Accanto a quelli della pandemia suina, si diffondono rapidamente i sintomi di una situazione poco chiara. Vediamo come difenderci.
La stragrande maggioranza della gente sa poco dell’influenza suina. Non sappiamo se siano stati fatti sondaggi in merito, ma è chiaro che la cognizione dei più è quella che l’influenza suina (o influenza A, o H1N1), è una nuova influenza spuntata improvvisamente dai maiali e che dopo essersi diffusa negli USA è arrivata infine in Europa e adesso in Italia. Tantissimi poi, nutrono comprensibili dubbi sul reale rischio rappresentato dal nuovo virus, e non nascondono sconcerto e perplessità nell’apprendere che numerosi addetti ai lavori (medici e infermieri soprattutto) ritengono la vaccinazione del tutto inutile, se non pericolosa. Questo è l’humus ideale per la nascita e la
diffusione dell’influenza di bufala, ossia di un coacervo di dicerie, illazioni e teorie complottiste spesso assolutamente infondate. Esaminiamone qualcuna tra le più virulente.
E’ TUTTA COLPA DEI MAIALI! – Falso. Non è vero che questa influenza è stata trasmessa all’uomo dai maiali o, per meglio dire, non c’è prova di questo. L’influenza suina si chiama così perché ANCHE i maiali ne sono colpiti, per cui l’uomo può infettare un suino e viceversa. E’ però impossibile stabilire se il virus abbia avuto origine nell’uomo per poi trasmettersi anche ai maiali, o se sia successo il contrario.
E’ UNA NUOVA INFLUENZA – Falso. L’influenza A esiste da decenni, ed è stata la causa della pandemia del 1918, anche se il virus fu isolato e identificato solo nel 1930. Fu proprio nel 1918 che si notò che il virus poteva contagiare anche i suini. Da allora questo tipo d’influenza si è ripresentata con regolarità ed è considerata un’influenza stagionale. A cambiare, come in tutte le influenze stagionali, è il ceppo del virus. Anche l’influenza aviaria è di tipo A.
LOBBY - E’ un complotto delle case farmaceutiche. La chiamano influenza A perché è la prima di una lunga serie… Falso. Non c’è dubbio che dietro lo sviluppo e la produzione di vaccini insistono interessi commerciali immensi che possono indurre alla tentazione di gonfiare la minaccia di una pandemia, ma di qui da pensare che le case farmaceutiche s’inventino un virus o lo progettino nei propri laboratori ce ne passa. L’influenza A si chiama così perché esistono tre famiglie principali di influenze stagionali: A, B e C. Quella “comune” è la B, spesso definita come “stagionale” anche se in effetti lo sono anche le altre. E’ un’arma batteriologica? Lo ha sostenuto perfino Romina Power, e lo scopo di quest’arma sarebbe quello di ridurre la popolazione mondiale. Stiamo stretti, insomma, e quindi gli americani (non è scritto espressamente, ma potete giurarci che c’entrano loro) hanno pensato bene di diffondere un virus micidiale per sterminare qualche miliardo di persone. Secondo questa teoria, sia il virus sia il vaccino sarebbero entrambi letali. Ovviamente si tratta di affermazioni del tutto campate in aria, che non meritano nemmeno il tempo dedicato a leggerle.
E’ UNA STRAGE - Stampa e televisione ci aggiornano quotidianamente del bollettino dei morti provocati dall’influenza. Non siamo abituati a questo genere di “bollettini” e generalmente tendiamo a rifiutare l’idea che oggi, con la medicina moderna, si possa morire di una semplice influenza. I 24 morti sbandierati dai media nel giro di pochi giorni ci paiono un’enormità. In realtà gli studi dimostrano che l’influenza stagionale provoca direttamente centinaia di morti all’anno, in Italia. Migliaia, se si considerano anche i decessi indirettamente causati dall’influenza (in quanto il soggetto malato versa già in cattive condizioni di salute). Le cifre, quindi, almeno finora, non sono allarmanti.
IL VACCINO E’ INUTILE – In molti, anche fra i professionisti, ritengono che l’operazione di vaccinazione di massa sia inutile, proprio perché l’influenza suina non è poi più pericolosa di una normale influenza stagionale. Il ragionamento non fa una grinza, tuttavia non si vede il motivo – proprio in virtù di esso – che per l’influenza suina non debbano essere adottate le stesse precauzioni che si adottano per la comune influenza stagionale, ivi compresa la capillare distribuzione dei vaccini. Inoltre, l’influenza A è pur sempre una malattia che si sta diffondendo in aggiunta alla diffusione dell’influenza stagionale, quindi è comunque un rischio in più che necessariamente fa innalzare il livello di rischio complessivo.























