Ho quarant’anni. Quasi. Perché aspettare a dirlo: può darsi che arrivata l’ora, abbia cambiato idea. Quarant’anni. Quaranta chili in più, forse. Quarantamila euro in meno in banca, di sicuro. Non sono scemo e non sono brutto. Quelli lì sono i rassegnati a non diventare mai peggiori. Io invece ho quarant’anni. Faccio in tempo a farmi fregare ancora, a prendere un due delusioni che poi ti vien la ruga d’espressione, la faccia da ah sapessi e la storiaccia per rimorchiare. Ti fai riportare a casa la prima volta che racconti, per non sentire oltre. La seconda, sanno dove sei. Poi poco alla volta riesci a non farti più chiamare: sei un poeta, un animo gentile senza soldi che va protetto, cioè basta un accenno tuo che porti sfiga. Sei bravo perché hai fatto presto. Alda Merini ci ha messo il doppio mio per morire a quarant’anni.





















Quarantamila? Buon per te. Io fatico a fare le cento carte lavorando per una newsletter on line di consulenze di marketing. Mi sento anch’io un po Bukowsky come te forse più Merini. Mai cuccato raccontando di vite tese ma se funziona non saprei. Preferisco pagare almeno te la danno sicuro e senza l’amore come pretesto. Auguri Ricc!
Mica parlavo di me.
Quarant’anni di chi!? Scusa il cattivo bon ton xkè è brutto far gli auguri al malinteso. Ma leggere ho passato la quinta elementare a settembre. Con due materie, cornicette e pensierini ma ce l’ho fatta!!! Se no ha ragione Alex d’Amato.
ps: cmq auguri, qualora. Ciao
E’il poro Mario.