“Romano Prodi non è morto e si appresta a tornare sulla scena politica italiana esattamente nel punto in cui l’aveva lasciata. Cioè a capo di una coalizione mista di democratici, cattocomunisti e bolscevichi puri“.
Parola di Alessandro Sallusti sul Giornale di Vittorio Feltri, che ovviamente gli dedica il titolone in prima. Se ne capisce anche il perché: è il nemico pubblico numero 1, il professore di Bologna, e ritrovarselo ancora tra i piedi, per alcuni, è persino una pacchia. Sul Corriere se ne spiegano anche le ragioni: “I rutelliani minacciano una microscissione, Dario Franceschini e i veltroniani si sono dati alla guerriglia interna: a meno di 24 ore dalla sua elezione Pier Luigi Bersani si è trovato a dover affrontare le prime grane”. E allora riecco, come antidoto, la discesa in campo del deus ex machina: “Perciò si sta facendo strada l’idea di un estremo tentativo: quello di coinvolgere Romano Prodi offrendogli la presidenza del Pd che originariamente Bersani aveva in mente di affidare a Rosy Bindi. Finora l’ex premier ha sempre rifiutato questa prospettiva. Ma anche in politica tentar non nuoce: riuscire a raggiungere questo obiettivo darebbe maggior respiro al segretario e gli consentirebbe di affrontare le beghe interne con maggiore tranquillità. Infatti con Prodi alla presi denza del Pd difficilmente Franceschini e i veltroniani potrebbero continuare la loro battaglia in nome del «vero» Partito democratico. Prodi è l’uomo che nell’immaginario del popolo ulivista incarna il Pd, è colui che potrebbe dare a Bersani la patente di autenti co «democratico» e dimostra re che con lui non si torna in dietro“.
Insomma, Bersani vuole proprio la pace dopo la vittoria: la decisione di chiamare in causa Prodi sembra proprio fatta apposta per zittire i litigi delle comari, specialmente di quelli che dopo aver decantato per mesi l’effetto salvifico delle primarie sul PD e il loro intrinseco valore, non vogliono accettarne il risultato. Cose che capitano: il brutto della democrazia diretta è proprio questo. Che prima o poi finisce direttamente in quel posto a qualcuno. Difficile però che il Professore ci caschi: dopo l’annuncio che avrebbe votato via mail alle primarie, senza nemmeno dire per chi, sembra piuttosto distaccato dalle questioni italiche. E non si capisce certo perché dovrebbe togliere le castagne dal fuoco agli odiati dalemiani. D’altronde, poi, il suo secondo governo è stato uno dei peggiori della storia repubblicana; certo, non (solo) per colpa sua, ma è difficile dimenticare che è il premier che controfirma la lista dei ministri firmata dal presidente della Repubblica. Anche di quelli della Giustizia. E quindi anche di Clemente Mastella.
Ciò che però si comprende di meno è la scelta: non è esattamente la mossa di uno che punta tutto sul rinnovamento della proposta politica quella di chiamare in causa un signore che ha dato l’annuncio di aver abbandonato la politica ormai quasi due anni fa. Bersani, in seconda battuta, per la presidenza del suo PD ha fatto il nome di Rosi Bindi. Che così si autoesclude anche dalla possibilità di correre per alcune cariche elettive per le quali sembrava lanciata. In ogni caso, la segreteria della bocciofila pare partita in quarta con il solito slogan ossimorico: rinnovamento nella tradizione. Esattamente il contrario di quello che servirebbe.


Bisognerebbe conoscere più a fondo gli “umors” del popolo piddino. Prodi, per molti, rappresenta un riferimento certo. E' stato l'unico capace di battere “sul campo” Berlusconi e quando è caduto è stato bravo (almeno mediaticamente) a passare per la vittima di questa o quella manovra di palazzo. Inoltre, ci andrei piano a parlare di “disinteresse” da parte di Prodi alle querelle di casa nostra ed, in particolare, a quelle riguardanti il loft piddino, visto che è stato il primo a recitare il de profundis per la dipartita di Rutelli. Manco Il lider Maximo, stavolta…
Quindi la Bindi è bruciata per la regione Lazio…
ohhh finalmente un volto nuovo che si affaccia sulla scena politica della sinistra, ci voleva proprio questa ventata di fresco dopo le asfissianti beghe preprimarie da comitato centrael del pcus.
Piuttosto, i piddini hanno votato ed hanno eletto il loro gran mogol, manco 24 ore e gli appartenenti alle correnti che fanno capo agli altri mandarini manifestano tutta la loro opposizione. Ma allora ste cavolo di primarie che le hanno fatte a fare se poi non se ne rispetta il risultato? sarà mica che anche a sinistra la volontà degli elettori conta come il due di picche a briscola denari?
Ci mancherebbe solo quell'illustre “revenant”! Che fiore di nuovismo e di gioventù!!! Possibile che in tutta la sinistra non ci sia un quarantenne sveglio, colto, con nuove idee per mandare a spasso i mummioni della destra e gli imbalsamati della sx? Che tristezza…
Prudentissimo