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	<title>Commenti a: Il V-Day del 25 aprile? Giusto, ma inutile</title>
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	<description>Riservato a molti eletti</description>
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		<title>Di: Armiamoci e firmate! Peccato però che non sia servito a nulla : Giornalettismo</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/403/il-v-day-del-25-aprile-giusto-ma-inutile/#comment-9248</link>
		<dc:creator>Armiamoci e firmate! Peccato però che non sia servito a nulla : Giornalettismo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 09:43:56 +0000</pubDate>
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		<description>[...] = totale dieci e 30. Quei referendum davvero fondamentali per la democrazia italiana (ne parlammo qui), che volevano &#8220;l&#8217;abolizione dei finanziamenti pubblici all&#8217;editoria, [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] = totale dieci e 30. Quei referendum davvero fondamentali per la democrazia italiana (ne parlammo qui), che volevano &#8220;l&#8217;abolizione dei finanziamenti pubblici all&#8217;editoria, [...]</p>
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		<title>Di: Fab</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/403/il-v-day-del-25-aprile-giusto-ma-inutile/#comment-1463</link>
		<dc:creator>Fab</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 10:45:00 +0000</pubDate>
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		<description>Correggo l&#039;espressione sul populismo che avevo scritto in un precedente commento; mi riferivo invece a &quot;demagogia&quot;. Nella sostanza confermo le mie idee.

Concordo sull&#039;idea, ripresa da altri osservatori delle proposte di Grillo, di mettere un tetto alla pubblicità televisiva che favorirebbe un&#039;editoria giornalistica più pluralistica e meno legata al potere politico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Correggo l&#8217;espressione sul populismo che avevo scritto in un precedente commento; mi riferivo invece a &#8220;demagogia&#8221;. Nella sostanza confermo le mie idee.</p>
<p>Concordo sull&#8217;idea, ripresa da altri osservatori delle proposte di Grillo, di mettere un tetto alla pubblicità televisiva che favorirebbe un&#8217;editoria giornalistica più pluralistica e meno legata al potere politico.</p>
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		<title>Di: Alessandro D'Amato</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/403/il-v-day-del-25-aprile-giusto-ma-inutile/#comment-1418</link>
		<dc:creator>Alessandro D'Amato</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 17:11:30 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;E’ vero, ma è comunque uno spreco di risorse che tiene in vita giornali di partito che non vendono copie e che non contribuisce affatto a creare le giuste condizioni di mercato.&quot;

e infatti io ho detto che i referendum sono firmati. Lo &quot;spreco di risorse&quot; che rappresenta è, come si suol dire, una goccia nel mare. Ma per me, lo ripeto, va bene. 

Sulla Gasparri, ripeti cose che sappiamo tutti. Rimane che si abrogherebbe con un governo di centrodestra in sella, e anche se l&#039;opposizione trovasse &quot;unità&quot;, come tu dici, non potrebbe esserlo di più della volta scorsa, in cui fu unita e pronta a combattere la legge. Che, ciononostante, venne approvata lo stesso. 

