Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Archivio | Chi siamo | Contatti | Pubblicità
pubblicato il 4 novembre 2009 alle 13:00 dallo stesso autore - torna alla home

In futuro il cristianesimo in Europa sarà minoranza schiacciato tra secolarismi e Islam. L’unica ancora di salvezza per evitare discriminazioni basate sul culto per tutti, compresi i cattolici, è la laicità delle istituzioni

cristo Laicità, unica salvezza per i cattoliciAnno 2060, una città d’Italia.

- “Papà, oggi in aula hanno appeso la mezza luna dell’Islam. La professoressa Fathima Hussein dice che siccome l’80% della popolazione italiana è musulmana e che l’Islam è una tradizione consolidata da oltre 50 anni in Italia è giusto così. Dice anche che la mezza luna dell’Islam è un simbolo di laicità.”
- “E tu cosa hai detto?”
- “Cosa avrei dovuto dire da buon cattolico, papà?”
- “Beh avresti dovuto dire che i muri delle istituzioni pubbliche non sono come gli angoli dove pisciano i cani per delimitare il territorio del branco più numeroso. E che quella della professoressa è una chiara violazione della laicità dello stato.”
- “Ah.”
- “Anzi ora chiamo il vescovo di Roma per protestare alla Corte Europea per i diritti dell’Uomo. Non si sa mai che gli ultimi 50.000 cattolici d’Italia riescano finalmente a far valere il loro diritto di minoranza ad essere rispettati. Che fine ha fatto la sana laicità, per dio!”

LA FUTURA EUROPA SARA’ DIVERSA - Un dialogo futuristico un po’ troppo surreale? Un’ucronia di un mondo parallelo? Forse no. Anche se le proiezioni demografiche non hanno una rilevanza scientifica e non sono sicure al 100% è indubitabile che i trend demografici in Europa sono da una parte una progressiva secolarizzazione delle comunità cattoliche e protestanti e dall’altra una crescita vertiginosa di quelle musulmane. In pochi decenni ci potremmo trovare di fronte ad un’Europa divisa fra la crescita di non credenti e musulmani da una parte e i cristiani in netto declino dall’altra. Con queste prospettive è davvero incredibile che i cattolici non si rendano conto che l’unico modo per garantire ai loro figli e nipoti di non essere discriminati in quanto minoranza in futuro è quello di adottare un sistema di separazione netta tra Stato e Chiesa. Perché i perseguitati di oggi potrebbero diventare i perseguitatori di domani. Si chiama laicità ed è l’unica salvezza per l’occidente e per uno stato veramente democratico. Per tutti che siano musulmani, cristiani o non credenti.

COS’E’ LA LAICITA’ - Forse risulterà ripetitivo ma visto che molti (credenti e non credenti) hanno ancora le idee confuse sarebbe meglio ribadirlo. La laicità è un metodo che adottano (o che dovrebbero adottare) le istituzioni per far sì che rimangano neutrali nei confronti delle varie religioni. È un metodo, non una ideologia o una religione atea. Laicità quindi non significa ateismo e gli stati laici non promuovono l’ateismo, perché si macchierebbero di un crimine contro la libertà di culto e di non essere neutrali nei confronti delle religioni. Coloro che portano avanti l’esempio dell’URSS, Cina, Cuba e Albania come ipotetiche nazioni laiche, non si rendono conto che quei paesi non erano laici ma comunisti e atei. Cioè discriminavano attivamente le religioni in modo criminale e illiberale, non si ponevano come i paesi laici dovrebbero fare in modo neutrale. Anzi un paese veramente laico farebbe di tutto per difendere la libertà di culto e per fermare chi discrimina in base alla religione di appartenenza. Il metodo della laicità è una conquista delle democrazie liberali moderne e di conseguenza è una conquista di un diritto per tutti, credenti o non credenti.

simbolireligiosi Laicità, unica salvezza per i cattoliciLA PAURA DEL MULTICULTURALISMO - Un altro errore che fanno in molti è quello di confondere multiculturalismo e laicità delle istituzioni. Per multiculturalismo si intende la tendenza nei paesi moderni a lasciare libertà nelle scelte socio-culturali e di stile di vita agli individui a seconda della propria tradizione di provenienza. Un principio sacrosanto di ogni stato liberale e democratico. Ma il problema nasce quando le comunità con tradizioni diverse rispetto a quella che le ospita chiedono o pretendono che leggi, tradizioni e caratteristiche socioculturali si adeguino alle loro. Vengono pretese deroghe speciali, eccezioni alle leggi vigenti, privilegi corporativi ecc. Ed è qui che viene in aiuto la laicità come metodo di mediatore nelle istituzioni. Uno stato laico rispetta le libere scelte dei cittadini in materia di tradizione, abbigliamento, usi e costumi a meno che queste non siano in contrasto con le leggi vigenti. E soprattutto non fa eccezioni alle regole in base alla confessione religiosa. Un metodo in controtendenza rispetto a paesi come il Regno Unito dove spesso vengono dati privilegi o accordate eccezioni a seconda delle comunità di appartenenza. Un metodo sicuramente non laico, ma multiculturale.

L’ORA DI RELIGIONE - Un esempio recente riguarda la proposta di istituire l’ora di religione islamica nella scuola pubblica. Uno stato veramente laico non accetterebbe mai che le scuole pubbliche promuovano l’Islam o la religione cattolica. Tra i vari commentatori, pro e contro, della proposta nessuno ha davvero toccato il punto principale: per risolvere le dispute tra religioni e la paura del multiculturalismo invadente l’unica soluzione è la laicità delle istituzioni, non l’aumento esponenziale di ore scolastiche dedicate ad ogni religione. È davvero straordinario che pochi tra politici e commentatori non siano arrivati alla conclusione più ovvia, quella cioè della neutralità dello stato. E questa è sicuramente una distorsione culturale causata dai famosi privilegi che lo stato italiano concede ad una religione in particolare: la Chiesa Cattolica Apostolica Romana. È ovvio che le altre comunità religiose, e non, si sentano discriminate e chiedano gli stessi privilegi. Per evitare che questi privilegi vengano concessi a tutti però basterebbe eliminare QUEL privilegio, quello da cui nasce tutto.

IL CATTOLICESIMO IN PERICOLO - I cattolici in Italia hanno giustamente paura di perdere il loro potere culturale, sociale e demografico accumulato in 2000 anni. È evidente che saranno quelli che perderanno di più nei prossimi decenni in tutti gli aspetti se non verrà adottato un sistema laico della società. È loro interesse che le religioni non si infiltrino nelle istituzioni, perché è vero che possono fare tutte le leggi che vogliono per mantenere il dominio culturale ma alla fine sarà la demografia a decidere le sorti dell’Italia. Quindi ben venga il no ai crocefissi nelle istituzioni chiesto dalla Corte Europea per i diritti dell’uomo. Paradossalmente sarebbe l’unico modo per salvare il simbolo del crocefisso in futuro.