemmo Impianti SpA, sulla Ing. E. Mantovani SpA (Ing. Baita), la Studio Altieri SpA (Amalia Sartori). Qualche tempo fa, tanto per rendere l’idea di come possano intrecciarsi gli interessi di politica e affari, un’associazione di imprese in cui era presente la Gemmo, ha vinto un appalto da 21 milioni per l’ammodernamento della ferrovia. La gara era stata bandita dalla Sistemi Territoriali Spa, detenuta quasi totalmente dalla Veneto Sviluppo Spa, azienda nel cui cda, a sua volta, faceva parte, nominata grazie ad una indicazione della Regione, Irene Gemmo, la stessa Gemmo ai vertici dell’azienda vicina al Presidente. Ma sarebbe un sistema capace di estendere i suoi tentacoli pure ai settori meno in vista nei bilanci degli enti pubblici. Perfino nel settore cultura, di cui manco a dirlo, il responsabile ai tempi del misfatto era lo stesso Galan, si è sollevato il sospetto di gare d’appalto cucite su misura per il vincitore. L’oggetto del bando era “la valorizzazione del patrimonio culturale”, attraverso un film di 4 puntate che avrebbe dovuto “illustrare la storia di Venezia e del Veneto, con animazioni e fiction, dialoghi tra attori e un linguaggio audiovisivo coinvolgente e innovativo”. “E’ un appalto costruito su un progetto già esistente”, denuncerà qualcuno anonimamente, insospettito da un’evidente anomalia: il progetto sarebbe dovuto essere presentato solamente 45 giorni dopo la pubblicazione del bando. Scrivere un copione per centinaia di minuti, sceneggiarlo, vagliarlo e riadattarlo, costruire preventivo e budget, cercare gli attori, stipulare dei precontratti con loro e con una televisione che si impegni a mandarlo in onda, e tanto altro, non sarebbe certamente stato possibile in un lasso di tempo così breve.

LA LOMBARDIA ALLA LEGA - Dunque, e se i galaniani non dovessero oggi cedere il passo? Sta prendendo sempre più corpo l’ipotesi che la fino ad ora intoccabile candidatura di Formigoni in Lombardia, possa essere messa in discussione. Cederla agli alleati della Lega, per risolvere con una terza via l’attrito tra Pdl e camicie verdi. Per i berlusconiani si tratta di una richiesta davvero eccessiva da parte della Lega quella di ottenere due candidati del centrodestra su tre nelle grandi regioni del nord (sono stati indicati Roberto Cota in Piemonte e Luca Zaia in Veneto). Un leghista di altro profilo come il ministro degli Interni Roberto Maroni o – più probabilmente – l’ex ministro della Giustizia Roberto Castelli può insidiare oggi il favorito ciellino ed aiutare a sbrogliare la matassa. “Questo programma bisogna realizzarlo, vedrai che ci sarai, Giancarlo”, avrebbe detto Silvio Berlusconi appena due giorni fa davanti a mezzo governo nell’incontro in cui sono state indicate in linea di massima le prossime grandi opere per il Veneto. “Il presidente Silvio Berlusconi si è comportato come un superministro del Veneto”, avrebbe detto, invece, qualche veneto nelle stanze in cui si è sancito l’accordo quadro Regione-Governo sulle infrastrutture strategiche da realizzare da oggi al 2020. Un nuovo maxi piano, oggi difficile da mollare, che potrebbe avere il suo bel ruolo nella definizione delle prossime candidature.

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