Alleluja, grazie Doktor Debunker, finalmente è arrivato un po’ di sano sbufalamento delle idiozie che circolano sul web.
Mi chiedo solo se coloro che ora sostengono lo sterminio di massa per mezzo di virus influenzale costruito ad hoc e/o vaccinazioni letali di massa, una volta che sarà passata l’influenza e il genocidio non si sarà avverato, si avvarranno del metodo “Marcello Pamio” per giustificarsi.
Concordo con quanto scritto tranne che in una cosa: “Vaccinarsi o meno è una scelta personale”. No, e’ ANCHE una scelta personale, ma e’ anche una faccenda di sanita’ pubblica. Io non sono a rischio, ma se mi dovessi vaccinare contribuirei un pochino a proteggere le persone che rischiano che mi stanno intorno. In quest’epoca di individualismo sfrenato e di liberta’ soggettiva non si mette mai ben in luce l’aspetto sociale delle vaccinazioni.
Grazie John,

professionalmente intristito dal fatto che è molto più corretto questo articolo di altri articoli scritti da medici, ti faccio i miei complimenti.
Calmare la “smania da panico” che sembra essere il traguardo di molti scrittori del web non è facile ma provarci mi sembra d’obbligo.
Ciao.
ma di qui da pensare che le case farmaceutiche s’inventino un virus o lo progettino nei propri laboratori ce ne passa.
Se puoi leggi qui e dimmi che ne pensi, ciao
http://www.opednews.com/articles/Still-Think-They-re-Not-Tr-by-Mr-M-090305-202.html
Ringrazio per le parole di apprezzamento dei lettori e rispondo a Gloria.
Il fatto che un lotto di vaccini risulti contaminato con l’aviaria è diverso dal progettare o inventarsi un virus (l’aviaria esiste di suo), nè significa che la contaminazione sia stata dolosa.
L’episodio citato, però, ha una storia diversa da quella che mi pare di leggere sulla pagina linkata.
Infatti la Baxter austriaca ha prodotto un siero da utilizzarsi per test e sperimentazioni su animali, in vista della produzione di un vaccino per l’influenza comune (non la A) presso la filiale ceca.
Uno dei laboratori incaricati del test ha scoperto la contaminazione.
Quindi il problema è stato individuato nell’ambito e all’interno delle procedure appositamente predisposte per individuare problemi, e non al di fuori di esse.
Il meccanismo di verifiche e controlli pre-produzione, insomma, ha funzionato, e la notizia potrebbe essere quindi letta in chiave diametralmente opposta a quella proposta: grazie ai test e alle sperimentazioni è molto difficile che un prodotto insicuro giunga sul mercato.
http://www.ctv.ca/servlet/ArticleNews/story/CTVNews/20090227/Bird_Flu_090227/20090227?hub=Health
Non ci vedo quindi nulla di sconvolgente. Piuttosto – dato che la Baxter non è nuova a episodi similari e in passato qualcuno ci ha rimesso le penne per suoi prodotti difettosi, la notizia conferma la necessità che tutte queste società siano sottoposte a controlli rigidi, esterni e indipendenti.
Grande Gianni era proprio l’articolo che aspettavo, ho cercato un po’ di notizie in giro per chiarirmi i dubbi da solo ma tra teorie cospirazioniste e appelli contro il vaccino il poco da considerare quasi si perdeva in mezzo alle bufale!
[...] Indonesia Ritorno al Passato esattamente a prima del 1923 prima della scoperta della Pennicillina Vacino Influenza B altra bufala testato personalmente ha me lasciato tosse e naso che gola e influe… dove fa caldo pieni di repellenti appiccicaticci per mosquitos c’e’ zanzara tropicale [...]
“Il rischio di morire per influenza è bassissimo ma comunque molto superiore al rischio (insignificante) di morire per un vaccino.”
Esatto ma incompleto. Bisogna anche considerare che la scelta è tra non vaccinarsi e rischiare (non essere certi) di contrarre l’influenza oppure vaccinarsi ed essere certi di avere il vaccino in corpo.
In altre parole è fuor di dubbio che l’influenza è più pericolosa del vaccino, ma è anche vero che se scelgo di non vaccinarmi allora l’influenza è un rischio eventuale mentre se scelgo di vaccinarmi allora il vaccino è un rischio sicuro.
Matematicamente, se non mi vaccino ho una probabilità P di essere contagiato e in caso di contagio ho una probabilità Q di morire, quindi la probabilità incondizionata di morire è PxQ; se mi vaccino, ho una probabilità R di morire per gli effetti collaterali. Dire che Q è molto maggiore di R non basta per affermare che PxQ è maggiore di R.