Gli onorevoli parlamentari, tra i tanti disagi, hanno quello di vivere lontani da casa. Per questi emigranti della politica la Camera dei Deputati mette a disposizione 4 immobili di pregio nel cuore di Roma, di proprietà delle Milano 90 di Sergio Scarpellini, immobiliarista a cui è stata affidata la costruzione del nuovo stadio di Roma. Per questi appartamenti la Camera dei Deputati paga un affitto annuale di 40 milioni di euro. Non è una grossa cifra, ma non è neppure un bruscolino.
Certo bisognerebbe trovare a questi poveri onorevoli una sistemazione alternativa adeguata. Una proposta concreta, approvata con un ordine del Giorno dall’assemblea, s’impegna ad una “razionalizzazione degli spazi”, ad esempio rivolgendosi all’Agenzia del Demanio, che non dovrebbe avere grandi difficoltà a trovare altri appartamenti, di proprietà dello Stato. Facendo risparmiare qualche soldino alle casse dello Stato.
Ma da luglio non è successo niente. Perché l’ordine del giorno va reso esecutivo. E per questo ci vuole il collegio dei questori della Camera, un organismo composto da tre deputati, che curano collegialmente il buon andamento dell’amministrazione, stendono il bilacio e vigilano sull’applicazione delle relative norme, sovraintendendo – tra l’altro – alle spese della Camera.
Ma forse perché troppo impegnati in altre faccende, forse perché pigri, forse per altri motivi non facili da comprendere per menti semplici, da luglio scorso questi tre deputati, che sono Francesco Colucci e Antonio Mazzocchi del PdL, assieme a Gabriele Albonetti del Pd, non trovano il tempo di rendere esecutiva questa decisione.
Come dice il proverbio? Il questore (della Camera) a quest’ora in questura (della Camera) non c’è. E se c’è, dorme.



