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La trattativa ci fu. E Provenzano arrestò Riina

De Donno – si legge nella sentenza – con l’autorizzazione del colonnello Mori, si incontrò con Vito Ciancimino. Questi gli chiese nuovamente cosa volessero in concreto e De Donno gli rispose che volevano catturare Salvatore Riina. Ciancimino si mostrò, questa volta, disposto ad aiutarli. Chiese perciò a De Donno di fargli avere le mappe di due-tre servizi (luce, acqua, gas) relative ad alcune precise zone della città di Palermo: viale della Regione Siciliana, “verso Monreale”. De Donno se le procurò presso il Comune di Palermo e gliele portò il 18-12-92. Il Ciancimino non si mostrò però soddisfatto e diede alcune altre indicazioni su ciò che gli occorreva”. Mario Mori, che dal 1992 era a capo del reparto Criminalità Organizzata del Ros e aveva costituito fin da subito un gruppo speciale di operatori destinato alla ricerca del Capo di Cosa Nostra, nega qualsiasi aiuto di Ciancimino all’arresto di Riina, salvo poi confidare ai giudici che “secondo la sua personale opinione se la trattativa fosse proseguita li avrebbe messi in condizione di fare un’indagine seria su Riina”. Qualcosa, in quella direzione, dunque, si era mosso. Mori non si spinge oltre, ma è proprio il suo racconto, in fondo, ad indurci a pensare che può esserci stata una relazione diretta tra l’arresto di Riina e la trattativa intavolata con Ciancimino: “Le mappe richieste da Ciancimino sono consegnate alla Procura della Repubblica di Palermo – si legge ancora nella sentenza – In esse è compresa anche la zona che fu teatro dell’arresto di Riina (avvenuto circa un mese dopo l’ultimo incontro, nda). Sono comprensive anche della zona in cui abitava Riina”.

NON CATTURARE BINNU- Insomma, Riina, che nel ’92 diceva di aver ricevuto una garanzia da Mancino, qualche anno dopo nel processo per le stragi citava di nuovo l’attuale vice presidente del Csm e il figlio di Ciancimino, coinvolti nelle vicende della trattativa, chiedendo che venissero ascoltati. Durante la trattativa, intanto, Vito Ciancimino, che riteneva improponibili le richieste del papello messe nere su bianco dal medico di Riina, Antonino Cinà, chiedeva le mappe dei servizi della zona in cui si nascondeva il Capo dei Capi, che nello stesso tempo veniva definito “pazzo” dal suo vice Bernardo Provenzano, a colloquio proprio con don Vito. Si tratta di quel don Vito che intanto trattava con Mori e di quello stesso Provenzano che continuerà ad incontrare indisturbato l’ex sindaco di Palermo almeno fino al 2000. Lo stesso Provenzano che, a tre anni dalla trattativa, Mario Mori, nonostante le soffiate del colonnello dei carabinieri Michele Riccio, rifiuterà di catturare. E per questo (favoreggiamento) Mori si trova ancora oggi sotto processo. Si tratta solo di suggestione e di coincidenze? O un filo che unisce queste vicende c’è per davvero?

ARRESTO PILOTATO - Una risposta esaustiva ai giudici ha provato a darla, una decina di giorni fa, il pentito Nino Giuffrè, fino al 2002 braccio destro di Provenzano: “Tutti pensavamo che l’arresto di Riina fosse stato pilotato da Provenzano – ha ricordato l’ex mafioso – Era parte di una strategia portata avanti nell’interesse di Cosa Nostra. Lo stesso Provenzano diceva che Riina era diventato ingombrante, e noi ritenemmo che la sua cattura fosse un ‘sacrificio alle divinità’, frutto di un accordo tra lui e altre parti che hanno avuto un ruolo in quella vicenda”. E quando dice “altre parti” possiamo intuire a chi si riferisse. Quelle di Giuffrè, vicinissimo a Binnu, son parole che confermano quanto sospettato fin dal momento dell’arresto di Riina proprio dagli uomini più vicini a Totò u Curtu. “Provenzano è uno sbirro. Il pentito Balduccio Di Maggio non c’entra niente con la cattura. L’amico mio forse ne sa qualcosa”, dirà il fedelissimo boss Leoluca Bagarella, cognato del Capo dei Capi. “Questo sbirro qua l’avete portato?”, griderà, invece, il figlio di Totò, Giovanni, condannato a tre ergastoli, all’arrivo di Provenzano nel supercarcere di Terni a pochi giorni dalla cattura dell’aprile 2006.

4 commenti a La trattativa ci fu. E Provenzano arrestò Riina

  1. la teoria dell'attention whore rimane la più probabile, a mio parere.

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