Rifondazione capitalista
di Mazzetta - Dallo scoppio della crisi ad oggi, per la prima volta si mette in discussione il modello di finanza anglosassone. Vince Cable, Business Secretary conferma che il governo accetterà "senza riserve i progetti per dividere le attività bancarie da quelle d'investimento"
Con un incredibile ritardo e obtorto collo, le autorità britanniche adottano decisioni attese da anni.
IL CAPITALISMO IRRESPONSABILE - Se c’è qualcosa di peggio del capitalismo neoliberista è il capitalismo neoliberista amplificato da una finanza onnipotente e la cosa che è emersa chiara a tutti con lo scoppio della crisi, è che la finanza anglosassone oltre ad essere potente è irresponsabile, inteso sia nel senso di essere controllata da persone che hanno dimostrato di essere prive del minimo senso di responsabilità, sia in quello più propriamente giuridico di essere riparata da numerose limitazioni di responsabilità accordate alle imprese e per di più di essere “too big too fail“, realizzando con questo un paradosso che elimina l’ingrediente primario della teoria capitalistica, il rischio. In mancanza di qualsiasi rischio, da quello penale a quello del fallimento, istituzioni finanziarie orientate al massimo profitto non possono che essere spinte naturalmente ad assumersi rischi che diversamente non prenderebbero. Ancora di più se sono affidate alle cure di management che hanno interesse a massimizzare i profitti nel breve periodo per aumentare i propri bonus, controllati a loro volta da autorità per lo più composte da operatori del settore che hanno interessi convergenti. C’è poi da chiedersi quale impresa “privata” sia quella che opera con le perdite garantite da un governo e che quando è travolta dai debiti se ne libera trasferendoli alla collettività, ma socializzazione del rischio unita e privatizzazione dei profitti sono la costante di fondo del modello neoliberista, non è una novità e non c’è da stupirsi.
CRASH INEVITABILE - Non stupisce che questo modello tanto logicamente fallato abbia prodotto la deflagrazione che ha mandato all’aria l’economia mondiale, stupisce piuttosto che ancora oggi nessuno abbia ventilato l’ipotesi di porvi rimedio, stante che la questione è universalmente nota, almeno fin dal 1933 da quando fu introdotto negli Stati Uniti il Glass-Steagall Act. Nel 1999 Clinton ne abolì le parti che prevedevano la separazione tra attività bancaria tradizionale, assicurativa e investment banking, promulgando il Gramm-Leach-Bliley Act e fin da allora furono molti a predire l’esatto esito della crisi che appena nove anni dopo demolirà ciò che ai tempi di Clinton erano un’economia più sana e un paese privo di debito pubblico. La legge è stata approvata da un congresso a maggioranza repubblicana, ma Clinton non è mai parso troppo preoccupato.
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dalle indagini della procura di trani è emerso che oltre 311 enti territoriali hanno vanificato con l’acquisto dei derivati 2,5 miliardi di euro-i salvatori della patria sono subito intervenuti imponendo l’IMU e quidi facendo rientrare dalle perdite gli enti suddetti-Ma sono state oltre 30mila le aziende che affidandosi al sistema bancario ,hanno incautamente acquistato tali titoli derivati.perdita secca e nessun rientro -ma fa parte del rischio di impresa:Bel modo di governare -quando una semplice norma che vieti agli amministratori pubblici di fare i finanzieri?