Il “sistema”, secondo gli investigatori, per funzionare aveva bisogno di cieca fiducia ed obbedienza. Infatti, chi nel partito chi non si piegava a quest’andazzo – è la tesi degli inquirenti – veniva vessato e intimidito. Oltre ai coniugi Mastella, è indagato pure Carlo Camilleri, ingegnere e consuocero di Clemente. Decapitato o quasi quello che resta (ed in Campania non è poco) dell’Udeur. Risultano, infatti, indagati il capogruppo alla
Regione Fernando Errico, Nicola Ferraro, consigliere regionale, Antonio Fantini, già presidente della Regione Campania e segretario regionale Udeur. E ancora, tra gli altri, Luciano Capobianco, come detto ex direttore generale dell’Arpac, Ruggero Cataldi, ex direttore amministrativo Asl Benevento 1, Bruno De Stefano, direttore generale dell’Asl di Benevento e già sindaco democristiano di Castellammare di Stabia negli anni ’80 e infine esponente dell’Udeur. Arnaldo Falato, dirigente dell’Asl Benevento 1; Carmelo Lo Mazzo Massimo Menegozzo e Francesco Polizio, tutti dirigenti Arpac, Mario Scarinzi, ex direttore generale dell’Asl Benevento 1.
LE INTERCETTAZIONI – A spiegarci il funzionamento del “sistema Mastella”, indirettamente, è lo stesso Antonio Fantini, allora coordinatore regionale dell’Udeur in una serie di dichiarazioni di qualche tempo fa “Guagliò, senza l’Udeur cà nun se governa”. Infatti, Mastella assicura il suo appoggio ad Antonio Bassolino il quale, a sua volta, dopo le elezioni dell’aprile 2005, assegna l’assessorato all’Ambiente all’Udeur e il controllo “assoluto” dell’Arpac. All’assessorato Fantini piazza il medico salernitano Luigi Nocera, che lui stesso definisce “nu’ dottore scetato”, ovvero sveglio… All’Arpac, come detto, c’era già Luciano Capobianco, ingegnere idraulico che aveva lavorato con lo stesso Fantini quando questi era Commissario per l’emergenza terremoto tra 1983 e il 1989. L’Arpac, per statuto, è un’agenzia che deve “monitorare, prevenire, controllare e tutelare la qualità del territorio e favorire il superamento delle molteplici criticità ambientali della Campania”. Quello che però non dice né il suo sito web né la stessa legge istitutiva, è stato raccontano in alcune intercettazioni telefoniche di tra Capobianco ed un suo omologo dirigente di una regione del Nord e forse non solo a lui. “E daie, damme ‘na mano”, lo implorava. E ancora: “Caro mio, io non li voglio i dipendenti con funzioni di polizia giudiziaria. Quelli portano solo guai. Con la camorra che c’è in Campania, poi. L’avvocatura regionale ci ha pure dato ragione. Gli avvocati dicono che in base alla legge i dipendenti possono avere lo status di polizia giudiziaria. Possono, non debbono, capisci a me…”.
Infatti, i dipendenti dell’Arpac lo status d’ufficiali giudiziari, così come normalmente avviene in tutte le Agenzie del Nord, continuano a non averlo. La Campania rischia di sprofondare ancora sotto il peso dei rifiuti. I suoi e quelli che illegalmente altre regioni gli scaricano sopra. Solo per questo la sua agenzia per l’ambiente dovrebbe essere una delle più efficienti d’Italia. Macché. Dei 784 dipendenti previsti dalla pianta organica ce ne sono meno della metà. Più di 200 sono precari che per titoli e impegno sono la spina dorsale della struttura. Situazione disastrosa se confrontata con gli organici delle regioni settentrionali. Per non parlare dei bilanci: 20 milioni in Campania, 60 in Emilia o Lombardia. Un dirigente napoletano racconta: “I cinque laboratori d’analisi ereditati dall’Asl fanno schifo. Quelli di Caserta e Benevento ti fanno vergognare. Per anni abbiamo chiesto almeno un macchinario che misurasse la diossina. Quando mi hanno invitato a Milano sono rimasto a bocca aperta. Lì tengono la Nasa!”. E la Regione a suo modo risponde alla sollecitazione. S’inventa una fusione per incorporazione della Pan con la neonata Arpac multiservizi: la Pan è una società mista con 207 dipendenti, tutti lavoratori socialmente utili con la terza media. “Noi chiedevamo disperatamente laureati e diplomati, invece arriva un esercito di lava provette, autisti e uscieri”, dicono all’Arpac. Infatti, a scoprire le montagne di rifiuti tossici disseminate tra Napoli e Caserta non sarà l’Agenzia regionale ma solo le numerose inchieste giornalistiche sorte sulla scia di “Gomorra”. “Non abbiamo mai progettato autonomamente il monitoraggio di un pezzo di territorio. Neppure a campione. Uscivamo, quando uscivamo, solo su chiamata dei Comuni”. Un bel quadretto, non c’è che dire, vero?






