Sul resto, credo di aver risposto sopra e nel post.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;E’ vero, ma è comunque uno spreco di risorse che tiene in vita giornali di partito che non vendono copie e che non contribuisce affatto a creare le giuste condizioni di mercato.&#8221;</p>
<p>e infatti io ho detto che i referendum sono firmati. Lo &#8220;spreco di risorse&#8221; che rappresenta è, come si suol dire, una goccia nel mare. Ma per me, lo ripeto, va bene. </p>
<p>Sulla Gasparri, ripeti cose che sappiamo tutti. Rimane che si abrogherebbe con un governo di centrodestra in sella, e anche se l&#8217;opposizione trovasse &#8220;unità&#8221;, come tu dici, non potrebbe esserlo di più della volta scorsa, in cui fu unita e pronta a combattere la legge. Che, ciononostante, venne approvata lo stesso. </p>
<p>Sul resto, credo di aver risposto sopra e nel post.</p>
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		<title>Di: nunveregghepiu</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/403/il-v-day-del-25-aprile-giusto-ma-inutile/#comment-1417</link>
		<dc:creator>nunveregghepiu</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 16:36:22 +0000</pubDate>
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		<description>Il problema del finanziamento pubblico ai giornali non è ciò che ha reso il giornalismo italiano “partigiano”. 
E’ vero, ma è comunque uno spreco di risorse che tiene in vita giornali di partito che non vendono copie e che non contribuisce affatto a creare le giuste condizioni di mercato. Nella nostra situazione economica poi non ci possiamo assolutamente permettere questo spreco e poi chiedere sacrifici ai cittadini.
Il tetto alla pubblicità televisiva non è previsto dal referendum di Grillo sul finanziamento pubblico dei giornali perché si tratta di  materia. Ma il referendum abrogativo sulla Gasparri tende a colpire principalmente il tycoon che ha approfittato del suo ruolo di premier per imporre una legge duo polistica (che avvantaggia la sua televisione e la sua agenzia pubblicitaria). Tale abolizione andrebbe a creare un vuoto legislativo che difficilmente verrebbe accettato dal prossimo governo, ma sarebbe un segnale forte da parte della popolazione nei confronti principalmente di Mediaset che è il maggiore contenitore di pubblicità con Publitalia. Se l&#039;opposizione in Parlamento fosse forte, compatta, e se non accettasse compromessi (cosa che ritengo molto improbabile) gli altri partiti potrebbero imporsi per far passare una nuova legge di regolamentazione televisiva per creare pluralità, facendo ciò avrebbero una preziosa occasione al tempo stesso di salvaguardare anche gli interessi dell&#039;editoria non televisiva.
La preminenza assoluta della televisione su ogni altro mezzo di informazione è un&#039;altra delle anomalie del nostro Paese che andrebbe corretto.
Di cose da fare ce ne sono tante e lo sappiamo tutti. Ritorno a dire che Grillo non è la panacea ma bisogna cominciare da qualche parte. I modi di Grillo sicuramente non sono ortodossi ma se decine di migliaia di persone sono andate a Torino, e se in pochissime ore 450.000 persone hanno firmato i referendum da lui proposti chiediamoci cosa rispondere a queste persone invece di cercare di spiegare loro che Grillo non ha ragione al 100%. Queste persone lo sanno già, come sanno già che alla fine è solo un comico (è anzi strano che non abbia ancora commesso errori madornali, altri politici fanno gaffe e sparano proposte strampalate un giorno sì un no), ma evidentemente ritengono lui migliore di qualsiasi altra cosa in piazza.
Se non ci uniamo a criticare la classe dirigente che ha la responsabilità dei pessimi risultati del sistema Italia (e non Grillo che non ha alcuna responsabilità) non riusciremo mai a sollecitarli a fare di meglio. 


