Così sicuramente rimarrà uguale. Ecco due esempi lampanti di questo asserto.
Il femminismo la settimana scorsa ha fallito. Non c’è differenza tra uomini e donne, specie nei fallimenti. E non è colpa né dell’uomo né della donna. E’la funzione che crea il cretino, non il sesso. La settimana scorsa se n’è avuta la riprova con Rosella Sensi, presidente della Roma, e la Menarini presidente del Bologna. La figlia di Franco Sensi, alla quale si fa carico un po’ di tutto e giustamente, dall’essere (stata) figlia di papà all’essere brutta, e che a sua discolpa non ci fosse il femminismo potrebbe almeno addurre il fatto di essere una donna, ha scelto dopo la sconfitta di Milano propiziata anche dall’arbitro Rosetti l’irrilevanza. Ha cioè scontentato tutti risultando del tutto innocua: ha accontentato i tifosi che come sempre in queste occasioni pretendevano un atteggiamento muscolare da parte della dirigenza manifestando tutto il proprio cazzuto (ops) disappunto ma l’ha fatto in un inutile comunicato pubblicato solo sul proprio sito ufficiale. Avrebbe fatto
più rumore gridarlo di persona quella sera stessa dando sulla voce alla curva del Milan, probabilmente. Sulla questione “farsi sentire”, c’è molta ipocrisia: quando una squadra subisce torti arbitrali, la piazza intima alla dirigenza di esporre le proprie ragioni al Palazzo. Chiedendo per carità mai compensazioni, che son cose che non vorremmo mai chiederle a voce alta sui campi di calcio. Ma, più civicamente, arbitraggi più imparziali. La società a quel punto ha tre vie d’uscita. Se dice di farlo, bene. Se non lo fa, passi da fesso e incosciente. Uno che non sa difendere gli interessi di tutti, che anzi autorizza gli altri a continuare a rubare a casa tua. Se lo fai sul serio poi, ti tolgono se ce l’hai due scudetti di troppo. Posto che la Roma il terzo problema purtroppo per lei non ce l’ha, potrebbe facilmente fare un bel po’ di lobbyng fruttuosa considerando che la sua presidente è dal 2006 nel palazzo eccome. Ma la questione non è quella che sembra: la Sensi aveva solo bisogno di tenersi buona la tifoseria non disturbando nessuno perché sta cercando di usare la piazza giallorossa come mezzo di pressione su Unicredit, la banca alla quale il suo gruppo deve dei soldi, al fine di scongiurare eventuali pignori. Usare la gente che tifa Roma come manovalanza squadrista eventuale delle cui reazioni avere paura e un fondato sospetto. C’è un problema però: se gli uomini e le donne potendo sono stupidi in misura eguale, i tifosi che lo si voglia o meno che se ne abbia bisogno o meno delle cose del pallone e del danaro hanno intelligenza. Insomma, che cerchi di farsi alto o che continui ad essere basso alla Sensi resta il problema profilo. Resta la brutta figura: siamo sicuri tuttavia che sul volto della presidente una cosa brutta in più si fatichi comunque a scorgerla.
BIS - L’altro scivolone di dubbio gusto l’ha commesso Francesca Menarini del Bologna, esonerando mister Papadopulo dopo la brillante sconfitta a Napoli. Una che evidentemente a furia di sentir dire che il Papa mena, avrà capito in omaggio alle origini della sua famiglia che chi mena per primo mena anche il Papa. Perdere a Napoli ci può stare: figurarsi per chi deve salvarsi. Il Napoli non è certo una squadra che possa lottare per evitare la retrocessione: non lo sarebbe stata neanche quando poteva esserlo, ossia con Donadoni, figurarsi con il cambio allenatore. Il Bologna anzi al San Paolo aveva disputato la migliore gara del suo campionato, regalando con una dormita di Zalayeta nella propria area il pareggio e subendo la sconfitta nel recupero. Di più: se Di Vaio non avesse trovato una incredibile parata di De Sanctis, avrebbe di sicuro vinto. Dopo tutto questo, ecco l’esonero dell’allenatore che l’anno scorso ha compiuto un miracolo
salvando in pochi turni, in società con il Genoa, una squadra inguardabile e del tutto scarsa a fronte di un Torino scarso uguale ma che aveva avuto il merito, non del tutto trascurabile nel calcio, cioè il peso di aver buttato molti soldi nella mischia. Al suo posto, un uomo preso apposta per la retrocessione, Franco Colomba. La solita faccia sdrucita di gente d’ambiente ma fuori dai giochi da troppo tempo con cui coprire, al prezzo di poche mensilità di stipendio, le nequizie di una stagione segnata con il finto prestigio da bandiera lisa.
IN CONCLUSIONE – Il cui effetto novità, l’unico patrimonio che avrebbe potuto apportare, è finito a mare a Genova, dove il suo Bologna con alcuni dei giocatori accantonati, giustamente, da Papadopulo ha ricevuto una facile lezione di calcio dalla Samp. Il Bologna ora si appresta a retrocedere per un cambio allenatore errato: eppure la squadra prima di Napoli era quintultima e salva. Si dice che dietro la cacciata del Papa ci sia stata una impennata caratteriale, chiamiamola così, della Menarini donna la quale avrebbe così inteso riconquistare la tifoseria, stanca dei debiti di gestione e di sentir parlare dell’influenza (benefica) di Moggi sul Menarini suo padre, scontentando sia la logica, e dunque il tifo che infatti è subito insorto e ritorto contro di lei, che il calcio, e dunque i consigli del Direttore. Due donne, due figlie, due storie simili: alla faccia di chi predicava una speranza possibile per l’umanità furba di Adamo.
Le furbate di Eva.



