Il presidente venezuelano continua la sua strada verso la dittatura: milizie e tribunali del popolo, antisemitismo e alleati poco raccomandabili
La proskynesis era la tradizione persiana di inginocchiarsi di fronte al re supremo, poi ripresa da Diocleziano in uno dei momenti topici della lunga agonia del mondo antico. Da qualche tempo seguo con un mix di imbarazzo e soddisfazione le vicende del presidente-despota del Venezuela, ed entrambi questi miei sentimenti nascono dal fatto che Hugo Chavez sta cercando di darmi ragione in tutti i modi e un po’ mi dispiace perché le mie previsioni sono sempre pessimistiche. Dopo, in ordine sparso: modifiche della Costituzione per trasformarsi presidente a vita, tentativi di accentrare a sé il controllo di scuole, università, mezzi di informazione, lotta ad ogni forma di potere sociale alternativo allo Stato centrale, e pestaggi e violazioni dei diritti dell’opposizione, Chavez è a buon punto: la (breve) strada verso la dittatura ha varie pietre miliari e Chavez le sta superando rapidamente tutte. Io ne avevo parlato qui e qui, ma la situazione evolve in continuazione, e ovviamente verso il peggio.
NON CI FACCIAMO MANCARE NULLA - Non bastavano gli squadristi chavistas, ora infatti Chavez ha anche le sue squadre di Sturm Abteilungen, anche note come SA, cioè milizie private che obbediscono a lui, bypassando leggi, controlli democratici, divisione dei poteri e Costituzioni. Ci sono anche i tribunali speciali, detti “tribunali del popolo”. Complimentoni! Mussolini era un pivello in confronto. Per quanto riguarda il noto problema dell’ipocrisia morale, per cui si difendono dei terroristi in nome della lotta contro il terrorismo USA, ecco che Chavez finanzia e aiuta i tagliatori di teste narco-comunisti delle FARC (quelli che tennero prigioniera Ingrid Betancourt per sei anni); mentre stringere alleanze con gli amici di Hezbollah e Hamas è un’altra mossa che denota un sincero spirito pacifista e un forte interesse per i diritti umani. Ah, dimenticavo: Chavez si dà pure all’antisemitismo. Non si fa mancare proprio niente, e del resto è noto che chi va con Ahmadinejad impara a zoppicare.
DOVE C’E’ ANCORA SPERANZA - Praticamente l’unica buona notizia del Sud America è che un potenziale emulo di Chavez è stato cacciato a pedate dall’Honduras grazie all’opposizione del Parlamento, dell’Esercito e della Corte Suprema. Il problema ora è impedire l’errore simmetrico: passare dalla sacrosanta difesa della democrazia dai suoi nemici ad una forma simmetrica di autoritarismo su base militare e fascista, come successe in Cile. Speriamo per l’Honduras: per il Venezuela, invece, probabilmente è già troppo tardi.
IPOCRISIA - A questo punto c’è da chiedersi se c’è qualcosa che si possa fare per convincere le migliaia di fan di Hugo Chavez che tutto sommato stanno idolatrando un dittatore in fieri con idee incompatibili con la democrazia e lo Stato di diritto e con un track record di violazioni delle libertà individuali da fare invidia a dittatori di ben altra reputazione, come Mussolini. L’idea che un presidente debba avere un potere assoluto e non essere infastidito neanche dalle normali procedure costituzionali, in modo da poter realizzare un supposto “mandato popolare”, è alla base di moltissime critiche a Berlusconi, come anche l’idea che un presidente abbia controllo su tutte le televisioni e i media, e i pericoli impliciti nel formare milizie-ronde. Allora facciamo così: facciamo che quando un presidente dice, crede e fa cose del genere è un pericolo per la democrazia, perlomeno quando lo fa ai livelli di Chavez, che decisamente sono superiori a quelli di Berlusconi. Quest’ultimo ha idee poco compatibili con la democrazia liberale e molto compatibili con le democrazia popolare, ma è un problema minore (e non l’unico) rispetto a Chavez, in un paese come l’Italia dove le istituzioni democratiche rimangono comunque salde. Chavez è molto peggio sotto ogni punto di vista e opera in una società più debole sul piano democratico. Seriamente: con che coraggio e con che coerenza intellettuale si può criticare Berlusconi e difendere Chavez? Io posso permettermi di criticare Obama e Berlusconi perché sono abbastanza coerente da criticare anche chi è cento volte peggiore di loro: il punto centrale è che bisogna mantenere il senso delle proporzioni.