http://nunveregghepiu.splinder.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema del finanziamento pubblico ai giornali non è ciò che ha reso il giornalismo italiano “partigiano”.<br />
E’ vero, ma è comunque uno spreco di risorse che tiene in vita giornali di partito che non vendono copie e che non contribuisce affatto a creare le giuste condizioni di mercato. Nella nostra situazione economica poi non ci possiamo assolutamente permettere questo spreco e poi chiedere sacrifici ai cittadini.<br />
Il tetto alla pubblicità televisiva non è previsto dal referendum di Grillo sul finanziamento pubblico dei giornali perché si tratta di  materia. Ma il referendum abrogativo sulla Gasparri tende a colpire principalmente il tycoon che ha approfittato del suo ruolo di premier per imporre una legge duo polistica (che avvantaggia la sua televisione e la sua agenzia pubblicitaria). Tale abolizione andrebbe a creare un vuoto legislativo che difficilmente verrebbe accettato dal prossimo governo, ma sarebbe un segnale forte da parte della popolazione nei confronti principalmente di Mediaset che è il maggiore contenitore di pubblicità con Publitalia. Se l&#8217;opposizione in Parlamento fosse forte, compatta, e se non accettasse compromessi (cosa che ritengo molto improbabile) gli altri partiti potrebbero imporsi per far passare una nuova legge di regolamentazione televisiva per creare pluralità, facendo ciò avrebbero una preziosa occasione al tempo stesso di salvaguardare anche gli interessi dell&#8217;editoria non televisiva.<br />
La preminenza assoluta della televisione su ogni altro mezzo di informazione è un&#8217;altra delle anomalie del nostro Paese che andrebbe corretto.<br />
Di cose da fare ce ne sono tante e lo sappiamo tutti. Ritorno a dire che Grillo non è la panacea ma bisogna cominciare da qualche parte. I modi di Grillo sicuramente non sono ortodossi ma se decine di migliaia di persone sono andate a Torino, e se in pochissime ore 450.000 persone hanno firmato i referendum da lui proposti chiediamoci cosa rispondere a queste persone invece di cercare di spiegare loro che Grillo non ha ragione al 100%. Queste persone lo sanno già, come sanno già che alla fine è solo un comico (è anzi strano che non abbia ancora commesso errori madornali, altri politici fanno gaffe e sparano proposte strampalate un giorno sì un no), ma evidentemente ritengono lui migliore di qualsiasi altra cosa in piazza.<br />
Se non ci uniamo a criticare la classe dirigente che ha la responsabilità dei pessimi risultati del sistema Italia (e non Grillo che non ha alcuna responsabilità) non riusciremo mai a sollecitarli a fare di meglio. </p>
<p><a href="http://nunveregghepiu.splinder.com" rel="nofollow">http://nunveregghepiu.splinder.com</a></p>
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	<item>
		<title>Di: pascale</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/403/il-v-day-del-25-aprile-giusto-ma-inutile/#comment-1413</link>
		<dc:creator>pascale</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 07:53:20 +0000</pubDate>
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		<description>io prima lo seguivo grillo, con i suoi discorsi e le sue battute da satiro un po fuori dalle righe, ma adesso devo ammettere che non mi soddisfa piu di tanto. non perchè non abbia ragione su alquni giornali e altre cose che dice, ma ci sono cose invece che sono inacettabili. secondo me sta cominciando a ragionare non piu con le sue idee giuste o sbagliate, ma comincia a stare da una parte della casta, e non dico quale. credo che poi incitare una massa di gente cosi grande con tutto quell&#039;odio che sputa, potrebbe essere pericoloso. ma questo da parte di tutti i politici sia chiaro.
e poi basta con tutte le volte il fascismo oppure il comunismo, sono cose che vivono solamente i piu anziani, sono state una liberazzione per la nostra italia e tanto di capello, ma noi siamo gia alla 4°generazione, non si puo tenere i giovani ancorati a quelle cose del passato, primo perchè si crea sempre questa barriera di scontro e poi anche perche il tempo ha cambiato tutto, adesso siamo in europa non esiste piu lo scontro tra nazioni in europa. e giusto vigilare ma ogni volta ogni anno due pal.. con la storia del zìnazzismo che è differente dal fascismo. comunque io spero che si progìceta seguendo il giusto, e punendo le cose sbagliate con forza, senza ideologie politiche ho simpatie particolari, perchè sarebbe terreno fertilizzato per la mafia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io prima lo seguivo grillo, con i suoi discorsi e le sue battute da satiro un po fuori dalle righe, ma adesso devo ammettere che non mi soddisfa piu di tanto. non perchè non abbia ragione su alquni giornali e altre cose che dice, ma ci sono cose invece che sono inacettabili. secondo me sta cominciando a ragionare non piu con le sue idee giuste o sbagliate, ma comincia a stare da una parte della casta, e non dico quale. credo che poi incitare una massa di gente cosi grande con tutto quell&#8217;odio che sputa, potrebbe essere pericoloso. ma questo da parte di tutti i politici sia chiaro.<br />
e poi basta con tutte le volte il fascismo oppure il comunismo, sono cose che vivono solamente i piu anziani, sono state una liberazzione per la nostra italia e tanto di capello, ma noi siamo gia alla 4°generazione, non si puo tenere i giovani ancorati a quelle cose del passato, primo perchè si crea sempre questa barriera di scontro e poi anche perche il tempo ha cambiato tutto, adesso siamo in europa non esiste piu lo scontro tra nazioni in europa. e giusto vigilare ma ogni volta ogni anno due pal.. con la storia del zìnazzismo che è differente dal fascismo. comunque io spero che si progìceta seguendo il giusto, e punendo le cose sbagliate con forza, senza ideologie politiche ho simpatie particolari, perchè sarebbe terreno fertilizzato per la mafia.</p>
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	<item>
		<title>Di: Alessandro D'Amato</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/403/il-v-day-del-25-aprile-giusto-ma-inutile/#comment-1412</link>
		<dc:creator>Alessandro D'Amato</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 07:17:46 +0000</pubDate>
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		<description>Il problema del finanziamento pubblico ai giornali non è ciò che ha reso il giornalismo italiano &quot;partigiano&quot;. Quello che lo ha reso partigiano è invece la proprietà dei giornali e l&#039;assenza di editori puri. 
Il finanziamento è un sussidio che è bene non ci sia, ma senza il quale la linea editoriale dei giornali non cambierà di una virgola. 

