In futuro il cristianesimo in Europa sarà minoranza schiacciato tra secolarismi e Islam. L’unica ancora di salvezza per evitare discriminazioni basate sul culto per tutti, compresi i cattolici, è la laicità delle istituzioni
Anno 2060, una città d’Italia.
- “Papà, oggi in aula hanno appeso la mezza luna dell’Islam. La professoressa Fathima Hussein dice che siccome l’80% della popolazione italiana è musulmana e che l’Islam è una tradizione consolidata da oltre 50 anni in Italia è giusto così. Dice anche che la mezza luna dell’Islam è un simbolo di laicità.”
- “E tu cosa hai detto?”
- “Cosa avrei dovuto dire da buon cattolico, papà?”
- “Beh avresti dovuto dire che i muri delle istituzioni pubbliche non sono come gli angoli dove pisciano i cani per delimitare il territorio del branco più numeroso. E che quella della professoressa è una chiara violazione della laicità dello stato.”
- “Ah.”
- “Anzi ora chiamo il vescovo di Roma per protestare alla Corte Europea per i diritti dell’Uomo. Non si sa mai che gli ultimi 50.000 cattolici d’Italia riescano finalmente a far valere il loro diritto di minoranza ad essere rispettati. Che fine ha fatto la sana laicità, per dio!”
LA FUTURA EUROPA SARA’ DIVERSA - Un dialogo futuristico un po’ troppo surreale? Un’ucronia di un mondo parallelo? Forse no. Anche se le proiezioni demografiche non hanno una rilevanza scientifica e non sono sicure al 100% è indubitabile che i trend demografici in Europa sono da una parte una progressiva secolarizzazione delle comunità cattoliche e protestanti e dall’altra una crescita vertiginosa di quelle musulmane. In pochi decenni ci potremmo trovare di fronte ad un’Europa divisa fra la crescita di non credenti e musulmani da una parte e i cristiani in netto declino dall’altra. Con queste prospettive è davvero incredibile che i cattolici non si rendano conto che l’unico modo per garantire ai loro figli e nipoti di non essere discriminati in quanto minoranza in futuro è quello di adottare un sistema di separazione netta tra Stato e Chiesa. Perché i perseguitati di oggi potrebbero diventare i perseguitatori di domani. Si chiama laicità ed è l’unica salvezza per l’occidente e per uno stato veramente democratico. Per tutti che siano musulmani, cristiani o non credenti.
COS’E’ LA LAICITA’ - Forse risulterà ripetitivo ma visto che molti (credenti e non credenti) hanno ancora le idee confuse sarebbe meglio ribadirlo. La laicità è un metodo che adottano (o che dovrebbero adottare) le istituzioni per far sì che rimangano neutrali nei confronti delle varie religioni. È un metodo, non una ideologia o una religione atea. Laicità quindi non significa ateismo e gli stati laici non promuovono l’ateismo, perché si macchierebbero di un crimine contro la libertà di culto e di non essere neutrali nei confronti delle religioni. Coloro che portano avanti l’esempio dell’URSS, Cina, Cuba e Albania come ipotetiche nazioni laiche, non si rendono conto che quei paesi non erano laici ma comunisti e atei. Cioè discriminavano attivamente le religioni in modo criminale e illiberale, non si ponevano come i paesi laici dovrebbero fare in modo neutrale. Anzi un paese veramente laico farebbe di tutto per difendere la libertà di culto e per fermare chi discrimina in base alla religione di appartenenza. Il metodo della laicità è una conquista delle democrazie liberali moderne e di conseguenza è una conquista di un diritto per tutti, credenti o non credenti.
