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pubblicato il 27 ottobre 2009 alle 17:30 dallo stesso autore - torna alla home

Il social network più diffuso del mondo si rinnova costantemente, spesso ignorando i malumori dei numerosissimi utenti. E stavolta è diventato fin troppo invadente

facebookls Facebooknstein: quando la creatura diventa mostroMentre la creatura di Mark Zuckerberg, Facebook, diviene sempre di più una protesi insostituibile delle relazioni sociali nel mondo occidentale con i suoi oltre 300 milioni di iscritti, instancabili i rinnovamenti e le ritoccatine al look e alle sue applicazioni che vengono sperimentate sulla piattaforma per la gioia dei suoi fruitori. In realtà di gioia ve n’è poca, le continue novità grafiche che periodicamente si avvicendano hanno destato spesso malumori tra i suoi frequentatori abituali. Molti coloro che sin dall’inizio del restyling tentarono di unirsi in gruppi per protestare e chiedere alla direzione di arginarne il divenire mutevole e isterico. Ebbene a nulla servirono le proteste degli utenti, la creatura è di proprietà esclusiva del suo creatore, ciò che decide non va discusso. Ormai si va consolidando una lucida rassegnazione o forse dopo il trauma iniziale si finisce per adattarsi senza lagnarsi troppo al panta rei estetico e funzionale del social network.  Però a tutto c’è un limite.

LE NOVITA’ - Una delle ultime novità riguarda lo stream, gli aggiornamenti che scorrono sulla pagina principale ora divisi in due sezioni, da un lato le “news” una sorta di sintesi di ciò che merita maggiore rilievo e dall’altra aggiornamenti in tempo reale con lo scorrere ininterrotto di foto, metapensieri di varia natura , video e tutto ciò che gli utenti abbiano avuto la bontà e la generosità di voler condividere con gli altri “amici”. Altra novità di Facebook, rendere più dinamica la sezione dei “suggerimenti”, una sorta di “gobbo virtuale” che instancabile cerca di aiutare nella difficile gestione della moltitudine amicale del social. Ecco dunque che appaiono nomi di contatti con cui non si interagisce da parecchio tempo e il gobbo te lo segnala invitandoti a ravvivarne la frequenza, in alcuni casi ad “aiutare” alcuni utenti ad avere più amici, piuttosto che a sollecitarne l’adesione a gruppi di vario genere o ad invitarli ad una partita di poker o ad allestire un acquario virtuale. Insomma intento  degli amministratori della piattaforma pare quello di aumentare esponenzialmente l’interazione tra gli utenti, rendendoli iperattivi tra loro. Perché Tizio non scrive più da un anno sulla bacheca di Caio? E il gobbo suggerisce prontamente a Tizio di rimediare riallacciando una conversazione con Caio.

facebookdeath Facebooknstein: quando la creatura diventa mostroINCONVENIENTI - Quello che però il sistema automatico che predispone tale suggerimento non può sapere sono i motivi per cui alcuni scambi tra utenti cominciano a diradarsi oppure s’interrompono. A molti deve essere parso infatti uno scherzo di pessimo gusto, perché si son visti suggerire di ritornare a contattare un loro amico ripescato a caso dal folto vivaio, peccato che però l’amico in questione fosse deceduto da tempo e nonostante i miracoli della tecnologia, imbastire attraverso Facebook una seduta spiritica utile allo scopo è evidentemente pretenzioso. Questo il caso di Emma, 27 anni, intervistata da Sky news: “Come hanno fatto anche molti dei suoi amici non ho cancellato il suo profilo, mi sarebbe sembrato strano. Sono certa che come me anche altre migliaia di utenti si saranno trovati nella medesima situazione”. Bisognerebbe che il sistema fosse in grado di riconoscere in qualche modo l’utente a cui si riferisce, evitando così gaffe e incidenti imbarazzanti; o forse più semplicemente nell’impossibilità di farlo potrebbe astenersi dalle ansiogene segnalazioni che assumono ormai le sfumature della molestia.

LE PROTESTE - Sono stati più di un milione gli iscritti al network che hanno espresso la loro protesta per non aver gradito le novità, uniti invocano “Back to normal”. Non sono mancati casi in cui il prezioso angolo dei suggerimenti proponeva di ritornare a contattare il proprio ex partner, altrettanto originale chi poi abbia deciso di iscrivere su Facebook anche il proprio animale domestico e si sia visto esortato a riprendere a conversarci amabilmente. Molti dei malumori e delle gaffe di Facebook sono rimbalzate ed annotate su Twitter, l’altro famoso social network, si propaga inarrestabile il desiderio di zittire il grillo parlante insolente che ammonisce ed esorta. Fia PWNS: “Facebook mi chiede di rimettermi in contatto con mia sorella. Um, ma se la vedo tutti i giorni?”. Neetee: “Ironico che Facebook mi suggerisca di rimettermi in contatto con un amico che è stato ucciso quest’anno…”. Ludicrousitys: “Facebook mi chiede di rimettermi in contatto con i miei vecchi amici. FACEBOOK NON SEI MIO PADRE!”. L’idea di facilitare la comunicazione e rendere più agevoli gli scambi di informazioni e d’opinione tra le persone di per sé è anche un lodevole fine, ma non è che si comincia a star troppo stretti?

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