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Inchiestadi Carlo Cipiciani (Comicomix)
pubblicato il 27 ottobre 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

L’Istat pubblica un approfondita indagine interamente dedicata al fenomeno dei maltrattamenti fisici, sessuali e psicologici verso il mondo femminile, che conferma quanto è vasto il fenomeno e quanto profondo il muro dell’indifferenza e del silenzio

Sara, Lucia, Francesca, Veronica, Teresa, Noemi. E tante altre. Giovani e meno giovani, laureate o meno, dirigenti d’azienda e semplici commesse. Le donne lo sanno: nel destino di molte di loro c’è la violenza. Quella fisica, dalle sole violenza1 Violenza: quello che le donne diconominacce agli strattoni, fino all’essere picchiata o soffocata, ustionata o minacciata con le armi. Quella sessuale, dallo stupro alla molestia o a rapporti sessuali “consenzienti” ma in realtà non desiderati. Quella psicologica, dall’essere denigrata al controllo dei comportamenti, fino all’intimidazione o peggio. L’Istat ha dato loro voce, pubblicando recentemente il rapporto “La violenza contro le donne”. Le donne lo sanno. E lo raccontano.

STORIE DI VIOLENZA QUOTIDIANA – Sono racconti già sentiti, ma fanno sempre venire i brividi. Dietro le cifre secche delle statistiche dell’Istat ci sono infatti donne in carne ed ossa. Giovani e meno giovani, istruite o no, sposate e single. Le donne lo sanno: poco meno di una su 3 di loro ha subito una qualche forma di violenza: sono  6 milioni e 743 mila. Quasi 4 milioni hanno subito violenza fisica (il 18,8% delle donne italiane, il 16% se si esclude la sola minaccia), circa 5 milioni (il 23,7%) hanno subito una violenza di tipo sessuale. Lo stupro e il tentato stupro ha riguardato il 4,8% della popolazione femminile, oltre un milione di donne. Il dato è probabilmente sottostimato: nel sud e nei centri minori (che presentano incidenze più molto più basse di centro nord e aree urbane) sembra esserci una minor propensione e disponibilità delle donne a riconoscere e a parlare della violenza subita. La violenza fisica sulle donne è fatta di strattonamenti o spinte (56,7% del totale), ma anche di serie minacce di violenza (52,0%). Per molte si è arrivati agli schiaffi, calci o  pugni (36,1% del totale delle violenze fisiche, quasi un milione e mezzo di donne coinvolte), o al lancio di oggetti (24,6%), fino a quelle che sono state minacciate o colpite con armi (8%) o addirittura alle ustioni o tentativi di strangolamento (5,3 %).

I PARTNER SONO I PEGGIORI – Incrociando i dati tra le diverse forme di violenza fisica e l’autore, si nota che il partner è il principale responsabile di queste violenze. Quello che vive in casa, il compagno o padre dei propri figli. Il 14,3% delle donne che hanno o hanno avuto un partner, 2 milioni 938 mila fra i 16 e i 70 anni d’età, hanno subito nel corso della relazione o dopo la suastk63366cor fine almeno una violenza fisica o sessuale dal marito, dal convivente o dal fidanzato (questi ultimi sono più “violenti”). Spesso si tratta di storie calate all’interno di vite violente, mariti o fidanzati maneschi, attaccabrighe o con guai giudiziari. Ma non mancano purtroppo i casi di donne che sono l’unico oggetto di violenza da parte di quegli uomini. Le donne lo sanno: il partner non solo è il principale responsabile, ma è quello che mette in atto le violenze più gravi. E molto spesso l’autore di strattonamenti e spinte (per il 63,4% delle vittime), di schiaffi, pugni o calci (il 47,8% rispetto al 15,4% per uomini non partner), di tentativi di strangolamento o di ustione (6,6% contro il 2,6%). Se invece passiamo alla violenza sessuale, la frequenza degli stupri e dei tentati stupri è rilevante rispetto alle altre forme di violenza (sono il 26,6% e il 21,1%, il che caratterizza la violenza sessuale domestica come complessivamente più grave rispetto a quella subita da uomini non partner. E si tratta non di episodi singoli, ma di episodi che si ripetono:  ad esempio per la violenza sessuale, la percentuale di vittime che l’ha subita più di una volta raggiunge il 78,7% tra quelle “con il partner”.

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