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Internidi Teresa Scherillo (makia)
pubblicato il 23 ottobre 2009 alle 13:00 dallo stesso autore - torna alla home

Settanta giorni ancora e poi Bertolaso lascerà il Commissariato per i rifiuti nella regione. Ma se da un lato è stata risolta la grave emergenza dei mesi passati, il problema è ancora lontano dall’ essere risolto.

Era fine settembre quando è riapparso in Campania il fantasma dell’ rifiuti bruciati Rifiuti in Campania : l’incubo alle porteemergenza rifiuti. Lontano dal centro storico hanno ricominciato ad accumulare rifiuti e a dargli fuoco come documentato ampiamente da La Terra dei Fuochi . Colonne di fumo nero filmate quasi ogni giorno dai lettori che denunciano con la forza delle immagini quella che è la più grande catastrofe ambientale a “partecipazione pubblica”.

UN SALTO NEL PASSATO – Ma torniamo per un momento indietro riannodando i fili di quanto veniva annunciato ai media di tutto il mondo. Era fine marzo quando in pompa magna il premier inaugurava l’ inceneritore di Acerra . Quel giorno bastò premere il pulsante rosso che trasportava i rifiuti verso il primo forno e tutto il mondo emise un sospiro di sollievo vedendo sparire di colpo, dopo più di quindici anni, le montagne di rifiuti dalle strade della regione. Ma quello che tutti ignorano è che quell’ inceneritore si è fermato non appena si sono spente le luci della ribalta. E così ad un mese di distanza dall’inagurazione , le webcam installate dalla struttura di Bertolaso e riportate sul sito emergenzarifiuticampania hanno inquadrato costantemente quei camini spenti. Ogni tanto un po’ di fumo bianco a documentare che tutto l’impianto doveva ancora svolgere i collaudi per diventare totalmente operativo. Le ultime notizie hanno documentato ancora un fermo, negli ultimi dieci giorni, dovuto a non meglio specificati problemi di natura tecnica da risolvere a breve e sempre in attesa di questo fatidico gran collaudo che dovrebbe avvenire tra novembre e dicembre.

I CONTI NON TORNANO - Ma se nel frattempo l’inceneritore arranca, max a93ee367accd2e8806147bddce70143f Rifiuti in Campania : l’incubo alle portecontinua imperterrita la produzione di rifiuti da parte della popolazione al ritmo di 7mila tonnellate al giorno. A questo punto l’ unica via di fuga restano le discariche. Ma quella di Savignano Irpino ha già raggiunto la soglia dell’ esaurimento e le stime ufficiali parlano di chiusura fissata tra 119 giorni. Sant´Arcangelo Trimonte ne accoglie circa 800-1000 tonnellate al giorno; Terzigno più o meno la stessa quantità, e San Tammaro 1500 tonnellate giornaliere. Discorso a parte va fatto per la discarica di Chiaiano, dove i flussi prevedono almeno 1000 tonnellate al giorno, ma che è stata costretta a ridurre considerevolmente la quantità a causa degli smottamenti provocati da una frana, secondo quanto denunciato già a metà ottobre. Notizia che è stata prontamente smentita dal sottosegretario Bertolaso. Ricordiamo che le discariche sono diventate, in seguito al decreto Maroni sulla Sicurezza,  delle aree sottoposte a sorveglianza militare, per cui è molto difficile capire cosa stia davvero succedendo in quella zona. In ogni caso, pur volendo considerare la massima capacità per l’impianto di Chiaiano, è chiaro che l’addizione non torna.

TEMPI STRETTI – E’ molto probabile che lo stesso Berlusconi torni a farsi vivo per fare il punto sulla situazione in Campania. In ballo ci sarebbero le preoccupazioni della struttura del commissariato in previsione del passaggio di consegne già annunciato da Bertolaso in un recente intervento al Senato e del termine del piano di emergenza che, sempre sulle carte governative, è fissato per fine dicembre. Ma facendo un po’ di calcoli sulle reali capacità di smaltimento degli impianti e considerando che ogni frana, ogni smottamento, ogni malfunzionamento del forno ad Acerra, possono diminuirne l’assorbimento, è facilmente intuibile che i tempi per uscire dall’ emergenza stanno traslando di giorno in giorno. Senza contare che la capacità di riempimento delle discariche è a tempo determinato e che, esaurite le attuali, con i numeri della differenziata che non decollano, bisognerà realizzarne delle altre. Ma proprio nella zona già individuata dall’ ex commissario Gianni de Gennaro, quella del Formicoso , divampano le più furiose polemiche sia con le associazioni che con le amministrazioni locali. Forse non si riprodurrà la grave emergenza passata, ma di sicuro il problema è ancora ben lontano dalla risoluzione. E forse è davvero una strana coincidenza che la fine del mandato commissariale coincida con le elezioni regionali.

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