Francesco Schettino, il capitano che costa 50 mila euro
di Maddalena Balacco - 06/07/2012 - Questo è il prezzo base di un'intervista esclusiva con l'uomo dell'inchino all'Isola del Giglio
Certo nessuno si attendeva le mutande dal balcone come per Corona, ma nei media si è sollevata una discreta curiosità dopo la revoca degli arresti domiciliari a Francesco Schettino, il Capitano più odiato d’Italia, accusato della tragedia della Costa Concordia in cui morirono 32 passeggeri della nave da crociera.
SILENZIO – Invece, silenzio: nonostante la calca sotto casa e l’assedio dei microfoni, la famiglia Schettino continua a mantenere il più stretto riserbo. Come riporta l’Ansa, gli ambienti a lui vicini confermano che a pesare sulla sua decisione del silenzio ci siano i media: più precisamente però in termini di affari. Comprensibile: proprio i media hanno variamente rovinato la vita del comandante, fra amanti estere e errori umani, e se dovesse essere vero ciò che sta emergendo in questi giorni dall’inchiesta sul disastro, molto dell’odio riversato sul Capitano proprio a causa dell’accanirsi mediatico sulla sua persona, potrebbe essere immotivato. La vendetta di Schettino diventa quindi economica: se i media vogliono sentire la sua, solo adesso, dopo averlo accusato per mesi, devono sborsare. E molto. Anche perché, come trapela dagli ambienti vicini al capitano, la tragedia Concordia ha avuto un pesante costo nell’economia della famiglia Schettino. Un costo dovuto in parte anche allo sberleffo dei media mondiali, che gli hanno rovinato la carriera. Da qui la voglia di presentare il salato conto.
Guarda le immagini del museo sulla tragedia del Concordia:
IL CONTO - La Stampa rivela quanto salato: almeno 50 mila euro. Ma è solo una base d’asta destinata ad aumentare: già il memoriale del capitano è stato acquistato dal programma “Quinta Colonna”, ma è la parte minore. Proprio la svolta nell’inchiesta ha reso le parole di Schettino un bene prezioso: lui infatti non solo si discolpa, ma velatamente accusa nel momento in cui si dice sicuro di aver salvato molte più vite di quelle andate perdute. “E’ stato il mio fiuto, il mestiere, il saper riconoscere il mare a farmi fare quella sterzata repentina a dritta. In quel momento una mano divina si è sicuramente posata sulla mia testa. Se avessi continuato su quella rotta, avremmo colpito lo scoglio con la prua. Sarebbe stata un’ecatombe. Il mio cordoglio va alle famiglie colpite negli affetti più forti”. Torto o ragione? Lo sapremo presto: non appena qualcuno avrà sganciato 50 mila euro. Tanto vale una carriera distrutta?



















INFAME lui! e chi lo intervista!
Ma che dire più! Ne escono sempre impuniti. All’inizio vengono chiamati delinquenti, poi, man mano diventano vittime. Che paese vergognoso l’Italia! Fa acqua da tutte le parti.
cosa?? La revoca dagli arresti domiciliari?? inpiú 50mila €. dalla stampa..tutto x il piú gran pezzo d M.rda dei capitani italiani
non capisco, questo minimo si doveva beccare 30 di galera, invece gli hanno revocato dagli arresto.ma che cacchio di giustizia é..
La vergogna è non solo di chi lo ha scarcerato, ma anche di quei giornalisti che lo intervistano. è che alcune televisioni per fare audiens se la farebbero mettere nel culo.