The final Ricchiuti

The Final Ricchiuti #367

5 novembre 2009

Mourinho finalmente è divenuto ragionevole. E’ a Kiev. E’ alla vigilia di una gara importante. E’ la Cempions, terra dei sogni. Sta in mezzo al grano. Sta tra gli ucraini. Gente di grano, qualcuno, e di grana grossa. Tutti. Deve fare il solito numero, tutti l’aspettano, le rotative son ferme, le scuole chiuse. Ci sono le migliori condizioni per fare bene: la grande ribalta, la tragedia immane dell’Inter, un pubblico tardo che non aspetta altro di sentirselo dire. E lui che fa. Sembra Ranieri. Parla un linguaggio cinico e piatto. Da ufficio stampa di Al Capone. Da azzeccagarbugli da fame, da conta pitocchi alla fiera dell’est. C’è un ambiente da peste di Camus. Dice che non è pagato che per allenare. C’è l’influenza. Lui non è la cura e se lo è sta alzando il prezzo. Il mondo che conosciamo potrebbe sparire. Lui quella sera è in panchina e non è pagato per guardarsi alle spalle.

3 commenti a The Final Ricchiuti #367

  1. redmail

    A parte che sembra di leggere l’Ulisse di Joyce ( prendila come un complimento che
    noia soggetto, verbo e complemento oggetto ) il problema penso e che in Italia sono sempre
    gli allenatori a pagarla per tutti d’altra parte sono loro che sbagliano i
    tiri in porta. E quindi è giusto così.

  2. ricchiuti

    Mah, fino a “C’è un ambiente” quando faccio canto e controcanto non credo che manchi di linearità.

    • redmail

      Stai nel sincrono è vero. E non devo andarmi a vedere i capitoli indietro come con Joyce anche e soprattutto quando volevo andare a vedere se Molly Bloom alla fine la sganciava ( cmq non son mai riuscito a leggerlo intero ho una vecchia edizione degli Oscar Classici Mondadori del 1973 ma il vecchio James è davvero pesante ). Per il resto l’incredibile è che in Italia il coach si debba comunque considerare in conto spese per il guarda spalle. E’ questo secondo me il problema. Finisce che non guardi più il campo che hai di fronte. Solo perchè siamo un popolo di quaranta milioni di allenatori, in particolare quando gioca la nazionale. Un pretesto troppo ”costoso”.

      ps: Ti posto un brano estratto a pag 485. per motivi tra noi condivisi (;):
      ”Bloom, affranto, impenetrabilmente velato per il sacrifizio, singhiozza, faccia a terra. Si sente la campana di morti. Le figure nero velate dei circoncisi, vestite di sacco e coperte di cenere, sono ferme davanti al muro del pianto. M.Shulomowitz, Joseph Goldwater, Moses Herzog, Harris Rosenberg, M. Moisel, J. Citron, Minnie Watchman, O.Mastianscky, il reverendo Lepold Abramovitz, Chazen.
      Con un dondolio continuo delle braccia piangono nel pneuma su Bloom l’apostata”.
      L’ambiente cattolico-ebraico di Joyce che considera apostata il marito dell’allegra Molly e il dettaglio più divertente e che lo considera tale anche il reverendo a un funerale ebraico!( tipico humour irlandese da noi ce lo sognamo). Ciao :)

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