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	<title>Commenti a: Piccole imprese muoiono</title>
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	<description>Riservato a molti eletti</description>
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		<title>Di: Piccole imprese muoiono - KITEGEN - TESLA - 2012 - UFO - ACQUA - CLIMA</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/41426/piccole-imprese-muoiono/#comment-45080</link>
		<dc:creator>Piccole imprese muoiono - KITEGEN - TESLA - 2012 - UFO - ACQUA - CLIMA</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 18:54:42 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/41426/piccole-imprese-muoiono/" rel="nofollow">http://www.giornalettismo.com/archives/41426/piccole-imprese-muoiono/</a> GD Star Ratingloading&#8230;   Share and Enjoy: [...]</p>
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		<title>Di: Net Flier</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/41426/piccole-imprese-muoiono/#comment-40471</link>
		<dc:creator>Net Flier</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 17:58:38 +0000</pubDate>
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		<description>un sarcasmo a dir poco malevolo il tuo, che denota una scarsa, anzi, pessima lettura della realtà.

gli usa esportano servizi, film e musica..e quindi? il film è IL business? non mi pare che stiano in piedi perché ci sono i rambo o i terminator, anzi cascano male perché l&#039;industria che produce &quot;cose reali&quot;, è in netta crisi, data dal fatto innegabile di una produzione con qualità e criteri mai realmente analizzati (anche se la cultura delle riunioni e del pragmatismo inutile è stata esportata da loro) e, di conseguenza, trascinata fino ad oggi dove, tecnologicamente in ambiente industriale, sono fermi agli anni 90, altro che sud italia. basti pensare alle normative ul/csa che, di fatto, impediscono l&#039;importazione di prodotti altamente tecnologici ed innovativi sul mercato americano, costringendo ad economie e a scelte illogiche sul piano industriale, andando contro quello che tu sbandieravi prima come ridotto costo di produzione.

le aziende tedesche, se mai tu ne abbia visitata una, hanno ne più ne meno gli stessi problemi che abbiamo noi in italia, ovvero problemi con l&#039;est e le relative fabbriche aperte per questioni di finanziamenti elargiti dallo stato (quello che per noi accade nel sud) e problemi di approviggionamento di materie prime a costi accettabili non suscettibili a sbalzi continuamente drogati, nonché al collegamento fisico con l&#039;europa che non è diventato snello ed efficiente come avrebbe dovuto (e vale per tutti i paesi eu, inghilterra esclusa).

quello che realmente viene immesso sul mercato, non è altro che quello che potrebbe essere immesso sul mercato in un altro paese che abbia quell&#039;indotto (industrie piccole, non cineoperatori), con o senza i classici trucchetti aggiraleggi di tutte le aziende piccole (ad esempio alcuni tipi di verniciatura non a norma in italia).

ciò che tu introduci ad argomento nel tuo precedente post, imprenditore innovatore in america - ladro farabutto in italia, denota un supporto tecnico logico di scarso livello raggiunto tramite i classici canali di finto approfondimento e mai di persona.

bisogna considerare soprattutto la difficoltà economica dello &quot;stare in piedi&quot; in italia: tra studi di settore, tassazione a livelli stratosferici e regolamentazioni futili recepite in malo modo ed applicate peggio dall&#039;europa, non ne può certo uscire un paese per giovani con idee.

ciò che oggi sarebbe necessario fare con estrema urgenza è il valorizzare l&#039;indotto, portatore sano di know how e tecnologie indispensabili al paese ed alle industrie dello stesso, invece che delocalizzare il montaggio delle lavatrici all&#039;est.

se proprio delocalizzazione deve essere, allora che sia almeno con una ragione commerciale per evitare parte del protezionismo e creare una rete di vendita/assistenza reale ed a buon mercato a tutto vantaggio sia dell&#039;azienda che del cliente finale acquirente del prodotto. oggi, purtroppo, si tende a credere che o bianco o nero, quindi o ladro straricco che gira in azimut od operaio sfruttato malpagato servo della gleba.