LA PAURA DEL MULTICULTURALISMO - Un altro errore che fanno in molti è quello di confondere multiculturalismo e laicità delle istituzioni. Per multiculturalismo si intende la tendenza nei paesi moderni a lasciare libertà nelle scelte socio-culturali e di stile di vita agli individui a seconda della propria tradizione di provenienza. Un principio sacrosanto di ogni stato liberale e democratico. Ma il problema nasce quando le comunità con tradizioni diverse rispetto a quella che le ospita chiedono o pretendono che leggi, tradizioni e caratteristiche socioculturali si adeguino alle loro. Vengono pretese deroghe speciali, eccezioni alle leggi vigenti, privilegi corporativi ecc. Ed è qui che viene in aiuto la laicità come metodo di mediatore nelle istituzioni. Uno stato laico rispetta le libere scelte dei cittadini in materia di tradizione, abbigliamento, usi e costumi a meno che queste non siano in contrasto con le leggi vigenti. E soprattutto non fa eccezioni alle regole in base alla confessione religiosa. Un metodo in controtendenza rispetto a paesi come il Regno Unito dove spesso vengono dati privilegi o accordate eccezioni a seconda delle comunità di appartenenza. Un metodo sicuramente non laico, ma multiculturale.
L’ORA DI RELIGIONE - Un esempio recente riguarda la proposta di istituire l’ora di religione islamica nella scuola pubblica. Uno stato veramente laico non accetterebbe mai che le scuole pubbliche promuovano l’Islam o la religione cattolica. Tra i vari commentatori, pro e contro, della proposta nessuno ha davvero toccato il punto principale: per risolvere le dispute tra religioni e la paura del multiculturalismo invadente l’unica soluzione è la laicità delle istituzioni, non l’aumento esponenziale di ore scolastiche dedicate ad ogni religione. È davvero straordinario che pochi tra politici e commentatori non siano arrivati alla conclusione più ovvia, quella cioè della neutralità dello stato. E questa è sicuramente una distorsione culturale causata dai famosi privilegi che lo stato italiano concede ad una religione in particolare: la Chiesa Cattolica Apostolica Romana. È ovvio che le altre comunità religiose, e non, si sentano discriminate e chiedano gli stessi privilegi. Per evitare che questi privilegi vengano concessi a tutti però basterebbe eliminare QUEL privilegio, quello da cui nasce tutto.
IL CATTOLICESIMO IN PERICOLO - I cattolici in Italia hanno giustamente paura di perdere il loro potere culturale, sociale e demografico accumulato in 2000 anni. È evidente che saranno quelli che perderanno di più nei prossimi decenni in tutti gli aspetti se non verrà adottato un sistema laico della società. È loro interesse che le religioni non si infiltrino nelle istituzioni, perché è vero che possono fare tutte le leggi che vogliono per mantenere il dominio culturale ma alla fine sarà la demografia a decidere le sorti dell’Italia. Quindi ben venga il no ai crocefissi nelle istituzioni chiesto dalla Corte Europea per i diritti dell’uomo. Paradossalmente sarebbe l’unico modo per salvare il simbolo del crocefisso in futuro.






















Il cardinal Bertone dice che l’europa laica ci lascerà solo le zucche di halloween io credo che ci sia piuttosto da preoccuparsi delle zucche di quei cristianoidi ciliciati che vorrebbero riportarci ad atmosfere medioevali ignorando piaccia o no che stiamo andando a razzo verso una società pluriconfessionale ed anche aconfessionale.
E poi siamo seri cos’è questa mania tutta italica di voler appiccicare crocefissi su ogni muro di edificio pubblico assomiglia al comportamento ansioso del lupo capobranco che piscia in giro per marcare il territorio per non far avvicinare altri lupi intrusi.
Quando poi sento l’ utilizzatore finale di escort scendere in campo a difesa del crocefisso mi spancio letteralmente dalle risate con questi campioni della fede a fianco voi “crociati” siete irrimediabilmente fritti, ma d’altronde la parola “cristiani” viene dal provenzale “cretien” che significa cretini e quindi…
P.S. nota storica seriosa: il crocefisso non fu affatto un simbolo del cristianesimo primitivo che anzi lo detestava essendo considerata la morte per crocefissione dai romani come la più vergognosa e preferiva utilizzare come emblema il pesce, fu solo intorno al quarto secono (concilio di Nicea etc.) che esso venne introdotto quale segno di riconoscimento dei cristiani.
