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pubblicato il 4 settembre 2008 alle 15:00 dallo stesso autore - torna alla home

In una società ormai priva di valori e sempre più votata al relativismo e al consumismo c’è ancora qualcuno che crede nell’amore vero e nel matrimonio come Dio comanda: viaggio nel meraviglioso blog di una futura sposa che sa quali sono le cose importanti nella vita.

(La rubrica che svela al mondo la turpe realtà sui tanto vituperati “gggiovani d’oggi”. Per scoprire che, magari, se sono tanto vituperati un motivo vi dovrà pur essere. A cura di Vertigoz)

Nella generale crisi di valori che avvolge la nostra società martoriata dal consumismo, dal relativismo e dalla droga tagliata male una luce ci scalda il cuore colmandoci di gioia e letizia. È la luce di Sposaraggiante (sissignore), che va a riempire il vuoto nel mio scaffale mentale di amenità sotto l’etichetta “blog delle future spose”. Come tutti sanno la rete è diventata una sorte di Grande Fratello dei poveri e non dico quello di Orwell, dico proprio quello di Taricone. Siccome già il Grande Fratello televisivo è un Grande Fratello dei poveri, quello telematico è un Grande Fratello dei miserrimi. 1398290993 810defcf19 The final countdown: the importance of being marriedLa gente si è fatta la balzana opinione che qualsiasi cosa succeda loro è degna di essere raccontata. Sia che hanno fatto la cacca dura dura, sia che il dottore la misura, sia che hanno avuto le mestruazioni, sia che non le hanno avute, niente è più meritevole di essere sottaciuto in quella gran discarica a cielo aperto che è divento il Word Wide Web.

QUESTIONE DEMOGRAFICA - Se Catepol ha persino scritto un libro intitolato “Twitter for Dummies”, quasi fosse un vanto essere usi a un aggeggio che ha la stessa complessità e utilità del Televideo, io non vedo proprio perché Sposaraggiante non possa aprire un blog per raccontare la sua agognata circonvoluzione a giuste nozze. L’Italia è un paese a crescita zero, ogni donna ha 1,3 figli e nel giro di quarantacinque anni la nostra popolazione si dimezzerà. Non c’entrava niente ma l’ho letto su Internazionale e ve ne volevo rendere partecipi. Ah no, ecco, il punto è che se siamo patrioti, e ovviamente lo siamo per l’elmo di Scipio!, dovremmo essere ben contenti che questa donzella metta su famiglia. Il problema è che darà i natali a degli sporcaccioni cattolici come lei e ci sarà qualche essere umano in più su questa Terra perennemente ossessionato dal sesso e dal mettere naso nelle faccende altrui.

IL BLOG - Ma non anticipiamo i tempi e rechiamoci tosto sul blog di Sposaraggiante che già di primo acchito puzza di Comunione e Liberazione e di polluzioni notturne andate a male. Sposaraggiante ci accoglie con una dichiarazione che campeggia sotto la fatidica data “11 giugno 2009”, e a questo punto stiamo già tutti facendo il tifo per quei ricercatori in Svizzera che devono far finire il mondo il 10 settembre prossimo. La dichiarazione recita: “Io accolgo te come mio sposo. Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita”. 2825842697 3699823cee The final countdown: the importance of being marriedQuando leggo “la grazia di Cristo” non posso fare a meno di pensare a un Gesù in tutù e un po’ frù-frù che prova passi di danza, ma mi rendo conto che questo è un problema mio. Nel caso invece pensate sia anche un problema dell’editore di Giornalettismo l’indirizzo per inoltrare la querela lo trovate in prima pagina.

IL SOGNO DI UNA VITA - Ma donde deriva tutta questa brama di convogliare (sic) a giuste nozze? Nel post del 14 giugno Sposaraggiante ci rende edotti della sua mesta storia: “Da bambina se una fiaba non finiva con le nozze non volevo più sentirla, ho fatto da damigella a mia zia quando avevo appena 3 anni e ricordo tutto come se fosse ieri, a 6 anni ho avuto il primo anello dal mio fidanzatino delle elementari solo che poi ho dovuto restituirlo alla madre”. Alla faccia del ’68, delle suffragette, e di tutto l’ambaradan l’unica legittima preoccupazione di Sposaraggiante (nomen omen verrebbe da dire) è quella di farsi impalmare. Mentre Yuri Gagarin da piccolo passava il tempo costruendo uno shuttle di cartone e Juri Chechi faceva la verticale coi mignoli sugli anelli fritti di cipolla, la piccola Sposaraggiante molto banalmente sognava di non rimanere zitella. Fantasticava ad occhi aperti pregustando il momento in cui si sarebbe diretta verso l’altare con un vestito da cretina e la sigla di November Rain sullo sfondo (mettono quella ai matrimoni no?!) e l’esatto istante in cui zio Franco avrebbe sparato una sonora scorreggia davanti al piatto di tagliatelle scotte di Mimmo Allo Scapicollo.

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