mi spiace, ma le tue considerazioni NON si basano su alcun dato reale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un sarcasmo a dir poco malevolo il tuo, che denota una scarsa, anzi, pessima lettura della realtà.</p>
<p>gli usa esportano servizi, film e musica..e quindi? il film è IL business? non mi pare che stiano in piedi perché ci sono i rambo o i terminator, anzi cascano male perché l&#8217;industria che produce &#8220;cose reali&#8221;, è in netta crisi, data dal fatto innegabile di una produzione con qualità e criteri mai realmente analizzati (anche se la cultura delle riunioni e del pragmatismo inutile è stata esportata da loro) e, di conseguenza, trascinata fino ad oggi dove, tecnologicamente in ambiente industriale, sono fermi agli anni 90, altro che sud italia. basti pensare alle normative ul/csa che, di fatto, impediscono l&#8217;importazione di prodotti altamente tecnologici ed innovativi sul mercato americano, costringendo ad economie e a scelte illogiche sul piano industriale, andando contro quello che tu sbandieravi prima come ridotto costo di produzione.</p>
<p>le aziende tedesche, se mai tu ne abbia visitata una, hanno ne più ne meno gli stessi problemi che abbiamo noi in italia, ovvero problemi con l&#8217;est e le relative fabbriche aperte per questioni di finanziamenti elargiti dallo stato (quello che per noi accade nel sud) e problemi di approviggionamento di materie prime a costi accettabili non suscettibili a sbalzi continuamente drogati, nonché al collegamento fisico con l&#8217;europa che non è diventato snello ed efficiente come avrebbe dovuto (e vale per tutti i paesi eu, inghilterra esclusa).</p>
<p>quello che realmente viene immesso sul mercato, non è altro che quello che potrebbe essere immesso sul mercato in un altro paese che abbia quell&#8217;indotto (industrie piccole, non cineoperatori), con o senza i classici trucchetti aggiraleggi di tutte le aziende piccole (ad esempio alcuni tipi di verniciatura non a norma in italia).</p>
<p>ciò che tu introduci ad argomento nel tuo precedente post, imprenditore innovatore in america &#8211; ladro farabutto in italia, denota un supporto tecnico logico di scarso livello raggiunto tramite i classici canali di finto approfondimento e mai di persona.</p>
<p>bisogna considerare soprattutto la difficoltà economica dello &#8220;stare in piedi&#8221; in italia: tra studi di settore, tassazione a livelli stratosferici e regolamentazioni futili recepite in malo modo ed applicate peggio dall&#8217;europa, non ne può certo uscire un paese per giovani con idee.</p>
<p>ciò che oggi sarebbe necessario fare con estrema urgenza è il valorizzare l&#8217;indotto, portatore sano di know how e tecnologie indispensabili al paese ed alle industrie dello stesso, invece che delocalizzare il montaggio delle lavatrici all&#8217;est.</p>
<p>se proprio delocalizzazione deve essere, allora che sia almeno con una ragione commerciale per evitare parte del protezionismo e creare una rete di vendita/assistenza reale ed a buon mercato a tutto vantaggio sia dell&#8217;azienda che del cliente finale acquirente del prodotto. oggi, purtroppo, si tende a credere che o bianco o nero, quindi o ladro straricco che gira in azimut od operaio sfruttato malpagato servo della gleba.</p>
<p>mi spiace, ma le tue considerazioni NON si basano su alcun dato reale.</p>
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		<title>Di: Leftorium©</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/41426/piccole-imprese-muoiono/#comment-40459</link>
		<dc:creator>Leftorium©</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 16:14:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=41426#comment-40459</guid>
		<description>Vabbè tu vivi in mondo di sogni e soprattutto di banalità.

