Social Networks : i pedofili non possono essere bloccati

09/11/2009 - Il piano del governo inglese per fermare i sex offenders utilizzando siti come Facebook e MySpace violerebbe la legislazione sui diritti umani. L’ Home Office inglese ha annunciato che in aprile si stavano per prendere provvedimenti per limitare i reati a

     
 

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Il piano del governo inglese per fermare i sex offenders utilizzando siti come Facebook e MySpace violerebbe la legislazione sui diritti umani.

L’ Home Office inglese ha annunciato che in aprile si stavano per prendere provvedimenti per limitare i reati a sfondo sessuale registrati dall’accesso a siti internet utilizzati da milioni di bambini ogni giorno. La nuova legge sarebbe stata applicata per più di 30.000 reati e il mancato rispetto avrebbe portato fino a cinque anni di carcere. Ma ora è emerso che il Ministero dell’Interno è stato costretto ad ammettere che il piano è incompatibile con il diritto alla privacy. Si teme che qualunque mossa da parte della polizia per condividere i dati personali e gli indirizzi email degli autori di reati sessuali registrati sarebbe scoperta dal punto di vista delle eventuali successive azioni legali. La decisione di accantonare la nuova legge è avvenuta in seguito ad una sentenza della Corte Suprema all’ inizio di quest’anno. “Stiamo cercando di presentare appello contro la decisione della Corte Suprema,” ha affermato un portavoce del ministero.

ON LINE E OFF LINE - Le preoccupazioni in merito all’utilizzo di Facebook da parte di pedofili a caccia di bambini sono in crescita. Nella sua relazione annuale, il Child Exploitation Online Protection Centre ha segnalato che c’è stato un netto aumento nell’ utilizzo di webcam collegate alla tecnologia di instant messaging per incitare i bambini a compiere o ad assistere ad un atto sessuale. La relazione del CEOP riporta : “I casi negli ultimi 12 mesi vanno da situazioni in cui i trasgressori sono infiltrati di social networking e di altri ambienti on line per raccogliere le immagini di bambini, fino a dei veri e propri ricatti da parte di delinquenti che cercano solo di compiacere le piccole vittime per poi rapirle e abusarne sessualmente”. L’ online e l’offline sono veramente mondi convergenti: l ‘ ambiente virtuale è semplicemente un’estensione del reale, del mondo fisico che è vero per i giovani come lo è per i trasgressori.

CAUSES - C’è da registrare che gruppi spontanei favorevoli alla pubblicazione on line di foto segnaletiche di pedofili sono già nati da tempo su Facebook. In uno di questi, Pubblichiamo le foto dei PEDOFILI e degli STUPRATORI su Facebook con tanto di foto dei criminali leggiamo: “E’ assurdo che la legge sulla privacy possa tutelare dei criminali, io li metterei a morte … ma dato che siamo in un paese civile almeno mettiamoli in evidenza. Queste persone sono pericolose per noi e per i nostri bambini … pubblichiamo le foto, i nomi, i luoghi che frequentano solitamente … mi assumo la piena responsabilità di quanto verrà pubblicato in questo gruppo, pubblicherò solo dati e foto specificando se sospettati o condannati, non fornirò mai indicazioni sulla provenienza del materiale che mi verrà inviato. Il materiale pubblicato, salvo dove specificato, è materiale raccolto su Internet e quindi liberamente accessibile a chiunque, lo scopo del gruppo è solo di evidenziare e diffondere informazioni su questi criminali”. E ancora, in uno di quelli con più membri, PENA DI MORTE A PEDOFILI E STUPRATORI : “Ci sono reati che possono essere compresi.E ci sono reati che non possono e non devono essere perdonati.Reati senza appello, senza giustificazioni, senza assoluzione. Reati per cui la sola vera giustizia è la morte.Stupro e pedofilia…Le bestie immonde che si macchiano di questa barbarie meritano di penzolare da una forca come la feccia che sono.Non più garantismo, non più tolleranza. MORTE A PEDOFILI E STUPRATORI”.

BANCHE DATI - Diversa la situazione negli Stati Uniti dove agli autori di reati sessuali è vietato l’accesso a siti di social networking e dove i dati personali dei pedofili sono resi pubblici. La legge, infatti, permette allo Stato di condividere gli indirizzi e-mail con siti come Facebook e MySpace dove funzionari di entrambe le società hanno concordato di incrociare le loro banche dati con gli elenchi forniti dallo Stato. Se gli indirizzi corrispondono, le società devono chiudere gli account degli utenti e allertare le autorità. Sia chiaro che mettere la gabbia ai social network non serve a nulla. Demonizzare Facebook o Bebo che sono strumenti di svago e divertimento non ha nessun senso. Ha senso invece utilizzarli con la consapevolezza dei rischi connessi al loro utilizzo relativamente ai propri dati personali. Cercando di trasmetterla ai più giovani. Magari permettendone l’uso solo in presenza di un adulto. Insomma, in attesa di leggi che proteggano i bambini dagli orchi della rete, meno chat e più giochi.

     
 

2 Commenti

  1. Lucia scrive:

    “Diversa la situazione negli Stati Uniti dove agli autori di reati sessuali è vietato l’accesso a siti di social networking e dove i dati personali dei pedofili sono resi pubblici.”

    Giusta soluzione!
    però il problema rimane comunque, perchè è impossibile smascherare gli utenti all’apparenza “incensurati” ma che in realtà possono trasformarsi in potenziali lupi da web.

  2. Tess scrive:

    sicuramente Lucia. E’ per questo che più che bannare o demonizzare sarebbe meglio non lasciare mai soli i ragazzi quando utilizzano rete e social networks

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