Due euro per un’opposizione

26/10/2009

     
 

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L’ho scelto “perché è intelligente, è preparato, ha esperienza e perché è nero , lo dico senza ipocrisia, penso che ci sia bisogno di sfidare la destra e svegliare la coscienza civile del Paese”. L’ultima cretinata di Franceschini, che ancora non ha capito che è la sinistra ad aver bisogno di cambiare il fuso orario, mi sembra che basti a spiegare il perché, da elettore poco entusiasta di centrodestra, ho pensato di fare qualcosa di utile per il paese andando al mio bel gazebo del PD e votare Bersani. Probabilmente i guardiani dell’ortodossia, quelli che considerano gli elettori della parte avversa come risultati scadenti del cammino evolutivo, la prenderanno per una provocazione, un atto di sabotaggio o un’indebita ingerenza, ma poco importa. In fondo spiegare a costoro che perfino gli elettori del PdL comprendono che il buon funzionamento di una democrazia dipende anche dall’esistenza di un’opposizione è tempo e fiato sprecato. Per cui, risolta in premessa l’obiezione degli ultras, provo a spiegare le ragioni per cui anche di qua ci si augura che, alla fine, il PD riesca a liberarsi definitivamente del “maanchismo”, a prescindere dalla versione in cui è stato commercializzato fino ad oggi.

Primo. Chiunque sia dotato di un minimo di buon senso, non può non aver notato che il PdL si è mangiato l’opposizione fornendo le prove concrete che ciò che andava dicendo l’Avvocato Agnelli non era fuori dal mondo: in Italia, le politiche (economiche) di sinistra le può fare solo la destra. Questo vale a maggior ragione se la sinistra, posto che qualcuno sappia ancora cosa e dove sia, decide di combattere la battaglia sui pulpiti invece che nel fango della volgare routine. Tanto per essere chiari, se l’alternativa al Silvio nazionale deve essere una sua controfigura in scala ridotta che prova a fare la differenza puntando sul “nero” invece che sulla gnocca, tanto vale tenersi l’originale.

Secondo. Un segretario del PD che non abbia troppa paura anche solo della parola “sinistra” gioverebbe parecchio all’elettorato di un partito che, in barba ai mille tentennamenti culturali della nomenklatura, alla sua identità non ha mai finito fino in fondo di restare attaccato. Diciamocela tutta: gli elettori di centrodestra, fatta eccezione per quelli che tengono il busto di Mussolini sul camino, dell’appartenenza se ne fregano gioiosamente mentre di là della barricata è un sentimento che cova ancora sotto la brace. Bersani sa perfettamente che, politicamente parlando, si tratta di un patrimonio considerevole che va sfruttato, anche a costo di rispolverare qualche schematismo novecentesco. In altri termini, Bersani ha ragione quando dice che a sinistra il problema non è stabilire si il PD sia un partito nuovo o vecchio: il punto è che nessuno sa se sia un partito e questo disorienta il suo elettorato. Né Veltroni né Franceschini hanno capito che il partito leggero, a sinistra, non è un sogno, ma un incubo.

Terzo. Egoisticamente parlando, un PD a guida Bersani gioverebbe anche al centrodestra perché costringerebbe un sacco di sedicenti liberisti alle vongole a gettare la maschera. Qui non si punta tanto a stabilire se la socialdemocrazia sia meglio o peggio di un’altra visione del mondo, quanto piuttosto a mettere in chiaro che gli ammiccamenti socialisti di Tremonti sono una promessa non mantenuta del centrodestra nei confronti dei poveri fessi, tra i quali iscrivo me stesso, che l’hanno votato. E se gli italiani sono così contenti dell’operato del governo in carica vuol dire che lo spazio per un partito dichiaratamente socialdemocratico è molto più ampio di quanto non pensino le demoralizzate truppe cammellate che vorrebbero vederlo alla guida del paese. Ivi incluso quello attualmente occupato da altri. Credo di non essere il solo a bazzicare dalle parti dell’attuale centrodestra per disperata rassegnazione e credo di non essere il solo a cui piacerebbe avere un’alternativa in cabina elettorale. Ovviamente, non sarebbe mai e poi mai il PD di Bersani, ma si tratterebbe di un PDL o come lo si voglia chiamare che la pianti di dire una cosa e di fare il suo contrario.

Quarto e ultimo. Bersani mi sembra un avversario più temibile di Franceschini per Berlusconi. Silvione ha sempre sofferto i confronti con i grigi funzionari di partito, mentre ha storicamente disposto a piacere di chi ha preteso di affrontarlo sul suo terreno. Non a caso, negli ultimi 15 anni ha perso solo contro Prodi. È ovvio che non si possa pretendere da Bersani una rimonta così consistente e repentina, ma se la sinistra non vuole stare alla finestra per i prossimi vent’anni è bene che cominci a tirarsi su le maniche. Magari anche sporcandosi le mani con le questioni che interessano gli elettori italiani più sani di mente, cioè quelli che di Noemi Letizia e della D’Addario si interessano solo se si vedono nude su YouTube. Anche da queste parti sarebbe accolta con piacere la novità di uno capace di costringere Berlusconi a cazzeggiare di meno. È ovvio che anche Bersani non sia la scelta ideale, ma bisogna sapersi accontentare. D’altronde, il paese è quello che è: se l’opposizione vale due euro, il governo non è che valga molto di più. E, in tutto, son quattro soldi.

     
 

10 Commenti

  1. grano scrive:

    Mthrandir, significa quel che significa, ma quando, oltre a sganciare i due euro, hai firmato il registro, hai firmato anche che accettavi di essere iscritto nell'albo pubblico degli elettori del Pd, che dichiaravi di riconoscerti nel Pd e di impegnarti a sostenerlo in sede di elezioni. C'era scritto, nero su bianco, e in buona parte dei seggi era anche ben evidenziato su appositi manifesti, per cui, se le tue opinioni politiche erano note ai volontari del Pd presenti al seggio, da regolamento avrebbero dovuto impedirti di votare.
    Ora, è ovvio che chiunque, anche chi ha votato Pd le ultime volte, può cambiare idea di qui alle prossime elezioni (per cui paradossalmente potresti alla fine anche decidere di rispettare quanto dichiarato), però, ecco, le tue opinioni sul segretario del Pd a te più gradito potevi evitare di concretizzarle in una “violazione di domicilio” accompagnata da dichiarazione mendace. L'avranno fatto anche altri, con intento anche più malevolo, ma tu potevi esimerti, no? Un po' di rispetto, please.

  2. grano scrive:

    Piccola aggiunta: le opinioni sulla “parte avversa” si possono esprimere ed anche far valere senza problemi anche parlando e questo lo sai benissimo. Non è allora che sotto sotto si debba intendere il tuo gesto come una inconfessata “manifestazione di interesse”, magari solo a scopo cautelativo (tutto sommato nel dopo-Silvio il centrodestra non si sa mica tanto bene come andrà a finire e potrebbe finire in meglio ma anche in peggio)?

  3. prostata scrive:

    Occhetto era il campione del mondo del grigiume da partito :D .

  4. Gramigna scrive:

    mi sembra chiaro l'intervento di Mthrandir,e, scusami Grano cosa ci azzecca quel che hai scritto nel secondo commento.
    Io elettore di centro sono andato a votare come ha fatto Mthrandir, per lo stesso motivo.

  5. grano scrive:

    Mah, sicuro sicuro che l'unico motivo fosse il convincimento che “il buon funzionamento di una democrazia dipende anche dall’esistenza di un’opposizione”? Dai, l'esistenza di un'opposizione non era mica in discussione. Sbaglierò, ma, se le tue intenzioni non erano maligne, in fondo (magari molto in fondo) un po' di curiosità o un vago desiderio di partecipare a questa cosa nuova e soprattutto oggi molto inconsueta c'era (“ho pensato di fare qualcosa di utile per il paese”, dice Mthrandir delle votazioni per il segretario di un partito che alle elezioni non ha votato, non di un referendum sul sistema elettorale): un partito che di questi tempi sottopone la scelta del proprio leader al responso popolare di qualche milione di persone potrà anche fare infinite cazzate (e sicuramente le ha fatte) e potrà non convincere al 100%, ma le persone non accecate dallo spirito di parte non le può lasciare indifferenti

  6. ipazia scrive:

    Come al solito,voi pennicuocoli berlusconiani siete capaci di produrre tomi voluminosi senza sostenere una tesi minimamente comprensibile.Se non ho capito male,il vostro governo avrebbe fatto politiche economiche di sinistra? E quali sono?Quelle di avere trasferito migliaia di miliardi dalle tasche della povera gente in quelle di tutti i propri clienti?Quelle di condurre fette sempre più vaste di popolazione,con il pretesto della crisi,a livelli di miseria che sfiorano quelli dei paesi del terzo mondo?,etc.etc.etc….

  7. grano scrive:

    Ipazia, giusto per definire meglio il tuo sistema di riferimento politico ed in particolare da dove, per te, “hic sunt berluscones”:
    - Vendola si salva o per te è già berlusconiano?
    - Mussi?
    - Bindi?
    - Bersani?
    - Marino?

  8. lelith scrive:

    “risultati scadenti del cammino evolutivo”

    chapeau per la dimostrazione di profonda autoscoscienza.

    PS Ipazia non hai colto lo spirito dell'articolo: ci stanno dicendo che in realtà berlusconi è comunista e noi non l'abbiamo mai capito.

  9. Jon "farabutto" Stewart scrive:

    Detto come va detto, il piu' felice della vittorira di Bersani è mr B. E' finito l'anti-berlusconismo(peraltro solo sulla carta e poko nei fatti) del PD ed è finita l'opposizione(almeno con Franceschini quando dovevano fare opposizione non la facevano e stavano zitti, ora non la faranno e grideranno pure soddisfatti di essere la sinistra responsabile XD). D'ora in poi dialoghi sulle riforme, riforme che nessun cittadino comune ha capito ancora cosa dovrebbero riformare e soprattutto tanto inciucio sano pulito e scoperto. Insomma il PD ha fatto outing. E nessuno mi toglie dalla testa che a votare ci siano andati in massa elettori di centrodestra che avevano tutto l'interesse a che vincesse D'Alem… pardon Bersani.

  10. Samantha Pinna scrive:

    La vittoria di Bersani conferma ulteriormente l'esistenza di tre poli in Italia: uno di destra formato da PDL e Lega, uno di centro, identificabile con l'Unione di Centro di Pier Ferdinando Casini, e uno di sinistra, cioè il PD. Non so se quest'ultimo riuscirà a ricompattarsi e poter finalmente svolgere un ruolo di opposizione seria e responsabile in Parlamento, cosa che invece fa benissimo l'Unione di Centro e il suo leader Casini.
    Una cosa è certa: gli italiani ora avranno le idee meno confuse e sapranno quale orientamento hanno i partiti in Italia. Chissà quale sarà il loro responso elettorale…

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