Maria Stella Gelmini, ministro dell’Università, ha commentato con evidente soddisfazione l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del suo disegno di legge sull’Università. “È un disegno di legge coraggioso che vuole affrontare i problemi dell’università. Tutte le novità contenute nel nuovo regolamento “per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca, ad iniziare dai 525 milioni di euro pari al 7% del cosiddetto Fondo ordinario, si riconducono ad una parola chiave: meritocrazia”. I contenuti del disegno di legge sono al momento intenzioni, promesse. Ma questo è il governo del fare. I fatti seguiranno. Diciamo un bravo a Maria Stella Gelmini, ministro dell’Università!
Chissà che relazione di parentela ci sarà con Gelmini Maria Stella, ministro dell’Istruzione. Quella che ha dimezzato l’unico incentivo esistente a favore degli studenti italiani che si distinguono per bravura, il Fondo destinato alla valorizzazione delle eccellenze, che è passato da 5 milioni a 3 milioni e 800 mila euro. Quest’anno, infatti, i quasi 4mila ragazzi che hanno ottenuto il massimo dei voti alla maturità (100 e lode) dovranno accontentarsi di appena 650 euro, mentre chi ha conseguito il diploma nel 2008 ha avuto mille euro netti da spendere per viaggi d’istruzione, accesso a biblioteche e musei, ammissione a tirocini formativi ed altro.
E chissà che cosa avrà pensato, Maria Stella Gelmini, ministro dell’Università ed alfiere del merito, quando avrà scoperto che la sua collega Gelmini Maria Stella ha assistito senza fiatare all’ultima trovata dell’Agenzia delle Entrate, che ha stabilito con una circolare, alla luce delle leggi vigenti, che quei bonus non vanno considerati come borse di studio, ma come redditi ottenuti in base ai risultati raggiunti e quindi assimilabili a termini di legge “ai rapporti di lavoro a tempo determinato” e quindi su quel bonus va pagata la “tassa sulla lode”.
Cari studenti che vi date da fare e che credete nel premio alla bravura, nell’incentivo al merito, state tranquilli: il governo dei fatti veglia su di voi!



Ritorno al passato: io presi la maturità col massimo e fui salutato dalla mia scuola con un bel papiro e un calcinculo. Bei tempi.
Le borse di studio sono tassate come lavoro dipendente da tempi non sospetti. Al fisco italiano non fa schifo niente che si possa individuare e colpire con facilità e precisione.
Il continuo parlare di meritocrazia mi fa sempre venire in mente quello strano fenomeno per cui nel paese con il record di evasione fiscale esiste un'intera arma militare posta a formale contrasto di questo fenomeno.
Di quei 4mila studenti con 100 e lode una buona parte sarà al Sud ed è tutto da vedere come ci sono arrivati, al 100 e lode.
Nel dubbio, qualche spicciolo tassato a tutti. Questa è l'Italia. Che i migliori veri se ne vadano prima di prendere altre mazzate.