|

Blatte, blatte, fortissimamente blatte

La città di Napoli e la sua amministrazione sono finite ancora sulla stampa estera. Stavolta però l’argomento che ha acceso i riflettori stranieri sul capoluogo campano non è l’emergenza rifiuti, l’allarme criminalità, una rassegna artistica o un nuovo picco della disoccupazione, ma una folta schiera di insetti che spunta dai tombini di vicoli e piazze.

NAPOLI, GLI SCARAFAGGI E LA STAMPA ESTERA – “Napoli si trova ad affrontare un nuovo problema per la salute”, si leggeva ieri su Le Monde. “Dopo i cumuli di immondizia che hanno paralizzato la città quattro anni fa – continuava il giornale francese – si deve affrontare oggi la proliferazione di scarafaggi che possono raggiungere i sette centimetri di lunghezza, fuoriusciti dalle fogne nei giorni scorsi”. La vicenda si è trasformata in un caso politico che ha visto alcuni esperti, medici e responsabili delle Asl lanciare l’allarme per i rischi per la salute e il sindaco Luigi de Magistris e i suoi uomini a minimizzare per tranquillizzare i cittadini.

CHI SONO GLI AGGRESSORI – Le blatte rosse protagoniste della storia sono una specie onnivora, vivono vicine all’uomo, si nutrono di residui alimentari, sono attratte dall’umidità e, per questo, vengono scoperte prevalentemente in ambienti umidi o malsani (prevalentemente cantine, sottoscala, fogne). La loro proliferazone dipende dalla cattiva manutenzione igienica dei tombini dalle quali stanno emergendo e dalla mancata rimozione delle uova nel periodo in cui vengono deposte. I rischi per l’uomo derivano dal fatto che gli scarafaggi rigurgitano parte del cibo ingerito precedentemente e sono quindi in grado di portare in strade e abitazioni ciò che hanno ingerito nelle fogne e negli ambienti malsani dove si nutrono, ed essere veicolo di virus e batteri responsabili di malattie.