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pubblicato il 5 novembre 2009 alle 08:30 dallo stesso autore - torna alla home

Un filmato che ritrae Marrazzo in compagnia di Brenda (o Blenda) e Michelle. E un’ipotesi di indagine sui fondi di rappresentanza per la Regione Lazio.

marrazzo%203 Marrazzo, spunta il secondo video. E si indaga sulle note spesaIl secondo video c’è, o almeno sembra. Se n’è parlato fin dall’inizio dell’inchiesta che riguardava l’ex governatore del Lazio Piero Marrazzo, prima come indiscrezione giornalistica e poi come leggenda metropolitana. Oggi, scrive il Giornale, sarebbe più o meno una certezza: “L’avrebbero appurato gli investigatori, risalendo anche all’origine lecita di questo secondo filmato. Nessun ricatto, almeno nella genesi, ma solo un gioco trasgressivo e privato, un video che è stato filmato, a quanto pare, non in un appartamento qualsiasi ma in una casa nella disponibilità di Marrazzo, nella zona di via Cortina D’Ampezzo, probabilmente la stessa dove il 3 luglio, dopo l’irruzione dei militari, si era rifugiato l’ex governatore“, scrivono Chiocci e Malpica. E’ stato girato circa un mese prima di quello incriminato, e i trans di via Gradoli ne avevano parlato a ripetizione nelle immediate vicinanze dell’arresto dei quattro carabinieri.

IL VIDEO – I protagonisti sarebbero lo stesso Marrazzo, oltre a due trans chiamati Brenda (o Blenda) e Michelle: la telecamera mostra prima una stanza rosa con pupazzi di pelouches, e poi inquadra la toilette. Il protagonista è sempre l’ex governatore, ritratto prima con uno e poi con l’altro trans, e la sua esistenza era sempre stata negata da Marrazzo davanti ai magistrati. A questo punto, sarà interessante cercare di capire in primo luogo come è stato girato, e in secondo luogo chi ne fosse in possesso: se è stato visto da tutti all’interno del giro dei prostituti di via Gradoli, significa che non c’è mai stato alcun segreto. E quindi, che esiste una “zona grigia” all’interno delle dichiarazioni rese ai magistrati, nella quale i “non ricordo” del governatore servono a mascherare una realtà ben più dura di quella descritta dall’inizio. Anche perché potrebbe essere proprio questo video, precedente a quello girato per essere venduto ai giornali, ad aver fornito ai carabinieri l’ispirazione criminosa per i loro atti. E soprattutto, come si evidenziava in altre occasioni, a questo punto è lecito anche sospettare che possano esistere anche altre “autoproduzioni” che ritraggono altri personaggi, così come si è raccontato in molte occasioni la scorsa settimana.

GLI ALTRI SOSPETTI - “Non sono a conoscenza di video o foto scattate da Brenda in queste occasioni, ma il mio stato confusionale negli stessi dovuti all’assunzione di cocaina non mi imette in condizione di saperlo“, ha dichiarato Marrazzo a verbale. Del video avevano conservato una copia ciascuno i due trans, ma Brenda, che la conservava sul suo computer, ha detto di averla distrutta per paura. L’altra, a quanto dice, è ancora nelle disponibilità di Michelle (che è scappata in Francia secondo le testimonianze delle sue amiche), ma soprattutto è stata mostrata ad altri in altre occasioni. E i Ros sono convinti che dietro tutto ci sia ancora Rino alias Gianguarino Cafasso, lo spacciatore morto a settembre, che avrebbe potuto girare il tutto e conservarlo nel proprio telefonino, anche in occasioni diverse da quella di Marrazzo. Per poi utilizzarlo per ricattare. Il telefonino, conservato dalla compagna di Rino Jennifer, sarebbe stato poi buttato prima dell’inizio delle indagini. Almeno, a quanto dice lei.

LE NOTE SPESA – Intanto, scrive il Corriere, si indaga sulle spese e sui fondi di rappresentanza dell’ex governatore del Lazio: lo stipendio istituzionale di 10mila euro difficilmente poteva coprire gli esborsi per la prostituzione e la cocaina. Nel bilancio della Regione la disponibilità era invece molto più elevata: 400mila euro per il 2009, 350mila per l’anno precedente. Ora i carabinieri hanno acquisito le note spese per vederci più chiaro. Nel caso che i sospetti fossero confermati, la posizione di Marrazzo si aggraverebbe: da testimone, finirebbe dritto dritto nel registro degli indagati.

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