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Niente resterà impunitodi Redazione
pubblicato il 23 ottobre 2009 alle 07:25 dallo stesso autore - torna alla home

Quattro carabinieri sono stati arrestati ieri notte a Roma con l’accusa di aver ricattato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. I quattro militari avrebbero preteso dal governatore circa 80mila euro, perché altrimenti avrebbero diffuso un filmato in cui si vedeva Marrazzo in un momento della sua vita privata. “E’ stato sventato un tentativo di estorsione basato su una bufala, Sono amareggiato e sconcertato per come a pochi mesi dalle elezioni si tenti di infangare l’uomo Marrazzo per colpire il presidente Marrazzo. Ringrazio la magistratura e la stessa Arma dei carabinieri per la serietà del loro operato“, ha dichiarato il governatore.

Secondo il Corriere, l’incontro “intimo” di Marrazzo è servito ai quattro sottufficiali, in servizio presso la compagnia Trionfale e accusati anche di altri reati tra cui lo spaccio di stupefacenti, per imbastire un ricatto ai danni del governatore il quale, interrogato, ha dichiarato di non aver comunque denunciato l’accaduto. A catturarli sono stati i Ros. L’indagine era nata casualmente da alcune telefonate intercettate. La storia è rilanciata anche da Libero - che parla di video sexy - e dalla Stampa. Nell’articolo di Fiorenza Sarzanini si scrive che i soldi sarebbero stati invece versati, in quattro tranche, mentre qualcuno ha tentato di vendere il video a una società: “Circa sei mesi fa, ascoltando alcune conversazioni intercettate, gli investigatori scoprono che qualcuno sta cercando di vendere a una so cietà di produzioni televisive di Milano un filmato che ritrae Marrazzo insieme ad un’altra persona in atteggiamenti privati. Si decide così di attivare nuovi controlli e si scopre che chi ha in mano la videocassetta è riuscito ad ar­rivare anche al governatore per ricattarlo. I colloqui captati sui telefoni degli indagati consentono di stabilire che il video è stato girato nel corso di un’irruzione effettuata nel l’abitazione di questa persona che Marrazzo avrebbe già incontrato in precedenza e con la quale si stava intrattenendo. Le richieste di denaro cominciano dopo poco, con la minaccia esplicita di diffondere le immagini compromettenti. Ed è proprio a questo punto che, secondo l’accusa, sarebbe stata presa la decisione di pagare, ma non è chiaro se i versamenti siano avvenuti direttamente o attraverso intermediari“.

Già qualche anno fa, nell’indagine sullo spionaggio politico che coinvolse anche l’onorevole Francesco Storace, alcuni testi parlarono di ricatto ai danni di Marrazzo, che era appunto basato sulla sua vita privata. Il video oggetto della trattativa  documenterebbe un momento intimo di Piero Marrazzo con una persona misteriosa in un locale o più probabilmente nella casa della persona in questione. E spunta un trans. Secondo quanto rivela Libero il filmato sarebbe stato girato con il telefonino, a giudicare dalla qualità. Il governatore sarebbe stato immortalato in boxer, mentre il suo compagno (o compagna) sarebbe a petto nudo e sdraiata sul letto. Pare che nell’appartamento, in un’inquadratura troppo rapida per esserne certi, sembra esserci una piccola quantità di polvere bianca. I Carabinieri sarebbero entrati in possesso di quel video nel corso di una perquisizione a casa di un pregiudicato trovato morto. Un uomo con una lunga fedina penale alle spalle e che aveva già provato, numerose volte, a vendere il video compromettente a diversi giornali. Era proprio di quello che si parlava insistentemente all’epoca dello Storacegate.

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