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Esteridi Pietro Di Giorgio (Libertyfirst)
pubblicato il 22 ottobre 2009 alle 17:30 dallo stesso autore - torna alla home

Il presidente venezuelano continua la sua strada verso la dittatura: milizie e tribunali del popolo, antisemitismo e alleati poco raccomandabili

chavezl Chavez: ormai manca solo la proskynesisLa proskynesis era la tradizione persiana di inginocchiarsi di fronte al re supremo, poi ripresa da Diocleziano in uno dei momenti topici della lunga agonia del mondo antico. Da qualche tempo seguo con un mix di imbarazzo e soddisfazione le vicende del presidente-despota del Venezuela, ed entrambi questi miei sentimenti nascono dal fatto che Hugo Chavez sta cercando di darmi ragione in tutti i modi e un po’ mi dispiace perché le mie previsioni sono sempre pessimistiche. Dopo, in ordine sparso: modifiche della Costituzione per trasformarsi presidente a vita, tentativi di accentrare a sé il controllo di scuole, università, mezzi di informazione, lotta ad ogni forma di potere sociale alternativo allo Stato centrale, e pestaggi e violazioni dei diritti dell’opposizione, Chavez è a buon punto: la (breve) strada verso la dittatura ha varie pietre miliari e Chavez le sta superando rapidamente tutte. Io ne avevo parlato qui e qui, ma la situazione evolve in continuazione, e ovviamente verso il peggio.

NON CI FACCIAMO MANCARE NULLA - Non bastavano gli squadristi chavistas, ora infatti Chavez ha anche le sue squadre di Sturm Abteilungen, anche note come SA, cioè milizie private che obbediscono a lui, bypassando leggi, controlli democratici, divisione dei poteri e Costituzioni. Ci sono anche i tribunali speciali, detti “tribunali del popolo”. Complimentoni! Mussolini era un pivello in confronto. Per quanto riguarda il noto problema dell’ipocrisia morale, per cui si difendono dei terroristi in nome della lotta contro il terrorismo USA, ecco che Chavez finanzia e aiuta i tagliatori di teste narco-comunisti delle FARC (quelli che tennero prigioniera Ingrid Betancourt per sei anni); mentre stringere alleanze con gli amici di Hezbollah e Hamas è un’altra mossa che denota un sincero spirito pacifista e un forte interesse per i diritti umani. Ah, dimenticavo: Chavez si dà pure all’antisemitismo. Non si fa mancare proprio niente, e del resto è noto che chi va con Ahmadinejad impara a zoppicare.

DOVE C’E’ ANCORA SPERANZA - Praticamente l’unica buona notizia del Sud America è che un potenziale emulo di Chavez è stato cacciato a pedate dall’Honduras grazie all’opposizione del Parlamento, dell’Esercito e della Corte Suprema. Il problema ora è impedire l’errore simmetrico: passare dalla sacrosanta difesa della democrazia dai suoi nemici ad una forma simmetrica di autoritarismo su base militare e fascista, come successe in Cile. Speriamo per l’Honduras: per il Venezuela, invece, probabilmente è già troppo tardi.

chavezahmadinejad3 Chavez: ormai manca solo la proskynesisIPOCRISIA - A questo punto c’è da chiedersi se c’è qualcosa che si possa fare per convincere le migliaia di fan di Hugo Chavez che tutto sommato stanno idolatrando un dittatore in fieri con idee incompatibili con la democrazia e lo Stato di diritto e con un track record di violazioni delle libertà individuali da fare invidia a dittatori di ben altra reputazione, come Mussolini. L’idea che un presidente debba avere un potere assoluto e non essere infastidito neanche dalle normali procedure costituzionali, in modo da poter realizzare un supposto “mandato popolare”, è alla base di moltissime critiche a Berlusconi, come anche l’idea che un presidente abbia controllo su tutte le televisioni e i media, e i pericoli impliciti nel formare milizie-ronde. Allora facciamo così: facciamo che quando un presidente dice, crede e fa cose del genere è un pericolo per la democrazia, perlomeno quando lo fa ai livelli di Chavez, che decisamente sono superiori a quelli di Berlusconi. Quest’ultimo ha idee poco compatibili con la democrazia liberale e molto compatibili con le democrazia popolare, ma è un problema minore (e non l’unico) rispetto a Chavez, in un paese come l’Italia dove le istituzioni democratiche rimangono comunque salde. Chavez è molto peggio sotto ogni punto di vista e opera in una società più debole sul piano democratico. Seriamente: con che coraggio e con che coerenza intellettuale si può criticare Berlusconi e difendere Chavez? Io posso  permettermi di criticare Obama e Berlusconi perché sono abbastanza coerente da criticare anche chi è cento volte peggiore di loro: il punto centrale è che bisogna mantenere il senso delle proporzioni.

(Si ringrazia Wellington per gli innumerevoli link)

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