Lo sai che cosa esporta il grande nord-est? Mobili, tessuti, piastrelle in ceramica, agricoltura e calzature. Insomma, la stessa struttura produttiva della Cambogia, appunto. Le economie avanzate esportano soltanto servizi: la prima voce di esportazione degli USA sono prodotti di intrattenimento (film e musica) la prima degli UK sono servizi finanziari. le nostre ridicole aziendine dei tanti Trevisan o delle sure Brambilla hanno messo in crisi i tedeschi dalle risate. Gli &quot;imprenditori&quot; del nordest (nota le virgolette) hanno lavorato sul processo: a livello di prodotto - ripeto - non hanno nulla da dire. Possono al più competere testa a testa con gli sweat shop malesi e indonesiani, nient&#039;altro. 

In America imprenditore è sinonimo di innovatore. Qui sono solo degli evasori assistiti, che danno all&#039;Italia il primato di essere il paese OCSE con il più basso tasso di innovazione. Di conseguenza, è chiaro e logico che le loro esportazioni ormai aumentino meno del PIL ((ringraziate anche Berlusca) e che non sono in grado di reggere una concorrenza di qualità, e nonostante tutti i trucchetti i cinesi dello Shenzen costano sempre meno dei marocchini di Asiago. 

Stammi bene mr. dreameconomy.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vabbè tu vivi in mondo di sogni e soprattutto di banalità.</p>
<p>Lo sai che cosa esporta il grande nord-est? Mobili, tessuti, piastrelle in ceramica, agricoltura e calzature. Insomma, la stessa struttura produttiva della Cambogia, appunto. Le economie avanzate esportano soltanto servizi: la prima voce di esportazione degli USA sono prodotti di intrattenimento (film e musica) la prima degli UK sono servizi finanziari. le nostre ridicole aziendine dei tanti Trevisan o delle sure Brambilla hanno messo in crisi i tedeschi dalle risate. Gli &#8220;imprenditori&#8221; del nordest (nota le virgolette) hanno lavorato sul processo: a livello di prodotto &#8211; ripeto &#8211; non hanno nulla da dire. Possono al più competere testa a testa con gli sweat shop malesi e indonesiani, nient&#8217;altro. </p>
<p>In America imprenditore è sinonimo di innovatore. Qui sono solo degli evasori assistiti, che danno all&#8217;Italia il primato di essere il paese OCSE con il più basso tasso di innovazione. Di conseguenza, è chiaro e logico che le loro esportazioni ormai aumentino meno del PIL ((ringraziate anche Berlusca) e che non sono in grado di reggere una concorrenza di qualità, e nonostante tutti i trucchetti i cinesi dello Shenzen costano sempre meno dei marocchini di Asiago. </p>
<p>Stammi bene mr. dreameconomy.</p>
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		<title>Di: Net Flier</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/41426/piccole-imprese-muoiono/#comment-40446</link>
		<dc:creator>Net Flier</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 15:17:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=41426#comment-40446</guid>
		<description>mi spiace leftorium, ma tu manchi di conoscenza, anche di base, di una benché minima azienda medio-piccola-piccolissima.

le produzioni paleoindustriali che nomini tu, non sono altro che la media del mercato odierno condito da difetti congeniti di cultura industriale italiana..questo per una parte di aziende che soffre molto più di altre e che produce poco o nulla di interessante anche prima della crisi

il resto, vien da se, che se ancora presenti sul mercato, esportando anche, significa che c&#039;è un prodotto interessante (non si viene dalla cina a comprare in italia le patatine fritte, santo cielo) aggravato da una politica economica interna/estera penosa, ma comunque di livello più che interessante.

poi c&#039;è l&#039;eccellenza, non molta, ma più di quella che tu pensi che ci sia, che esporta in condizioni gravose, senza alcun aiuto e che produce utili a raffica, strozzata però da una tassazione allucinante e stremata da costi produttivi dettati da ignoranza industriale (decreti di sicurezza inutilie  dannosi per il lavoratore stesso) e quindi, perde di competitività.