&quot;Ma per cambiare davvero e rendere questo paese normale bisogna togliere troppi privilegi e purtroppo chi ha il potere di cambiare è anche chi si è dato i privilegi. Quindi è ovvio che dall’alto piovano sempre critiche.&quot;

La mia critica spero non sia etichettata tra quelle &quot;dall&#039;alto&quot;, visto che di finanziamenti pubblici questo sito non ne prende.

&quot;Se si mette un tetto alla pubblicità televisiva gli inserzionisti saranno obbligati a rivolgersi alla carta stampata e così l’editoria giornalistica diventerebbe appetibile per gli imprenditori e si creerebbero le condizioni per un giornalismo più pluralistico e indipendente dai partiti.&quot;

Questo, che invece sarebbe cosa buona e giusta, NON è previsto dai referendum di Grillo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema del finanziamento pubblico ai giornali non è ciò che ha reso il giornalismo italiano &#8220;partigiano&#8221;. Quello che lo ha reso partigiano è invece la proprietà dei giornali e l&#8217;assenza di editori puri.<br />
Il finanziamento è un sussidio che è bene non ci sia, ma senza il quale la linea editoriale dei giornali non cambierà di una virgola. </p>
<p>&#8220;Ma per cambiare davvero e rendere questo paese normale bisogna togliere troppi privilegi e purtroppo chi ha il potere di cambiare è anche chi si è dato i privilegi. Quindi è ovvio che dall’alto piovano sempre critiche.&#8221;</p>
<p>La mia critica spero non sia etichettata tra quelle &#8220;dall&#8217;alto&#8221;, visto che di finanziamenti pubblici questo sito non ne prende.</p>
<p>&#8220;Se si mette un tetto alla pubblicità televisiva gli inserzionisti saranno obbligati a rivolgersi alla carta stampata e così l’editoria giornalistica diventerebbe appetibile per gli imprenditori e si creerebbero le condizioni per un giornalismo più pluralistico e indipendente dai partiti.&#8221;</p>
<p>Questo, che invece sarebbe cosa buona e giusta, NON è previsto dai referendum di Grillo.</p>
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	<item>
		<title>Di: Nunveregghepiu</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/403/il-v-day-del-25-aprile-giusto-ma-inutile/#comment-1409</link>
		<dc:creator>Nunveregghepiu</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 22:39:32 +0000</pubDate>
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		<description>Il problema del finanziamento pubblico ai giornali è un problema serio che ha reso il giornalismo italiano un giornalismo di tipo partigiano. Per riuscire ad avere un&#039;informazione equilibrata il cittadino è obbligato a leggere almeno quattro cinque giornali e questo va assolutamente contro l&#039;informazione. Che in Italia non esistano grandi editori è cosa risaputa, ma non possiamo nasconderci dietro questo alibi. Al contrario bisogna creare le condizioni affinché questa situazione cambi. Se si mette un tetto alla pubblicità televisiva gli inserzionisti saranno obbligati a rivolgersi alla carta stampata e così l&#039;editoria giornalistica diventerebbe appetibile per gli imprenditori e si creerebbero le condizioni per un giornalismo più pluralistico e indipendente dai partiti. Cosa normalissima negli altri paesi occidentali.
Nel giornalismo anglosassone la pluralità all&#039;interno di uno stesso giornale è prassi normale. Ci sono giornali dove il direttore della pagina degli editoriali è diverso dal direttore del giornale che ospita tale pagina proprio per assicurare libertà di opinione.
Ma per cambiare davvero e rendere questo paese normale bisogna togliere troppi privilegi e purtroppo chi ha il potere di cambiare è anche chi si è dato i privilegi. Quindi è ovvio che dall&#039;alto piovano sempre critiche.
Grillo può essere facilmente criticato nel merito e nel metodo, ma di fatto ha il merito di spingere le persone a mobilitarsi per cambiare questo paese.