Egregio Fabristol, hai ragione da vendere. Ma, suppongo, il giorno in cui le gerarchie cattoliche accoglieranno i tuoi suggerimenti le loro chiese saranno già vuote.
Comunque non tocca loro decidere la questione della laicità: non gli compete. Competerebbe alla politica italiana, timorosa sempre più di divenire adulta.
Caro Luca ma infatti non mi illudo mica…
… religione atea…. ??????
Ehi questa me la ero persa. Mi fate sapere in che modo l’ateismo sia o stia diventando una religione ? o peggio una ideologia (va beh questa è una mia forzatura)?
Il Buddhismo, ad esempio, è una religione atea, in quanto si preoccupa di dare all’uomo serenità attraverso la contemplazione e l’esplorazione dei suoi intimi segreti, senza porlo in rapporto al divino.
Devo riconoscere che il buddismo è qualcosa che conosco davvero poco, ma la definizione che porti mi lascerebbe pensare che il problema non sia tanto nell’ateismo, quanto nell’essere una religione. Tra le definizioni scolastiche che ricordo di religione c’era appunto quella di “collegamento al divino”. Forse sbaglio, ma questo mi ricordo dello spirito religioso che ci indottrinavano nella scuola “laica” degli anni 70-80 (va beh per noi vecchioni più 70 che 80)
Un sorriso
Il bullismo non è una religione, ma le cose bisognerebbe saperle. E io non le so.
e il bull-shit-ismo?
Sono un bullo telematico, infatti ho insultato e ingiuriato un sacco di gente qui. Per questo sarebbe bello fare…quattro chiacchiere.
Perché non torni ad occuparti della tua piantagione di cocomeri invece che continuare a parlare su internet di cose che non capisci? Ci fai mica una bella figura, sai?
Sono soltanto un piccolo teppistello telematico che crede di essere un grande intellettuale, ma più che di cultura mi intendo di coltura. Dei cocomeri.
Ma potranno ancora i cittadini di uno stato decidere dove andare e cosa fare delle proprie vite e delle proprie istituzioni?
Potranno ancora decidere se vivere in uno stato democratco-cristiano piuttosto che in uno stato laico almeno sino a quando il consenso non lo consenta?
O dovremmo per forza diventare qualcosa che ancora adesso non siamo?
La laicità totale arriverà quando arriverà, per ora c’è chi vuole resistere ed esistere in uno stato così come ce lo hanno consegnato i nostri padri.
Per tutto il resto ci sarà tempo.
Anche questa è una posizione del tutto legittima.
In democrazia è o no il popolo “il sovrano”.
L’unico modo per salvare il cristianesimo in Italia ed in Europa, non è quello della laicità delle istituzioni, MA DI DISTRUGGERE L’ISLAM E TUTTI I PORCI MUSULMANI DI M….CHE VOGLIONO ELIMINARE L’OCCIDENTE..IL NOSTRO BALUARDO, E’ ISRAELE CHE DA 60 ANNI COMBATTE CONTRO MILIONI DI TERRORISTI ISLAMICI CHE VOGLIONO UCCIDERE GLI EBREI E GETTARLI A MARE. Lo stato ebraico, ha dimostrato che, l’orgoglio, il valore e la volontà di un popolo possono resistere con la forza contro 330 milioni di porci islamici che vogliono non soltanto distruggere Israele, ma conquistare il mondo occidentale.Ebbene, anche l’Europa, dovrebbe diventare come Israele e rispedire questi terroristi musulmani nel deserto in mezzo ai cammelli…ahahhahahahah
VIVA ISRAELE, VIVA GLI ISRAELIANI, POPOLO CON GLI ATTRIBUTI….