Interni

Dell’Utri-Spatuzza: una questione di (dis)onore

31 ottobre 2009

Cosa Nostra – Dell’Utri – Forza Italia. L’appoggio al partito berlusconiano nel ‘94 pare sia derivato da una scelta autonoma degli uomini d’onore. In attesa delle nuove dichiarazioni che renderà ai giudici il pentito Gaspare Spatuzza. Riserveranno un colpo di scena?

Che all’inizio della sua avventura il movimento politico Forza Italia abbia avuto il sostegno elettorale degli appartenenti a Cosa Nostra lo affermano diversi uomini d’onore dell’organizzazione siciliana. Si tratterebbe, però, di una scelta legittima, perché autonoma, frutto di considerazioni interne alla mafia, non condizionata da scambi di promesse o di favori, né di qualsiasi tipo di accordo pre-elettorale. Almeno fino ad oggi.

Le ultime dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, infatti, potrebbero da qui a poco mischiare tutte le carte in tavola e aprire nuovi scenari. La Corte d’Appello di Palermoha deciso di interrompere la discussione del processo Dell’Utri e di ascoltare il dichiarante Gaspare Spatuzza, uomo di Cosa Nostra tra i principali protagonisti delle stragi del ‘93: il collegio presieduto da Claudio Dall’Acqua ha ritenuto “incontestata” la rilevanza dell’audizione di Spatuzza, che verte su aspetti e problematiche già trattati nel processo di primo grado. Il processo è stato ora rinviato al 6 novembre per decidere la data dell’audizione di Spatuzza. Nelle sue dichiarazioni l’ex capo del mandamento di Brancaccio aveva parlato di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri come referenti della mafia in relazione alle stragi del ’93 e al fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma dell’autunno dello stesso anno. Spatuzza dice di aver appreso questo legame tra i due uomini Fininvest e Cosa Nostra da Giuseppe Graviano (in due diversi incontri ai quali avrebbe partecipato anche il boss Cosimo Lo Nigro), e dal fratello di Giuseppe, Filippo Graviano (incontrato in carcere nel 2003). La domanda ora nasce spontanea: le nuove dichiarazioni di Spatuzza aggiungeranno qualcosa in più a quanto finora emerso sul legame Forza Italia – Cosa Nostra?

Vediamo cosa hanno detto al riguardo in passato alcuni uomini d’onore. Uno dei tanti a parlare di un possibile sodalizio fu Pasquale Di Filippo, genero del boss della Kalsa Tommaso Spadaro, legato a Bagarella: “Mi ricordo che mio suocero mi disse: “Dovete votare per Berlusconi”… Lui per dirmi a me “Votate Berlusconi”, significa che Berlusconi è con noi, non è contro di noi… Tutta Palermo sapeva che doveva votare Berlusconi”. E precisava pure da chi venisse l’ordine: “Pippo Calò (boss, ndr) ha detto a mio suocero che si doveva votare per Berlusconi… perché quando mio suocero parlava, non parlava se non parlava Pippo Calò…”. Secondo questa testimonianza l’accordo tra le parti sarebbe stato raggiunto sull’abolizione del 41-bis, il carcere duro per i mafiosi. Ma si tratta di una proposta in realtà mai presa davvero in considerazione da nessuna forza politica negli ultimi 15 anni, che lascia molti dubbi sull’attendibilità del discorso: “Mi sono incontrato con Bagarella, e parlando di Pianosa lui mi ha detto: “E che vuoi, non lo vedi a chistu poveraccio che per ora lo attaccano tutti?”… Quest’incontro in cui lui mi ha parlato personalmente di Berlusconi si è svolto in via Petro Scaglione”, diceva Di Filippo.

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