http://nunveregghepiu.splinder.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema del finanziamento pubblico ai giornali è un problema serio che ha reso il giornalismo italiano un giornalismo di tipo partigiano. Per riuscire ad avere un&#8217;informazione equilibrata il cittadino è obbligato a leggere almeno quattro cinque giornali e questo va assolutamente contro l&#8217;informazione. Che in Italia non esistano grandi editori è cosa risaputa, ma non possiamo nasconderci dietro questo alibi. Al contrario bisogna creare le condizioni affinché questa situazione cambi. Se si mette un tetto alla pubblicità televisiva gli inserzionisti saranno obbligati a rivolgersi alla carta stampata e così l&#8217;editoria giornalistica diventerebbe appetibile per gli imprenditori e si creerebbero le condizioni per un giornalismo più pluralistico e indipendente dai partiti. Cosa normalissima negli altri paesi occidentali.<br />
Nel giornalismo anglosassone la pluralità all&#8217;interno di uno stesso giornale è prassi normale. Ci sono giornali dove il direttore della pagina degli editoriali è diverso dal direttore del giornale che ospita tale pagina proprio per assicurare libertà di opinione.<br />
Ma per cambiare davvero e rendere questo paese normale bisogna togliere troppi privilegi e purtroppo chi ha il potere di cambiare è anche chi si è dato i privilegi. Quindi è ovvio che dall&#8217;alto piovano sempre critiche.<br />
Grillo può essere facilmente criticato nel merito e nel metodo, ma di fatto ha il merito di spingere le persone a mobilitarsi per cambiare questo paese.</p>
<p><a href="http://nunveregghepiu.splinder.com" rel="nofollow">http://nunveregghepiu.splinder.com</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: eleda</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/403/il-v-day-del-25-aprile-giusto-ma-inutile/#comment-1405</link>
		<dc:creator>eleda</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 16:24:43 +0000</pubDate>
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		<description>scusate per il ritardo ma era da molto che non leggevo la posta!
Bentornati sulla rete giornalettisti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusate per il ritardo ma era da molto che non leggevo la posta!<br />
Bentornati sulla rete giornalettisti!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Fab - Blogue Pol</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/403/il-v-day-del-25-aprile-giusto-ma-inutile/#comment-1393</link>
		<dc:creator>Fab - Blogue Pol</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 21:17:47 +0000</pubDate>
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		<description>@ Alessandro: ok, inutile continuare su questa falsariga se si da un significato diverso ai termini. Populismo e demagogia non hanno uguale significato e Sartori che dici di aver letto lo spiegava bene. Dunque “il populismo è altro, è governare sul popolo; Grillo esorta il popolo dal basso, se vuoi “agita le masse” alla presa di coscienza, questo non è populismo”; lo ribadisco. E non sono d&#039;accordo neppure sulla demagogia perché altrimenti la partecipazione politica tutta sarebbe demagogica. Ognuno resta della propria opinione; la mia è che effetti migliorativi sull&#039;informazione se ne avrebbero, quantomeno eliminando fattori che la rendono oggi peggiore. Spero che la &quot;ggggente&quot; vada a firmare per abrogare alcune pessime leggi, non per demagogia :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Alessandro: ok, inutile continuare su questa falsariga se si da un significato diverso ai termini. Populismo e demagogia non hanno uguale significato e Sartori che dici di aver letto lo spiegava bene. Dunque “il populismo è altro, è governare sul popolo; Grillo esorta il popolo dal basso, se vuoi “agita le masse” alla presa di coscienza, questo non è populismo”; lo ribadisco. E non sono d&#8217;accordo neppure sulla demagogia perché altrimenti la partecipazione politica tutta sarebbe demagogica. Ognuno resta della propria opinione; la mia è che effetti migliorativi sull&#8217;informazione se ne avrebbero, quantomeno eliminando fattori che la rendono oggi peggiore. Spero che la &#8220;ggggente&#8221; vada a firmare per abrogare alcune pessime leggi, non per demagogia <img src='http://www.giornalettismo.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro D'Amato</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/403/il-v-day-del-25-aprile-giusto-ma-inutile/#comment-1392</link>
		<dc:creator>Alessandro D'Amato</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 18:15:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=403#comment-1392</guid>
		<description>&quot;il populismo è altro, è governare sul popolo; Grillo esorta il popolo dal basso, se vuoi “agita le masse” alla presa di coscienza, questo non è populismo&quot;. 

questo è l&#039;esatto essere del populismo. E, d&#039;altro canto, &quot;tipico di un discorso ideologico è il denegarsi come tale&quot; (L.Althusser). &quot;io faccio quello che vuole la ggggente&quot; è il non plus ultra della demagogia. Il pezzo di Sartori lo lessi all&#039;epoca.


&quot;Sulla qualità in sé delle proposte, ricordiamo che un referendum abroga, non è una proposta di legge articolata, non vuol essere la panacea di tutti i mali ma nel suo piccolo qualcosa migliora, poi tocca a tutti gli altri darsi da fare&quot;. 

Ti ho replicato prima nel merito riguardo gli effetti concreti di quelle leggi. E, nel post, ho spiegato - sempre nel merito - perché non migliorerebbero il livello dell&#039;informazione italiana. 




Al resto ho risposto prima</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;il populismo è altro, è governare sul popolo; Grillo esorta il popolo dal basso, se vuoi “agita le masse” alla presa di coscienza, questo non è populismo&#8221;. </p>
<p>questo è l&#8217;esatto essere del populismo. E, d&#8217;altro canto, &#8220;tipico di un discorso ideologico è il denegarsi come tale&#8221; (L.Althusser). &#8220;io faccio quello che vuole la ggggente&#8221; è il non plus ultra della demagogia. Il pezzo di Sartori lo lessi all&#8217;epoca.</p>
<p>&#8220;Sulla qualità in sé delle proposte, ricordiamo che un referendum abroga, non è una proposta di legge articolata, non vuol essere la panacea di tutti i mali ma nel suo piccolo qualcosa migliora, poi tocca a tutti gli altri darsi da fare&#8221;. </p>
<p>Ti ho replicato prima nel merito riguardo gli effetti concreti di quelle leggi. E, nel post, ho spiegato &#8211; sempre nel merito &#8211; perché non migliorerebbero il livello dell&#8217;informazione italiana. </p>
<p>Al resto ho risposto prima</p>
]]></content:encoded>
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