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Il maestro che picchiava l’alunno “vivace”

Sarà processato per maltrattamenti ad un alunno un insegnante precario di 33 anni dell’istituto comprensivo Faedo di Chiampo, in provincia di Vicenza. Il docente avrebbe più volte preso per i capelli e per il collo un allievo distratto e vivace.

 

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STRATTONAMENTI E LIBRI IN TESTA – La denuncia nei confronti del professore è scattata dopo che il bambino ha raccontato alla mamma le violenze subite. All’interno dell’aula sarebbe stata anche piazzata una telecamera. Ne parla Il Giornale di Vicenza in un articolo a firma di Alessandro Mognon:

Alunno iperattivo magari sì, ma quello che secondo lei faceva quel maestro a suo figlio proprio non c’entrava niente: la testa stretta fra le gambe sotto la cattedra, le tirate di capelli, le mani sul collo, le strattonate per le braccia e perfino preso a colpi di libro sulla testa. Per questo la madre di uno studente dell’istituto comprensivo Faedo di Chiampo ha denunciato quell’insegnante che nel 2010 aveva, per lei, maltrattava il ragazzino. E il giudice ieri ha deciso che per quei fatti Giancarlo Barberio, 33 anni, originario di Nocera Inferiore (Salerno) e maestro precario per alcuni mesi alle Faedo va processato.

IL PROCESSO – La madre del bambino maltrattato si è rivolta direttamente ai carabinieri. Continua Mognon sul Giornale di Vicenza:

L’udienza è stata fissata per il 16 ottobre del 2013. Il ragazzino, che allora aveva 8 anni, soffriva di quello che tecnicamente viene chiamato “disturbo dell’attività e dell’attenzione”. Insomma il classico bambino troppo vivace che a volte può creare problemi dentro un’aula e durante le lezioni. Quella madre di Chiampo però si sente raccontare dal figlio di quelle reazioni del maestro troppo violente: lo spinge sotto la cattedra e gli tiene la testa fra le gambe, gli tira i capelli, lo prende per il collo e per le braccia, lo colpisce con un libro sulla testa. E lei neanche va dalla preside: si presenta dalla polizia e denuncia tutto. Partono le indagini, vengono sentiti insegnanti, genitori dei compagni di classe, la stessa preside Fiorella Menti. Viene anche nascosta una videocamera per registrare le lezioni di Barberio. E si arriva al rinvio a giudizio.

LA DIFESA – Il legale dell’insegnante respinge le accuse:

Il suo avvocato, Alessandro Volpe, si dice perplesso: «Quelle accuse non sono vere, c’è solo la denuncia della madre che ha sentito i racconti del figlio. Non è stata nemmeno fatta l’audizione protetta del minore. È un processo basato sulle sue parole, che cita addirittura quello che avrebbero visto altri bambini. E non c’è alcuna perizia. A me poi risulta che quei controlli audiovisivi non hanno dato alcun risultato». Ora sia il ragazzino che il maestro (era precario) se ne sono andati: il bambino perché la mamma lo voleva in una scuola più vicina a casa, Barberio ha cambiato scuola. Resta anche da stabilire il numero di episodi di cui è accusato l’insegnante; due secondo l’avvocato, di più per l’accusa. Comunque siano andate le cose, tutto si deciderà tra più di un anno alla prima udienza.

 

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