Banca Intesa sotto indagine per riciclaggio
07/07/2012 - Il Fatto e le accuse a un dirigente dell'istituto di credito
di Dario Ferri
Vittorio Malagutti sul Fatto ci racconta di un’indagine su Banca Intesa e su un suo dirigente, con l’accusa di riciclaggio:
Denaro nero: oltre 200 milioni di euro volati negli anni dall’Italia verso il paradiso fiscale del Granducato. Per un paio di procure del Nord Italia, quella di Verbania e quella di Milano, il capo della Seb avrebbe avuto un ruolo non marginale nella colossale frode fiscale di cui è accusata la famiglia Giacomini, titolare dell’omonima grande azienda piemontese, tra i leader mondiali nel settore delle rubinetterie, con oltre mille dipendenti. Secondo la ricostruzione dei pm di Verbania, il capo della procura Giulia Perrotti e il sostituto Fabrizio Argentieri, i soldi evasi al fisco dai Giacomini sono finiti per la quasi totalità su conti della banca lussemburghese di Intesa.
Ma c’è di più. Il dirigente indagato si chiama Marco Bus:
La Seb di Lussemburgo non solo custodiva il tesoro dei Giacomini, ma lo gestiva attraverso propri fondi e all’occorrenza ha prestato somme ingentissime alla famiglia. Insomma, un servizio completo. BUS, INOLTRE, era in ottimi rapporti con Alessandro Jelmoni, anche lui con un passato in banca a Lussemburgo, nella Cariplo bank poi assorbita da Intesa. Jelmoni è finito in carcere il 16 maggio. E’ lui, secondo l’accusa, il tecnico che ha messo in piedi la struttura societaria, a cominciare da un trust sull’isola di Jersey, che ha consentito ai Giacomini di nascondere al fisco una montagna di denaro. Come gli investigatori hanno potuto accertare, Jelmoni e Bus si sentivano con frequenza per motivi d’affari.
Ne avranno saputo qualcosa a Milano, al quartier generale di Intesa? Si saranno fatti qualche domanda sulle motivazioni di quel finanziamento così ingente? Il Fatto ricorda che:
All’epoca il gruppo bancario era guidato dall’amministratore delegato Corrado Passera. E’ pro – prio il trasferimento iniziale di denaro, quei 30 milioni versati da Alberto, a far scattare i primi accertamenti dell’Agenzia delle entrate (meglio tardi che mai).









