In uno dei luoghi più pericolosi per infiltrazioni camorristiche, si vota per eleggere il leader del Partito Democratico. E Franceschini appare per rassicurare che i democratici stanno cambiando. In Campania e in Italia.
L’aria è pesante, nonostante la giornata di sole. Fuori al balcone della sede del Pd stabiese al corso Vittorio Emanuele fa bella mostra di sé uno striscione con la scritta da sapore veltroneggiante: “I Care contro la camorra – Castellammare di Stabia”. Così, stamattina, si presentava il circolo territoriale sella città stabiese salita agli onori della cronaca per l’omicidio del consigliere comunale Gino Tommasino ucciso, tra gli altri, da un killer iscritto al suo stesso partito. Castellammare è diventata una ferita viva del partito tutto dopo la scoperta, come abbiamo ricordato nei giorni scorsi, dell’iscrizione al Pd locale di Catello Romano, uno dei killer facente parte del gruppo di fuoco che ha ucciso lo scorso 3 febbraio, Gino Tommasino. Un omicidio voluto dalla camorra, a quanto pare, per punire lo stesso Tommasino che si era appropriato di una somma, circa 30 mila euro, destinati al clan dei D’Alessandro. Oltre a Romano è risultata iscritta al partito anche Carolina Mosca, moglie del boss Pasquale D’Alessandro. A sorpresa ma non tanto (diverse voci era girate già ieri in serata) è arrivato il segretario nazionale del Pd, Dario Franceschini.
APPARE DARIO – Il segretario uscente era accompagnato dal suo candidato vice Jean Leonard Touadi, dal candidato alla segreteria regionale Leonardo Impegno e da un fitto corteo di nomenclatura locale e regionale. Franceschini è passato poi nel seggio organizzato nel vecchio Salone “Di Martino” proprio sotto “gli occhi” della gigantografia che ritrae Enrico Berlinguer. Qui il segretario ha salutato i dirigenti, i militanti impegnati nelle operazioni di voto, gli elettori già presenti davanti alle urne e un fitto plotone di fotografi e cameraman che lo attendevano. Franceschini ha detto che la sua visita è: “Un segnale forte a testimoniare l’impegno del partito tutto nella lotta contro la criminalità in una città così drammaticamente colpita”. Sorrisi, qualche applauso e poi di nuovo giù per il Corso dove l’attendevano molti giovani militanti che indossavano una magliette con la scritta “No alla camorra”. La stessa scritta, del resto, tappezzava da ieri i muri della città. Una di queste magliette, poi, è stata consegnata allo stesso segretario che, per qualche minuto, l’ha indossata mostrando di aver molto apprezzato l’iniziativa.
UN GIRO IN CITTA’ – Lasciata la sede piddina, Franceschini si è quindi recato nello stabile, sito nel Centro storico a via Santa Caterina, una delle tante zone off limits della città, confiscato alla camorra e che oggi ospita diverse associazioni di volontariato impegnate per l’accoglienza agli immigrati e a difesa delle donne che hanno subito violenze. “Voglio ringraziare – ha assicurato Franceschini – tutte le persone che stanno votando alle primarie. So che c’è tanta gente perbene che si sta recando alle urne per esprimere il proprio voto. E’ una grande festa della democrazia, a prescindere da chi stiano votando”. Anche su Twitter, il noto social network di micro blogging, Franceschini ha poi ricordato: “Stamattina a Castellammare, in un immobile sequestrato alla camorra e oggi sede di associazioni di volontariato. Una bella Italia…”.
LA SITUAZIONE ATTUALE – Il partito stabiese oggi è commissariato mentre le liste degli iscritti sono state consegnate alla Digos per una loro verifica ed è stata anche avviata una verifica delle stesse. A vigilare sulla regolarità delle operazioni di voto sono stati chiamati tre “saggi”, il deputato Pasquale Ciriello, già rettore dell’Università di Napoli L’Orientale, Valentino Granillo, responsabile dell’organizzazione della Cgil e l’avvocato Antonio Parisi che guidò qualche anno fa i movimenti studenteschi anticamorra. Da noi ascoltati, tuttavia, alcuni dirigenti e militanti si sono mostrati scettici sull’iniziativa voluta dagli uomini più vicini al segretario uscente. Uno dichiara: “Stupisce è che nonostante tutto a Castellammare di Stabia si voti. Come se nulla fosse accaduto e come se fosse del tutto normale che tra gli iscritti di un partito si ritrovassero un consigliere assassinato uno dei suoi assassini, reo confesso”. Mentre un altro: “Come si può fare finta di nulla? Le primarie a Castellammare e, magari, in altre aree sospette di infiltrazione camorrista andavano sospese”. Ha chiosato, infine, un ex dirigente del Pci (che oggi non ha aderito al Pd n.d.a.) dicendo:“In una situazione del genere un partito “normale”, per parafrasare D’Alema, avrebbe deciso di annullare i risultati congressuali e sospendere le primarie”. Del resto, pure lo stesso Bassolino sembrava orientato su quest’ipotesi, poi da Roma hanno invece fatto sapere che la macchina non poteva essere fermata e poi c’era bisogno di dare un segno di “vitalità”. A Castellammare, perciò, oggi si vota. Per dirla con Pirandello: “Così è (se vi pare)”.























Spero che vi abbiano perquisiti uno ad uno prima di farvi votare