Berlusconi “Puntiamo alla soppressione dell’Irap”

22 ottobre 2009

Qualcosa si muove all’interno della maggioranza. Dopo il fotto di polemiche che hanno investito il ministro Giulio Tremonti, oggi sia Il Giornale che Libero hanno dedicato l’editoriale di apertura a chiedere al governo di abbassare le tasse. E Silvio Berlusconi non si è fatto pregare: “Puntiamo alla soppressione dell’Irap“, ha dichiarato.

In un messaggio inviato alla confederazione degli artigiani, il premier ha detto che “Il governo ha allo studio misure per la riduzione della pressione fiscale e, in particolare, dell’Irap, l’imposta che grava sulle imprese sugli artigiani e sui professionisti. L’idea è di un taglio graduale fino ad arrivare alla completa soppressione“. All’assemblea della Cna, la confederazione nazionale dell’artigianato, Berlusconi ha spiegato che l’operazione potrebbe avvenire «anche mediante l’elevazione della franchigia in favore delle aziende più piccole, l’estensione della Tremonti-ter e un sostegno stabile alle piccole imprese che investono nell’innovazione e nella ricerca».

E poi il presidente del consiglio ha spiegato che l’esecutivo sta studiando «altri interventi per ridurre la pressione fiscale, aumentare i consumi e agevolare gli investimenti». Infine il premier, nel messaggio alla Cna, ha assicurato: «Il dialogo con voi su questi temi sarà diretto e costante perché la nostra intesa sarà sempre importante per uscire definitivamente dall’emergenza».

Già che c’era, il premier, nel suo messaggio agli artigiani, ha rivolto loro i complimenti «per l’impegno imprenditoriale, la fiducia nel futuro e la concretezza delle proposte con cui -ha sottolineato- avete affrontato la crisi economica. Il governo, anche grazie ai vostri suggerimenti -ha ricordato Berlusconi- ha messo in campo le misure più idonee ed efficaci per contrastare l’emergenza e avviare le riforme strutturali necessarie per tutelare e rafforzare il sistema produttivo, a cominciare dalle impese più piccole. Molto è stato fatto -ha ricordato- e molto faremo ancora per il vostro settore nei prossimi ter anni e mezzo della legislatura». Tra «le tante cose fatte», il premier ne ha citate alcune tra quelle sollecitate dagli artigiani, come «l’introduzione dell’Iva per cassa, la detassazone degli utili reinvestiti, l’accelerazione dei rimborsi da parte della publbica amministrazione, l’estensione degli ammortizzatori sociali anche all’artigianato, il rifinanziamento del Fondo di Garanzia, la legge sviluppo. misure -ha concluso il presidente del Consiglio- indispensabili per reggere l’urto di una crisi mondiale e difendere la competitività sui mercati».

Insomma, il taglio delle tasse – parola di Silvio - si farà. Ora sarà curioso in primo luogo capire se questo è il riflesso del famoso “papello” contro Tremonti diffuso da Simone Bressan su NotaPolitica, oppure di un ragionamento vero e proprio. Nel Dpef di legislatura il ministro dell’Economia aveva messo nero su bianco che non si poteva parlare di tagli delle tasse fino al 2012; ora sarà costretto a rifare i conti, possibilmente cercando nelle pieghe del bilancio di trovare abbastanza risparmi da rendere sostenibile un intervento del genere. Sempre che questo sia realmente possibile.

10 commenti a Berlusconi “Puntiamo alla soppressione dell’Irap”

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  2. makia

    ma se volano deficit e debito pubblico, come si fa addirittura ad eliminare una tassa ?

  3. comicomix

    A parte le sacrosante considerazioni di Ale e di Teresa, c'è un punto che – scusatemi se insisto – mi fa ridere:

    L'IRAP è l'unica tassa veramente regionale che esiste e finanzia (per chi non lo sapesse) il sistema sanitario nazionale.

    Quindi, il governo dei federalisti prima abolisce una parte considerevole dell'unica tassa comunale, poi dice di voler abolire l'unica tassa regionale (anche il bollo auto, altra tassa regionale, è sotto mirino da tempo)

    Ma se il federalismo è autonomia sul versante delle entrate, con cosa lo facciamo se le tasse “locali” e regionali” sono le uniche che il governo abolisce?

    Per inciso, il sistema sanitario con cosa lo finanziamo? Con i tremonti bond?

    Ma perchè non cominciare dall'Irpef? Tassa odiosa come l'Irap, che servirebbe a rilanciare i consumi e quindi la domanda interna, e che è propria dello Stato?

    UN sorriso polemico

    C.

  4. grano

    “Perchè non cominciare dall'Irpef?”.
    Forse appunto perché il taglio dell'Irap è compatibile con il DPEF, mentre il taglio dell'Irpef no.
    “Per inciso, il sistema sanitario con cosa lo finanziamo?”
    Boh, poi si vedrà.. con i Fas, dirottando i fondi per la ricerca, con un condoncino edilizio. Insomma, veda un po' Tremonti. Il genio in fondo è lui, no? Che si danni un po', così non gli avanza tempo per tessere le sue reti trasversali del tubo nelle sue maledettissime fondazioni.

  5. Sbronzo di Riace

    ha detto che sta pensando di ridurre l'irap, bisogna aspettare e vedere se effettivamente sarà così

  6. pietro60

    Il bello che l'Irap quando era stata introdotta aveva rappresentato una riduzione della pressione fiscale perchè aveva sostituito tutta una serie di tasse e imposte minori, ed era stata accompagnata dalla Dual Income Tax che favoriva la capitalizzazione delle imprese rispetto agli investimenti finanziari che però il sig Tremonti ora tanto contrario alla finanza kattiva aveva cancellato, per raccattare 4 soldi da usare come tappo per qualche buco nel bilancio pubblico.

  7. mmah, secondo me è un modo come un altro per racimolare da qualche parte il consenso che sente di aver perso

  8. rebyjaco

    Bugiardi e VILI. Non trovo altra definizione per commentare questa notizia, se siamo in condizioni di poter rinunciare a oltre 40 Miliardi di Euro di tasse, allora siamo il paese più ricco del mondo. O li vogliono recuperare dagli stipendi operai? Comunque sia, si tratta evidentemente di parole in libertà, in libertà di imbrogliare i soliti poveracci che per ANTIPATIA GIUSTIFICATA verso una sinistra scellerata sono disposti a tagliarsi le palle per far dispetto alla moglie. NON ci sono altre argomentazioni logiche. Attenzione che quando si arriva a questo punto, significa che siamo sul bordo del precipizio.

  9. grano

    No, significa che il governo è sull'orlo del precipizio (continua a sparare vaccate come sempre, ma ora le spara anche contro una parte importante di se stesso). Un altro passetto e ci finisce dentro. Sto aspettando…

  10. Semplice. Basta tagliare dei capitolati di spesa. Il problema è che con questo governo pure la Spesa pubblica è volata via… sempre più in alto.

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