Spending review, cosa c’è che non va

08/07/2012 - Lo spiegano Giavazzi e Alesina sul Corriere

Spending review, cosa c'è che non va

Francesco Giavazzi, consulente del governo Monti, e Alberto Alesina spiegano in prima pagina sul Corriere della Sera cosa c’è che non va nella spending review:

Primo: non è pensabile che si possa ridurre in modo significativo la spesa solo riducendo gli sprechi. È ovvio, ad esempio, che il governo deve tagliare i costi della politica in modo drastico, come indicano le misure sulle Province, non solo per un senso di equità e di etica, ma perché altrimenti fra poco vi sarà la rivolta dei cittadini. Ma purtroppo non basta. La dimensione dei tagli necessari affinché si possa poi abbassare la pressione fiscale significherà meno servizi ad alcuni cittadini. Negli anni lo Stato sociale italiano si è disperso in mille direzioni. Fornisce servizi senza distinzione di reddito a classi medie e medio alte, il più delle volte non riuscendo a proteggere i veri deboli. Bisogna riformarlo, rendendolo più snello e più efficiente. Si può fare, e nel lontano 1997 la commissione Onofri (primo governo Prodi) aveva spiegato come. Se solo si fosse incominciato allora!

Secondo:

Bisogna resistere alla tentazione di usare i risparmi ottenuti riducendo una spesa per finanziarne un’altra, anche se qualcuno pensa che così si aiuterebbe la crescita. Ad esempio tagliare i tribunali per costruire nuove infrastrutture.

Terzo:

Il governo deve prepararsi a una dura battaglia parlamentare. Non deve ripetersi ciò che è accaduto con il decreto legge sulle liberalizzazioni, quando un ottimo testo del governo è stato snaturato dal Parlamento. La cartina di tornasole sarà la tenuta dell’elenco delle Province e dei tribunali cancellati. Le dichiarazioni di politici e sindacalisti in queste ore mostrano che non sarà un compito facile.

 

1 Commento

  1. ernest ameglio scrive:

    Berlusconi o Monti, abbiamo l’Italia di sempre. Primo: non è pensabile che si possa ridurre in modo significativo la spesa solo riducendo gli sprechi. Mario Ballotelli, lo applica ,forse per smaltire la malinconica figuraccia del 4 a 0, nel pomeriggio si sabato ha telefonato a Jean Roch per informarlo della sua venuta al Vip Room a Saint Tropez, dove sbarca la sera stessa con alcuni amici e occupano il sito riservato Ai Vip. Pare che non si sia privato di nulla: Chicha, bottiglie di Dom Perignon, degustate direttamente al collo della bottiglia, momenti di voluttuosi massaggi da parte di sublimi creature. Giunto vestito d’una camicia, un jeans e un débardeur, ha finito per esibire il suo torso nudo tipo Riace. Mi dispiace di non trasmettere la foto essendo di proprietà di Nice Matin, del lunedì nove luglio dal quale traggo la notizia. Alla salute degli sportivi e in barba ai tartassati! Ancora pescherecci italiani catturati, previa sparatoria da parte dei Libici. Valeva la pena di fare una guerra, fortunatamente senza vittime occidentali contro un dittatore balordo? L’alternativa per non subire dei 4 a zero morali dai Libici é semplice. Pattugliare con nostro naviglio adeguato i limiti della acque internazionali tra Libia e Italia. Avvertirei i pescherecci italiani del divieto di pesca in quelle libiche. Se non obbediscono, riportarli in patria e processarli. Avvertire i responsabili libici che se aprono il fuoco o comunque provano a esercitare violenza in acque internazionali contro nostri pescherecci, la nostra aviazione colpirà con tutti i mezzi a disposizione. Se siamo incapaci di imporre delle semplici regole internazionali ai nostri pescatori (che sicuramente frodano) e ai Libici, che pare si montano la testa oltre il lecito consentito, aboliamo esercito, marina e aviazione, considerando la nostra incapacità di servirsene a uopo. Altra considerazione. La Repubblica italiana, per preparare quella che sarà la sua popolazione futura, deve togliere dal suo inno nazionale la frase (che iddio la creò) Se pure la parte più numerosa, per debolezza atavica, ignoranza e pigrizia mentale crede di avere un dio a sua disposizione per accordare loro la vittoria, una minorità meglio evoluta, la vittoria preferisce meritarsela! L’inno nazionale deve essere moralistico, aderente ai tempi, accettato da tutti, nativi o giunti da altre civiltà. Ameglio

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie