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E’ più letale Chernobyl o Fukushima?

Supponiamo che una farfalla, o un uccello, abbia voglia di farsi un viaggio e abbia due scelte: Chernobyl o Fukushima. Probabilmente dovrebbe prendere in considerazione di cambiare agenzia di viaggi: ma al di là dell’ironia, quale dei due luoghi è “il peggiore”? Quale, fra le due più grandi disgrazie nucleari dell’era moderna, è in grado di arrecare più danni al mondo dei viventi?

 

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LA SITUAZIONE – Il blog energia del New York Times si pone la domanda, e fa il punto della situazione sugli studi scientifici finora messi in campo.

“I ricercatori sono all’opera per capire se queste due zone radioattive siano ugualmente dannose per le popolazioni animali locali, o se invece uno dei due siti sia più letale”. “I due luoghi sono simili nel senso che c’è moltissimo materiale radioattivo nell’ambiente”, afferma Timothy Mousseau, biologo dell’Università della Carolina del Sud, Columbia. Intuitivamente, però, sono diversi: “A Fukushima ci sono gli effetti delle esplosioni iniziali, e del rilascio di isotopi altamente radioattivi e dalla durata breve, mentre a Chernobyl gli effetti sono vecchi di 26 anni perciò, presumibilmente, questi effetti iniziali sono spariti e quel che vediamo adesso  sono principalmente gli effetti dell’esposizione cronica multi-generata”. Gli effetti delle radiazioni sulla biologia vegetale sono in generale abbastanza noti, piuttosto è ancora poco noto l’impatto a breve termine o gli effetti a lungo termine sulle specie animali: “Così il dottor Mousseau e i suoi colleghi hanno deciso di studiare il numero degli uccelli, degli insetti e dei ragni nelle due aree”.

LUOGHI INOSPITALI – I risultati dimostrano che “gli uccelli, le farfalle e le cicale sono molto diminuiti mentre il livello delle radiazioni aumentava a Fukushima. Gli insetti, le libellule e la cavallette non sono state per nulla toccati, invece, dal rilascio delle radiazioni; sorprendentemente invece, i ragni sono aumentati”. A Chernobyl invece, gli animali sono via via diminuiti mentre le radiazioni aumentavano. “Pensiamo che sia una combinazione di radiotossicità diretta e accumulazione delle mutazioni”: già, perché man mano che le generazioni si succedono, le radiazioni iniziano ad avere effetti a lungo termine sulla struttura biologica delle forme viventi. “A Fukushima gli animali sono passati solo attraverso poche generazioni dal disastro. Così le mutazioni non si sono probabilmente ancora manifestate. Per specie dalla vita breve come gli insetti, tuttavia, le mutazioni potrebbero già essere iniziate”. In entrambi i casi, sta di fatto che le due aree saranno “inospitali per molti anni a venire. A Chernobyl, ad esempio, l’ammontare di americio-241, un isotopo altamente radioattivo, sta aumentando mentre il plutonio decade. “I materiali radioattivi come il cesio vengono riportati in superficie ogni anno dall’agricoltura e dalle coltivazioni, e alcuni di questi isotopi possono vivere anche 24mila anni”, dice Mousseau.

 

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