“Gli sfratti sono un’emergenza nazionale”
di Tommaso Caldarelli - In Spagna la situazione è critica. Ma in Italia non va meglio. Quali sono i dati? E cosa possono fare i cittadini?
“Gli sfratti per morosità sono ormai un’emergenza nazionale”: al telefono ce lo dice Aldo Rossi, il responsabile dell’ufficio legale Sunia-Cgil, uno dei principali sindacati degli inquilini italiani. E in effetti, stando ai dati, seppure a livelli relativi rispetto al 2010 i numeri del 2011 mostrano un’incidenza in discesa, sono ancora moltissimi gli Italiani che non possono permettersi di conservare la propria abitazione in affitto. “Gli sfratti per morosità”, ci dice ancora al telefono Massimo Pasquini dell’Unione degli Inquilini, “sono ormai arrivate all’80% del totale. Quando ci fermeremo?”
ITALIA-SPAGNA - In Italia, come altrove, la situazione è seria. Anche se ci sono paesi virtuosi dai quali basterbbe prendere esempio: nostri vicini che hanno investito davvero su scelte urbanistiche vicine alle esigenze della gente. Francia, Olanda, Germania fra le altre: invece, nei paesi più colpiti dalla crisi economica e dall’ondata di sfiducia, come la Spagna, l’Italia e la Grecia, il mercato immobiliare non è un’eccezione rispetto ad altre situazioni difficoltose.
“I tre paesi”, ci confermano al telefono, “condividono uno strano primato: quello di avere “l’80% delle case in proprietà degli inquilini”. Uno dei dati più ostentati dal governo di Silvio Berlusconi, ci spiegano, andrebbe visto sotto una luce ben diversa: perché le politiche più sagge di sostegno all’abitare sono altre. “Housing sociale”, vero, “e non all’amatriciana come lo facciamo in questo paese, con scelte totalmente a favore del costruttore e dei palazzinari. Quando hanno abolito l’equo canone, quando ci hanno proposto i patti in deroga, ci hanno raccontato che il mercato avrebbe aumentato l’offerta e abbassato i canoni. Invece siamo passati dal 10% degli sfratti per morosità all’87%”, ci dice Pasquini.
MADRID - Internazionale di questa settimana spiega in maniera estesa la situazione spagnola.
La sala riunioni della Federazione degli inquilini di Madrid, in cui c’è spazio per una ventina di persone, va ormai stretta alla Plataforma de afectados por la hipoteca (Pah, Associazione delle vittime del mutuo). Su un muro c’è una targa: “Piazza delle libertà”. Su un altro, una lavagna con dei manifesti che invitano a partecipare alle mobilitazioni contro il maschilismo, le banche, gli ogm e per il diritto alla casa. La riunione è alle sette, ma le sedie sono tutte occupate già da parecchio tempo. Molti stanno in piedi. Nessuno se ne va. Ogni sfratto evitato è una boccata d’ossigeno per chi è sofocato dai debiti. Qui non ci sono avvocati né esperti, solo disperati che raccontano la loro storia ad altri disperati. Giovani, pensionati, famiglie di immigrati, madri single, professionisti. Quelli che stanno per perdere la casa si riconoscono dalla faccia che trasuda sconitta e dalla voce dimessa con cui parlano.
La bolla immobiliare che ha dato il via alla crisi spagnola ha permesso di acquistare, più o meno come in America, immobili anche importanti a soggetti che in teoria non potevano permetterseli. I rubinetti del credito erano aperti, la Spagna veniva cementificata e venivano costruiti appartamenti anche abbastanza costosi, di valori. Ma che comunque venivano venduti: fino al crollo della Lehman Brothers. A quel punto, il mercato della fiducia ha fatto un bel botto, e i rubinetti si sono di colpo chiusi: “I consumi sono crollati, settantamila aziende spagnole hanno chiuso e decine di migliaia di lavoratori sono initi per strada. E, ovviamente, chi non lavora non riesce a pagare i debiti. È stata una catastrofe: i disoccupati sono passati da 2,4 a 4,2 milioni. E oggi, nel 2012, vengono licenziate sei persone al minuto, cioè trecentosettantacinque all’ora e novemila al giorno. I disoccupati sono più di cinque milioni”.

















da non sottovalutare gli effetti dell’imu sull’efficacia dei contratti in corso-si potrebbe verificare che il canone corrente sia non più congruo, cifre alla mano…ed al proprietario non si può chiedere di votarsi al sacrificio ed alla perdita-si riempiono tutti la bocca di solidarietà,hanno fatto pure un ministero in materia,,,vedremo.
E’prioritario non confondere gli effetti con la causa:in Italia verso la fine degli anni’70 il rapporto proprietari\inquilini-in percentuale-era pressochè rovesciato;fu proprio l’introduzione dell’”equo canone”a far sparire le offerte di immobili in affitto,e gli italiani dovettero-obtorto collo-acquistare casa;altre concause furono l’assoluta e endemica mancanza di politiche della casa(l’ultima fu quella di Fanfani,negli anni’60)e altre leggi sbilanciate in modo ideologico a favore dell’inquilino,che penalizzava(e penalizza tuttora)i proprietari-soprattutto quelli piccoli-che non riescono a tornare in possesso dell’immobile prima di anni di battaglie legali e spendendo cifre esorbitanti in avvocati,malgrado la morosità e\o la necessità evidenti!Che poi chi è inquilino moroso per perdita del posto di lavoro,per malattia o altro,dovrebbe(e in certi casi è ma non basta per tutti)essere sussidiato e assistito dagli enti pubblici.
i proprietari di immboli ci STANNO GIA’ perdendo, anche se non se ne accorgono perché le loro case non sono quotate in borsa come una spa. se chi ha comprato casa nel 2006-2008 volesse rivenderla oggi e in fretta ci rimetterebbe almeno un 10%.
Ma i prezzi sono ancora troppo alti rispetto al PIL, andrebbe ritoccata al rialzo l’IMU per equiparare la rendita degli immobili (che corrisponde all’affitto che non pago se abito a casa mia) alla rendita da posizione finanziarie. Ogni tanto lo scoppio di una bolla dà ossigeno al resto dell’economia; la situazione spagnola è completamente diversa
questi bastardi dei governanti sono come i coccodrilli prima uccidono e poi piangono io mi domando perchè una famiglia deve essere sfrattata quando diamo le case popolari ad extracomunitari che non pagano affitto luce gas ed acqua credo che la precedenza sia degli italiani anche perchè queste case non sono di proprietà degli enti queste case sono nostre perchè sono state costruite con i nostri soldi e questa ciurma che dovrebbe gestire al meglio queste case le da a chi non ha bisogno ed agli extracomunitari forze anzi sicuramente erano gestite equamente al tempo del fascio