(Si ringrazia Wellington per gli innumerevoli link)
























Sono pienamente d'accordo con l'analisi dell'autore (finalmente!), infatti, dove abito io (Francia) Chavez é visto da una parte della sinistra come una figura positiva perché fortemente anti-americana e anti-israeliana. Purtroppo la sinistra populista francese delegittima l'azione culturale di un'altra sinistra, non so se più numerosa ma almeno più discreta nel suo esprimersi, profondamente laica e critica degli eccessi di tutti gli uomini di potere. Ella é rappresentata da alcuni giornali libertari e ecologisti, nonché numerosi intelletuali, (come Charlie Hebdo o il Canard Enchainé, per fare un esempio) ma la forza distruttiva della sinistra pro-Chavez é, come dicono qui, pane benedetto per la destra di governo che ne approfitta per chiudere subito eventuali dibattiti… Basti vedere lo scempio che ha suscitato la storia delle FARC finanziate in parte da Chavez, era diventato impossibile criticare Uribe e il suo governo nonostante abbia colpe almeno eguali a quelle dei guerilleros.
Un link per i francofoni : http://www.la-bas.org/article.php3?id_article=714 terrificante trasmissione radiofonica alla gloria di Chavez.. e il peggio é che é sulla radio pubblica più ascoltata…
absolute nonsense, nothing but a cynical presentation of distorted facts, stinks of hidden agenda
Chavez. Il Classico Militare. Arrogante, Bugiardo e Demagogo. Anche LUI è andato, per prima cosa in Russia, evidentemente con Putin ci si trovano bene certe persone che intendono la Democrazia come la sottomissione delle istituzioni al volere dell'eletto dal Signore. (loro lo chiamano POPOLO anche se chi li ha votati sono il 51 %). Rimane una differenza abissale con lo Psicopatico Italiano, consiste nel fatto che in Venezuela come accadde in Argentina ai tempi di Peron, la popolazione povera,(indigena in particolare) era sotto sviluppata e mantenuta in questa condizione VOLUTAMENTE da secoli, pertanto questa gente ha visto in LUI il REDENTORE della propria situazione. Di questo si può dare “”Merito”" ai Governi USA che hanno “usato” Latino america come terra di conquista. Questi miserabili )che tali rimarranno comunque), vedranno la loro situazione migliorare sicuramente (quando hai 0 arrivare a due è facile) ma non usciranno mai dal sottosviluppo anche se riceveranno senz'altro un beneficio in fatto di istruzione e sanità (che non è poco). Conclusione: Per i “”dimenticati e oppressi dal POTERE costituito”" sarà una miglioria notevole, per il PAESE Venezuela sarà uno spreco di risorse inutile. I Militari sono così, andrebbero eliminati nella culla, ma i “”NOSTRI POLITICI”" non è che siano meglio!
Per giudicare Chavez dovremmo essere a conoscenza della situazione reale del venezuela, e non in base a imperfette e filtrate dai media, perchè cambiando alcune sfumature cambia il risultato. Io so solo che con il suo governo sta togliendo una grande fetta di persone dalla povertà, e per me è questo quello che conta.
Uno schifo di articolo in linea con quello schifo di blog in cui scrivi
Mi dispiace che abbiamo opinioni così diverse su un evidente fascista come Chavez. Prendo troppo sul serio libertà e democrazia per prendere sul serio le tue ingiurie, in ogni caso.