d&#039;altro canto non ci si può certo immaginare niente di buono da un paese che considera &quot;metalmeccanico&quot; una segretaria, un negoziante, un operaio elettrico

condivido l&#039;analisi dettata dallo sfruttamento eccessivo della moneta debole per esportare a prezzi competitivi; una strada intrapresa dall&#039;inghilterra con molti moltissimi rischi che però, nel frattempo, sputtanano un qualsivoglia mercato perché i roast beef possono fare prezzi dumping continuando ad avere un margine, anche se minuscolo, a danno di noi continentali.

quello che invece è completamente sbagliato e considerare il mercato dei servizi, tutti, un mercato florido a se stante e puntare su quelli per poter offrire domani un paese con una qualità migliore: ogni servizio, per definizione, è un aggiunta ad un prodotto o un consumo. senza di essi, è inutile.

l&#039;esempio classico è il corriere: in giro è pieno di corrieri (Espressi, nazionali, internazionali) che si fanno una concorrenza al ribasso impossibile, però con il calo fisiologico produttivo, i corrieri sono fermi. quindi è perché non ci sono servizi? o è perché l&#039;industria reale, quella che deve usufruire dei servizi, non è in grado di vendere?

indubbiamente nasce un altro punto discordante: ci dimentichiamo come il mondo sia popolato di persone e non di macchine e che non tutti i mercati sono quelli automobilistico/alimentare/eletrronico dove i volumi sono calcolati in centinaia di migliaia/milioni di pezzi.

certe aziende considerate piccole dallo stato, sono in realtà grandi, molto grandi per quel determinato mercato, alché, scomparendo un&#039;azienda considerata piccola, si tradurrebbe in un&#039;area ampiamente vuota di quel mercato.

oltretutto vige un secondo fattore fondamentale, che è l&#039;indotto: in cina è poco presente per moltissime applicazioni e, anche prodotti sviluppati e costruiti in EU, hanno qualità ben peggiore di quelle cinesi, proprio per poter combattere su prezzo e quantità.

e qui si arriva all&#039;ultimo punto, quello del prezzo. purtroppo non sempre, cioè quasi mai, vale la regola del più caro, più bello, allora lo compro. la mente umana è già di per se complicata, figurati quella aziendale in medio-piccola (secondo lo stato) di cento dipendenti.

trovi realmente muri di gomma in cui invece di un approccio tecnico-economico a lungo periodo, si vedono scelte dettate dall&#039;ignoranza o dalla scarsa attenzione alla valutazione del prodotto finito e si cerca di avere sconti dell&#039;ordine dell&#039;uno percento al prezzo finito al cliente finale.

