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Esteridi Teresa Scherillo (makia)
pubblicato il 10 novembre 2009 alle 17:30 dallo stesso autore - torna alla home

La guerra civile tra Hamas e l’Autorità palestinese prosegue attraverso la repressione reciproca. Mentre il movimento islamico imprigiona a Gaza i militanti di Fatah, Mahmoud Abbas fa lo stesso con quelli di Hamas in Cisgiordania.

Nelle prigioni delle due entità ostili palestinesi, i maltrattamenti e le eng hamas gbs BM Ba 751354g Un mondo di violenza e illegalitàtorture sono all’ordine del giorno. Dall’inizio dell’anno, quattro prigionieri politici sono morti in circostanze poco chiare nelle prigioni dell’Autorità palestinese. Haitham Amr, 33 anni, è stato prelevato nella sua casa a Hebron nel giugno scorso dai servizi segreti. Questo infermiere, apparentemente senza problemi è stato arrestato perché sospettato di appartenere al braccio armato di Hamas. Quattro giorni più tardi è morto, presumibilmente dopo essere stato gettato dal secondo piano della prigione nel tentativo di scappare. Il suo corpo presentava segni di colpi, ai reni e ai testicoli, che fanno pensare che sia stato picchiato duramente. Il Dott. Mangin, del Centro Universitario di medicina legale di Ginevra, ha notato dalle immagini inviate dalla famiglia, che l’organismo non presentava “alcuna lesione traumatica provocata da una defenestrazione”. Suo padre, un attivista di Fatah, non crede nella teoria dell’incidente. “E ’stato torturato a morte per quattro giorni. Hanno ignorato le sue grida di aiuto. E’ morto di emorragia interna“, ha affermato . L’Autorità palestinese ha finalmente ammesso che Haitham è morto in seguito agli abusi cui era stato sottoposto in carcere.

TORTURE E IMPUNITA’ - Fadi Hamadneh, 27 anni, arrestato anche lui nel giugno 2009, questa volta in un villaggio vicino a Nablus, è stato trovato impiccato nella sua cella del carcere di al-Juneidi. L’autopsia effettuata da un medico danese trovato da al-Haq, la più antica organizzazione dei diritti umani palestinesi, ha confermato la morte per strangolamento, ma anche tracce di torture, grave disidratazione e presenza di pezzi di vetro nello stomaco. Altri due prigionieri erano morti in precedenza in circostanze sospette. “La tortura è ormai diffusa nelle carceri palestinesi“, ha detto Shawan Jabarin, il direttore di al-Haq. “Le tecniche si sono evolute. I vari servizi di sicurezza dell’Autorità palestinese, ora possono utilizzare metodi che lasciano meno tracce. Spesso sono ispirati dagli israeliani, ma anche dagli americani in Giordania “. Colpire sulla pianta dei piedi, per esempio, è molto doloroso, ma ha il vantaggio di non causare danni. Un altro metodo comune, chiamato “Shebeh”, prevede di legare il prigioniero in una posizione insostenibile per lunghe ore. “Lo stato palestinese che sta per essere creato nella West Bank è più simile a uno stato di polizia che ad una democrazia”, dice Sawan Jabarin, “Gli Stati Uniti e l’Unione Europea, che finanziano l’Autorità palestinese e addestrano la polizia potrebbero fermare la tortura in un giorno e chiedere con fermezza ad Abu Mazen di punire i responsabili. Per ora, godono di totale impunità. Questa è la cultura della sicurezza “.

COLPO DI STATO - L’organizzazione in difesa dei diritti umani stima che MIDEAST ISRAEL PALESTINIANS TORTUREattualmente, tra i 500 e i 700 prigionieri politici sono detenuti al di fuori di qualsiasi quadro giuridico nelle prigioni dell’Autorità palestinese. “Non si possono comprendere questi incidenti senza avere ben chiaro in mente la situazione che ci troviamo ad affrontare“, dice Said Abu Ali, il ministro dell’interno dell’Autorità palestinese. “Siamo in guerra: una guerra politica, psicologica e finanziaria. La brutalità della presa del potere da parte di Hamas a Gaza ha creato il terrorismo in Cisgiordania. Il risultato è stato quello di provocare reazioni sproporzionate tra alcuni singoli ufficiali. E vi ricordo che i membri di Fatah hanno imparato molto nelle carceri israeliane“. Per Abu Ali, l’Autorità palestinese si trova ad affrontare una minaccia esistenziale. Durante un raid di questa estate a Qalqilya in Cisgiordania, da parte della polizia palestinese contro un gruppo di militanti di Hamas, sarebbero stati “scoperti preparativi per un colpo di stato da parte di Hamas nella West Bank, come a Gaza“.

NON SIAMO LA SVIZZERA - Il ministro, in carica per diversi mesi, ammette l’esistenza della tortura nelle sue carceri. “Non vi è dubbio ci sono stati eccessi negli interrogatori e violazioni dei diritti umani. Ci dispiace, per questi atti, i responsabili saranno puniti“, ha detto. “Noi non siamo la Svizzera, ma cerchiamo di costruire le istituzioni per un moderno Stato democratico. E girare la pagina della tortura“. Per quanto riguarda Hamas, non esiste alcuna eccezione. Secondo al-Haq, 33 persone sono state vittime di esecuzioni extragiudiziarie dall’inizio del 2009. Il governo de facto di Hamas ha introdotto il nuovo reato di “cooperazione con Ramallah e con l’Autorità palestinese” e ha aperto prigioni segrete in cui i detenuti sono tutti membri di Fatah.

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