Interni

Stefano Cucchi, Diana Blefari e la morte del diritto

3 novembre 2009

Quando omicidio e suicidio minano, profondamente, tutti i fondamenti su cui abbiamo poggiato la nostra vita in società.


«Lo stato di diritto, quale risulta dall’insieme delle garanzie liberali e sociali, può essere peraltro configurato come un sistema di meta-regole rispetto alle regole stesse della democrazia politica. Precisamente, se la regola dello stato liberale di diritto è che non su tutto si può decidere, neppure a maggioranza, la regola dello stato sociale di diritto è che non su tutto si può non decidere, neppure a maggioranza: su questioni di sopravvivenza e di sussistenza, per esempio, lo Stato non può non decidere, anche se esse non interessano la maggioranza. Solo su tutto il resto vale la regola della democrazia secondo cui si deve decidere a maggioranza, diretta o indiretta, dei cittadini.

E tuttavia, in un senso non formale e politico ma sostanziale e sociale di “democrazia”, lo stato di diritto equivale alla democrazia: nel senso che garantisce, al di là della volontà della maggioranza, gli interessi e i bisogni vitali di tutti espressi sotto forma di diritti fondamentali. In questo senso il garantismo, in quanto sistema di vincoli imposti ai pubblici poteri, può ben essere concepito come il connotato (non formale, ma) strutturale e sostanziale della democrazia: le garanzie, sia liberali che sociali, tutelano infatti i diritti dei cittadini contro i poteri sia pubblici che privati, gli interessi dei deboli rispetto a quelli dei forti, le minoranze emarginate o dissenzienti rispetto alle maggioranze integrate, le ragioni del basso rispetto alle ragioni dell’alto»

5 commenti a Stefano Cucchi, Diana Blefari e la morte del diritto

  1. cocci

    Condivido molto di quello che scrivi ma, ahimé, mi sento tra quelli che dimentica per sopravvivere, anzi, per non impazzire.
    Vorrei scriverti bell’articolo, come direi bella poesia a dei versi che mi fanno emozionare ma, oramai, temo anche che sia tutto tremendamente vano

  2. Condivido quanto detto in relazione a Cucchi. Ma di grazia dove ha fallito lo Stato con Diana Blefari? E’ o non è un diritto di ogni cittadino, il suicidio?

  3. Grazie a entrambi della condivisione.
    Riguardo a Diana Blefari… lo Stato ha latitato nel non curare la depressione conclamata della prigioniera.
    Saluti

  4. rebyjaco

    Si sono suicidati oltre 60 carcerati in quello che va dell’anno, solamente vengono ricordati STATISTICAMENTE perche una “assassina”" che ha ucciso a sangue freddo e in modo vile (perchè era totalmente inerme), un altro essere umano, si è suicida. L’occhio dei GIUSTI deve avere una fetta di prosciutto sugli occhi.

  5. Sinceramente, non si riesce a curare la depressione in individui che non han motivo di essere depressi… Figurati in una assassina condannata all’ergastolo…

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