quindi, la prossima volta, analizza correttamente la faccenda e non buttarti su &quot;italiani..pizza e taxi, grazie e cazzi&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi spiace leftorium, ma tu manchi di conoscenza, anche di base, di una benché minima azienda medio-piccola-piccolissima.</p>
<p>le produzioni paleoindustriali che nomini tu, non sono altro che la media del mercato odierno condito da difetti congeniti di cultura industriale italiana..questo per una parte di aziende che soffre molto più di altre e che produce poco o nulla di interessante anche prima della crisi</p>
<p>il resto, vien da se, che se ancora presenti sul mercato, esportando anche, significa che c&#8217;è un prodotto interessante (non si viene dalla cina a comprare in italia le patatine fritte, santo cielo) aggravato da una politica economica interna/estera penosa, ma comunque di livello più che interessante.</p>
<p>poi c&#8217;è l&#8217;eccellenza, non molta, ma più di quella che tu pensi che ci sia, che esporta in condizioni gravose, senza alcun aiuto e che produce utili a raffica, strozzata però da una tassazione allucinante e stremata da costi produttivi dettati da ignoranza industriale (decreti di sicurezza inutilie  dannosi per il lavoratore stesso) e quindi, perde di competitività.</p>
<p>d&#8217;altro canto non ci si può certo immaginare niente di buono da un paese che considera &#8220;metalmeccanico&#8221; una segretaria, un negoziante, un operaio elettrico</p>
<p>condivido l&#8217;analisi dettata dallo sfruttamento eccessivo della moneta debole per esportare a prezzi competitivi; una strada intrapresa dall&#8217;inghilterra con molti moltissimi rischi che però, nel frattempo, sputtanano un qualsivoglia mercato perché i roast beef possono fare prezzi dumping continuando ad avere un margine, anche se minuscolo, a danno di noi continentali.</p>
<p>quello che invece è completamente sbagliato e considerare il mercato dei servizi, tutti, un mercato florido a se stante e puntare su quelli per poter offrire domani un paese con una qualità migliore: ogni servizio, per definizione, è un aggiunta ad un prodotto o un consumo. senza di essi, è inutile.</p>
<p>l&#8217;esempio classico è il corriere: in giro è pieno di corrieri (Espressi, nazionali, internazionali) che si fanno una concorrenza al ribasso impossibile, però con il calo fisiologico produttivo, i corrieri sono fermi. quindi è perché non ci sono servizi? o è perché l&#8217;industria reale, quella che deve usufruire dei servizi, non è in grado di vendere?</p>
<p>indubbiamente nasce un altro punto discordante: ci dimentichiamo come il mondo sia popolato di persone e non di macchine e che non tutti i mercati sono quelli automobilistico/alimentare/eletrronico dove i volumi sono calcolati in centinaia di migliaia/milioni di pezzi.</p>
<p>certe aziende considerate piccole dallo stato, sono in realtà grandi, molto grandi per quel determinato mercato, alché, scomparendo un&#8217;azienda considerata piccola, si tradurrebbe in un&#8217;area ampiamente vuota di quel mercato.</p>
<p>oltretutto vige un secondo fattore fondamentale, che è l&#8217;indotto: in cina è poco presente per moltissime applicazioni e, anche prodotti sviluppati e costruiti in EU, hanno qualità ben peggiore di quelle cinesi, proprio per poter combattere su prezzo e quantità.</p>
<p>e qui si arriva all&#8217;ultimo punto, quello del prezzo. purtroppo non sempre, cioè quasi mai, vale la regola del più caro, più bello, allora lo compro. la mente umana è già di per se complicata, figurati quella aziendale in medio-piccola (secondo lo stato) di cento dipendenti.</p>
<p>trovi realmente muri di gomma in cui invece di un approccio tecnico-economico a lungo periodo, si vedono scelte dettate dall&#8217;ignoranza o dalla scarsa attenzione alla valutazione del prodotto finito e si cerca di avere sconti dell&#8217;ordine dell&#8217;uno percento al prezzo finito al cliente finale.</p>
<p>quindi, la prossima volta, analizza correttamente la faccenda e non buttarti su &#8220;italiani..pizza e taxi, grazie e cazzi&#8221;</p>
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		<title>Di: pietro</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/41426/piccole-imprese-muoiono/#comment-40376</link>
		<dc:creator>pietro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 18:52:48 +0000</pubDate>
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		<description>Non so nel resto dell&#039;Italia, ma in Lombardia la piccola impresa è tecnologicamente allineata con la grande impresa, ormai l&#039;automazione industriale ha dei costi molto bassi, e c&#039;è anche un efficenza superiore in molti campi, perchè le economia di scala esistono, ma esistono anche diseconomie, legate alla rigidità della media e grande industria, dovuta all&#039;intensità di capitale e ha una struttura burocratica fantozziana.
L&#039;idea che l&#039;aumento delle dimensioni comporti un aumento dell&#039;efficenza è un mito paleomarxista, ogni attività ha una sua dimensione ottimale, e ampio spazio per la piccola impresa ci sarebbe, quello che dice Carlo è leggermente diverso, che la media o grande impresa sopravvive meglio sopratutto perchè grazie al ricatto occupazionale  ha l&#039;apoggio della politica e dei sindacati e le banche temono molto di più un fallimentodi un grosso debitore che quello di un piccolo.

