“Il carbone è tutta la mia vita”
10/07/2012 - I minatori spagnoli non vogliono abbandonare il loro lavoro, minacciato dai tagli del governo
di Dario Ferri
C’è la tutta la passione per il proprio lavoro e l’orgoglio per le proprie umili origini nelle parole di Jorge Garcia, un minatore 42enne di Laciana, in Spagna, nella provincia settentrionale di Leon, che a El Mundo ha manifestato la propria preoccupazione per i tagli del 63% ai sovvenzionamenti al settore del carbone.
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MILLE MINATORI A MADRID – La sua occupazione ora è a rischio, ma l’operaio, volto bruciato da sole, da 17 anni impegnato in miniera, insieme ad altri mille compagni si appella, oltre che per gli aiuti economici, anche per il rispetto di uno stile di vita che si tramanda di generazione in generazione. I minatori hanno impiegato 20 giorni per raggiungere in marcia dal Nord Ovest la capitale Madrid e protestare contro la scure del premier Mariano Rajoy e il suo governo. “Il lavoro è duro, ma è l’unica opzione che abbiamo qui, e vogliamo rimanerci”, dice Jorge. “Non rispettano il Piano per il carbone del 2006″, denunciano i manifestanti.
SOLDI E ORGOGLIO – “Vogliamo vivere nelle nostre case non i nostri posti di lavoro”, continua il minatore. Che rivolgendosi alle istituzioni poi dice: “Pensano che facciamo ‘violenza di strada’, ma vogliamo solo difendere le nostre origini e il nostro modo di vita”. E’ la consapevolezza di chi sa che sarà difficile in età avanzata trovare un diverso posto di lavoro, ma anche di chi non vuol rinunciare alla propria storia. Poco importa se il lavoro duro vale solo tra i 1.000 e i 1.300 euro mensili per 9 ore di attività al giorno. “Il carbone è l’unica fonte di energia locale della Spagna”, si sentenzia. La battaglia dei minatori sta raccogliendo tante simpatie a Madrid. La presenza alle manifestazioni di protesta è massiccia. Il ministero dell’Industria e dell’Energia sempre più nel mirino.
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