Esteri

Obama non è (più) Superman neanche per gli iraniani

6 novembre 2009

Sotto l’ambasciata americana di Teheran una violenta manifestazione ha indirizzato i propri cori contro il presidente. Ma non è la solita manifestazione filogovernativa anti-USA

Il 4 novembre del 1979 un gruppo di giovani studenti occupò l’ambasciata americana di Teheran. Tennero in ostaggio 66 persone, per 444 lunghissimi giorni. Il presidente Carter ordinò un blitz militare, che si risolse in un fallimento totale. Gli ostaggi furono liberati dal regime iraniano durante la presidenza Reagan, nell’ambito di una serie di trattative segrete poi venute alla luce con la vicenda dello scandalo Iran-Contras. La vicenda ebbe ripercussioni da entrambi i lati: l’America iscrisse l’Iran tra i paesi canaglia, o nell’asse del male, scatenandogli contro il giovane dittatore Saddam Hussein salito al potere proprio nel 1979. L’Iran rivoluzionario identificò gli Stati Uniti come il male assoluto. Ogni anno l’Iran ha festeggiato l’inizio dell’occupazione dell’ambasciata, come atto di forza riuscito contro la più grande potenza mondiale. Quest’anno però la manifestazione si è colorita del verde dei sostenitori di Mousavi.

IL GIALLO DELLA PROTESTA IN VERDE – Nel giro di poche ore i democratici hanno perso 2 stati su 3, e Obama è stato contestato nelle vie di Teheran. Con queste premesse il partito Repubblicano ha alzato la voce nei suoi attacchi al Presidente, cosa che finora non aveva avuto il coraggio di fare, a parte tentare alcune bassezze sulla regolarità del suo atto di nascita. Ma davvero i sostenitori di Mousavi sono arrabbiati con Obama? Di certo avranno avuto la speranza (come recitava l’icona del primo presidente nero nella sua campagna elettorale) di una simpatia per le loro proteste anti-Ahmadinejad, e di una presa di posizione più dura durante l’investitura del presidente negazionista. I pesanti silenzi dell’amministrazione Obama hanno davvero portato in piazza quelli della fallita “protesta verde”? Nel video lo slogan che si sente urlare nei confronti di Obama è molto semplice: “sei con noi o contro di noi?”. Certo presuppone un disincanto nei confronti di un personaggio finora sopravvalutato ma non è una critica feroce.

OGNI PRETESTO E’ BUONO – Da alcune settimane, in tutto il paese degli ayatollah, sono state vietate qualsiasi forma di protesta. I sostenitori di Mousavi hanno dovuto aspettare che il governo organizzasse le sue manifestazioni antiamericane per poter tornare in piazza. Ecco allora cosa nascondono gli slogan “contro” Obama. L’occasione di tornare a sventolare, al momento opportuno, i drappi verdi dell’opposizione. Non stupisce allora che fonti non confermate parlano – per la prima volta da anni – della repressione delle guardie della rivoluzione di molte proteste.

6 commenti a Obama non è (più) Superman neanche per gli iraniani

  1. maria teresa

    Io sono una di quelle fesse che ci è cascata con tutte le scarpe, lo ammetto, e che ora si chiede come andrebbero le cose se l’avesse spuntata la Clinton.

  2. > Il primo atto della presidenza Reagan del 1981 fu quello di ordinare un blitz militare, che liberò gli ostaggi.

    Perdonami, ma questa affermazione è totalmente errata. Il blitz fu ordinato da Jimmy Carter, presidente precedente a Reagan, e fallì, si risolse in una tragedia in cui morirono numerosi militari americani a causa di una collisione tra i velivoli impegnati nell’operazione. Gli ostaggi furono liberati dal regime iraniano durante la presidenza Reagan, nell’ambito di una serie di trattative segrete poi venute alla luce con la vicenda dello scandalo Iran-Contras.

    Consiglio di sistemare il refuso nell’articolo.

  3. ipazia

    Se non si ammalerà prima,ad Obama arriderà la sorte del nostro buon Prodi:essere travolto dalle decine di milioni di astensionisti che si sono fatti convincere dalle sue bislacche promesse poi non mantenute e così,come da noi con Berlusconi,il repubblicanetto fascistello di turno governerà l’America per un’altra generazione.

  4. ipazia

    A proposito del blitz sopra ricordato,mi viene la voglia di precisare che i servizi americani dell’epoca consigliarono prima a Carter di non fare nulla per più di un anno,facendolo percepire all’opinione pubblica come un inetto,poi lo precipitarono in quell’azione volutamente disastrosa per farlo passare da incapace,aprendo così la strada alla triofale vittoria reaganiana:quando si dice il destino avverso…!

  5. aleandro

    Povero Carter, povero Obama e poveri pure Prodi e Veltroni, tutti vittime degli oscuri complotti delle forze del male.
    Neanche i loro principali della Goldmann Sacks riescono a proteggerli.

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