Oltre a ciò per la grande impresa i ritardi nei pagamenti sono solo un po di debito in più, mentre per la piccola significano il fallimento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so nel resto dell&#8217;Italia, ma in Lombardia la piccola impresa è tecnologicamente allineata con la grande impresa, ormai l&#8217;automazione industriale ha dei costi molto bassi, e c&#8217;è anche un efficenza superiore in molti campi, perchè le economia di scala esistono, ma esistono anche diseconomie, legate alla rigidità della media e grande industria, dovuta all&#8217;intensità di capitale e ha una struttura burocratica fantozziana.<br />
L&#8217;idea che l&#8217;aumento delle dimensioni comporti un aumento dell&#8217;efficenza è un mito paleomarxista, ogni attività ha una sua dimensione ottimale, e ampio spazio per la piccola impresa ci sarebbe, quello che dice Carlo è leggermente diverso, che la media o grande impresa sopravvive meglio sopratutto perchè grazie al ricatto occupazionale  ha l&#8217;apoggio della politica e dei sindacati e le banche temono molto di più un fallimentodi un grosso debitore che quello di un piccolo.</p>
<p>Oltre a ciò per la grande impresa i ritardi nei pagamenti sono solo un po di debito in più, mentre per la piccola significano il fallimento.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Comicomix</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/41426/piccole-imprese-muoiono/#comment-40375</link>
		<dc:creator>Comicomix</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 18:44:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=41426#comment-40375</guid>
		<description>Non so, in parte è vero. ma è anche vero che piuttosto che fallire...Certo, non sarà un processo culturale facile, siamo un paese di individualisti anarcoidi e ai piccoli imprenditori per anni li hanno blanditi con la storia del &quot;piccolo è bello&quot;..Però bisognerà pur provarci, no?

UN sorriso semplice

C.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so, in parte è vero. ma è anche vero che piuttosto che fallire&#8230;Certo, non sarà un processo culturale facile, siamo un paese di individualisti anarcoidi e ai piccoli imprenditori per anni li hanno blanditi con la storia del &#8220;piccolo è bello&#8221;..Però bisognerà pur provarci, no?</p>
<p>UN sorriso semplice</p>
<p>C.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Comicomix</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/41426/piccole-imprese-muoiono/#comment-40374</link>
		<dc:creator>Comicomix</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 18:43:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=41426#comment-40374</guid>
		<description>In effetti, Pietro, la tentazione viene...Ma va repressa...perchè, come dici giustamente tu, il vero  problema è aumentare la qualità dei nostri prodotti anziché la loro quantità e su questo competere con gli altri grandi. E per questo servono risposte &quot;politiche&quot;, che il governo non dà.

Grazie mille..

Un sorriso C.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti, Pietro, la tentazione viene&#8230;Ma va repressa&#8230;perchè, come dici giustamente tu, il vero  problema è aumentare la qualità dei nostri prodotti anziché la loro quantità e su questo competere con gli altri grandi. E per questo servono risposte &#8220;politiche&#8221;, che il governo non dà.</p>
<p>Grazie mille..</p>
<p>Un sorriso C.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ricchiuti</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/41426/piccole-imprese-muoiono/#comment-40342</link>
		<dc:creator>ricchiuti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:38:26 +0000</pubDate>
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		<description>Dubito, per quel che conosco l&#039;ambiente, che un piccolo imprenditore medio si consorzi alla holding. La motivazione di molti di questi qui è non avere padroni. Preferiscono morire da soli che vivere da soci minori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dubito, per quel che conosco l&#8217;ambiente, che un piccolo imprenditore medio si consorzi alla holding. La motivazione di molti di questi qui è non avere padroni. Preferiscono morire da soli che vivere da soci minori.</p>
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	<item>
		<title>Di: Leftorium©</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/41426/piccole-imprese-muoiono/#comment-40338</link>
		<dc:creator>Leftorium©</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:06:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=41426#comment-40338</guid>
		<description>Vedi Carlo, sarei tentato di dire &quot;chi è causa del suo ma pianga se stesso&quot;. Le PMI di fatto costituiscono l&#039;architrave su cui poggia l&#039;attuale maggioranza di destra. Sono quelle che si sono affidate nelle mani della più becera propaganda leghista, quelle stesse aziende che solleticano i peggiori umori del forza-leghismo. Il guaio è che sono quasi il 90% delle nostre imprese. Il loro fallimento, di fatto, sarebbe il fallimento del nostro-sistema paese.

