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Casapound, Iannone spiega perché ha picchiato Filippo Rossi

‘Quante storie per uno schiaffone futurista. Da Filippo Rossi, che si ispira a coloro che volevano esaltare ‘l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno’, non ce lo saremmo aspettato’. Lo afferma il leader di CasaPound Italia, Gianluca Iannone.

UNO SCHIAFFONE FUTURISTA – ‘Uno schiaffone, come quello di Umberto Boccioni a Ardengo Soffici, che il direttore de ‘Il Futurista’ dovrebbe conoscere bene, niente di piu’, altro che spedizione punitiva. Questo il senso di quanto e’ accaduto ieri notte a Viterbo – aggiunge Iannone – Una discussione tra vecchi amici che amici non sono piu’, in cui la ricerca di un chiarimento verbale e’ finita in un gesto di marinettiana memoria, dopo che Rossi, che piu’ volte e’ venuto a CasaPound a parlare, ha ripetutamente diffamato il nostro movimento in maniera del tutto pretestuosa. Uno schiaffone puo’ far male, ma un occhio nero passa in fretta. A Rossi voglio dire che altrettanto male possono fare la penna e le parole, ma gli effetti delle ingiurie durano piu’ a lungo’.

IL DIRETTORE ARTISTICO – Il direttore artistico di ‘Caffeina’ e’ stato aggredito questa notte da alcuni militanti di Casapound. Secondo le testimonianze raccolte, ad invadere il centro storico viterbese almeno una decina di giovani, la maggior parte con indosso la maglietta di Casapound. La discussione si e’ fatta animata ed a un certo punto uno dei militanti di Casapound avrebbe spinto Rossi, facendolo cadere, e un altro lo avrebbe colpito con un calcio mentre era a terra. Rossi e’ stato quindi medicato al pronto soccorso per alcune contusioni.

LA COSA PIU’ BRUTTA – “La cosa piu’ brutta – ha detto Rossi, che e’ anche uno dei principali collaboratori del presidente della Camera, Gianfranco Fini – e’ che e’ stata invasa la sede di Caffeina, un luogo di allegria, in cui si da’ vita a cose belle. Un luogo dove c’erano ragazzi di appena quindici anni. Il mio primo pensiero va proprio ai volontari di Caffeina. Alcuni hanno addirittura cercato di reagire. Un mondo lontanissimo ci ha invaso e aggredito”. Una volta terminata la spedizione punitiva, il leader di Casapound, Gianluca Iannone, e i suoi si sono allontanati con calma dirigendosi verso Porta San Pietro. Subito dopo sono arrivati la Polizia e gli uomini del 118.