Buona parte della nostra PMI è specializzata in produzioni paleo-industriali, con una struttura dei costi analoga a quella delle imprese dei paesi del terzo mondo, grazie a lavoro in nero e all&#039;evasione fiscale. Tanto è vero che da quando non possono più contare su alta inflazione e svalutazione immediatamente perdono quote di mercato ed esportano meno. Le economie avanzate, oggi, esportano soprattutto servizi. La PMI di casa nostra, in realtà, a livello di prodotto ha davvero poco da dire. Sul processo possono lavorare solo riducendo i costi di produzione, che il più delle volte, dato il basso livello d&#039;automazione, non generano alcuna economia di scala, e riducendo il costo del personale. Ma questo significa competere testa a testa con la Malesia o l&#039;Indonesia, e, per di più, sul loro stesso terreno. 

Il vero l problema allora è aumentare la qualità dei nostri prodotti anziché la loro quantità e su questo competere con gli altri grandi. Solo questo può determinare un aumento del nostro PIL. Questo governo invece ha relegato la ricerca scientifica (come ho ricordato nell&#039;articolo sugli Ogm) in serie B, brevettiamo meno degli altri e nel mercato mondiale siamo oramai ai margini.

Oggi leggo sul giornale che Berlusconi si è vantato che l&#039;Italia ha scavalcato la Gran Bretagna. Bene, peccato che siamo crollati al 47.mo posto nella classifica della competitività dietro ad un plotone di paesi in via di sviluppo. Complimenti. Ma questo, è sicuro, nessun tg lo ricorderà.

P.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vedi Carlo, sarei tentato di dire &#8220;chi è causa del suo ma pianga se stesso&#8221;. Le PMI di fatto costituiscono l&#8217;architrave su cui poggia l&#8217;attuale maggioranza di destra. Sono quelle che si sono affidate nelle mani della più becera propaganda leghista, quelle stesse aziende che solleticano i peggiori umori del forza-leghismo. Il guaio è che sono quasi il 90% delle nostre imprese. Il loro fallimento, di fatto, sarebbe il fallimento del nostro-sistema paese.</p>
<p>Buona parte della nostra PMI è specializzata in produzioni paleo-industriali, con una struttura dei costi analoga a quella delle imprese dei paesi del terzo mondo, grazie a lavoro in nero e all&#8217;evasione fiscale. Tanto è vero che da quando non possono più contare su alta inflazione e svalutazione immediatamente perdono quote di mercato ed esportano meno. Le economie avanzate, oggi, esportano soprattutto servizi. La PMI di casa nostra, in realtà, a livello di prodotto ha davvero poco da dire. Sul processo possono lavorare solo riducendo i costi di produzione, che il più delle volte, dato il basso livello d&#8217;automazione, non generano alcuna economia di scala, e riducendo il costo del personale. Ma questo significa competere testa a testa con la Malesia o l&#8217;Indonesia, e, per di più, sul loro stesso terreno. </p>
<p>Il vero l problema allora è aumentare la qualità dei nostri prodotti anziché la loro quantità e su questo competere con gli altri grandi. Solo questo può determinare un aumento del nostro PIL. Questo governo invece ha relegato la ricerca scientifica (come ho ricordato nell&#8217;articolo sugli Ogm) in serie B, brevettiamo meno degli altri e nel mercato mondiale siamo oramai ai margini.</p>
<p>Oggi leggo sul giornale che Berlusconi si è vantato che l&#8217;Italia ha scavalcato la Gran Bretagna. Bene, peccato che siamo crollati al 47.mo posto nella classifica della competitività dietro ad un plotone di paesi in via di sviluppo. Complimenti. Ma questo, è sicuro, nessun tg lo ricorderà.</p>
<p>P.</p>
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