[...] moglie e le famiglie sono sempre martiri, vittime ingiuste di un sistema che vuole crocifiggerli. Giornalettismo ricostruisce la vicenda della Mastellopoli atto secondo e francamente risulta alqaunto complesso [...]
[...] moglie e le famiglie sono sempre martiri, vittime ingiuste di un sistema che vuole crocifiggerli. Giornalettismo ricostruisce la vicenda della Mastellopoli atto secondo e francamente risulta alqaunto complesso [...]
Sistema Mastella-Lonardo, il testimone: “Senza l’Udeur qua non si governa”…
Tutto nasce nel 2005 quando Bassolino, dopo la vittoria alle regionali, “concede” l’ambiente agli uomini dell’ex ministro di Ceppaloni. Da quel momento l’Arpac è cosa loro. Un testimone rivela: “L’Agenzia è nelle mani di quei due, gliel’ha data O’ Gove…
Qui per dirla con Saviano tutto è un “sistema”. In pochi vincono e tutti gli altri perdono. Detto questo vorrei dire che siamo nel 2009. Ancora fa scandalo la “raccomandazione”? Se persino i credenti si raccomandano prima alla Madonna per poi arrivare più facilmente al Figlio…
già vedo i titoli di feltro e brutpietro sul giornale (premio originalità per il nome): “magistrati comunisti e assassini si sostituiscono all'eletto del popolo con un colpo di stato giudiziario”
ah questi magistrati che vogliono fare politica e mettersi al posto degli elettori!! ma quando la smetteranno?
PS speriamo che la procura abbia fatto delle indagini fatte bene e non approssimative e superficiali come al solito, ci mancherebbe che mastella grufgruf finisca poi assolto e santificato nella sua qualità “vittima” dell'ingiustizia (com'è successo col gobbo).
L'Italia è il paese dove,ogni tanto,si scopre l'acqua calda:che i partiti della reazione antipopolare sono associazioni finalizzate,attraverso il voto di scambio,a tessere reti clientelari,finalizzate alla creazione di associazioni finalizzate,attraverso il voto di scambio,a tessere reti clientela,finalizzate……
Lor signori scusassero l'interruzione, ma o'cumpagne Bassuline Andonie quann'è che l'arrestano?
Ma che poi l'On. Tonino poteva nun sapè chillo che faciva l'On Barbato? che mappino!!!
“Il Sistema Mastella, secondo il nostro interlocutore, deve essere chiaramente riconoscibile anche all’esterno.”
Neanche il pudore di fare le cose di nascosto…
Non è il Barbato dell'Idv ma il Barbato che sputò in faccia Cusumano al Senato. Poi passato nell'Mpa.
E ma che bella coppia!
Da Vespa, stasera, il plastico della villa degli orrori.
Hai ragione. Lo scandalo non sono le raccomandazioni. La raccomandazione, praticamente, è “sistematica” in questo paese e, di certo, non fa scandalo. Questo è un paese che non si è scandalizzato per le “escort” nei palazzi e nelle ville del potere figuriamoci se lo farà mai per una “pratica” così diffusa e comune. Mastella lo sa, su questo sta puntando la sua difesa, almeno quella mediatica. Il problema per lui è che le accuse sono molto più gravi:”Dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa, al falso, all’abuso d’ufficio, alla turbativa d’asta e alla concussione”. Ai voglia a dire che ha “raccomandato” solo poveri giovani bisognosi (magari a discapito di altri che non si erano rivolti al “santo” di Ceppaloni).
Direi che riguarda più l'antropologia che la sociologia. Forse è un modo per dimostrare il proprio potere e “segnare” il territorio. Più o meno come fanno certi animali con la pipì… Mastella l'ha fatta nella “cozza”
Così si chiarirà, finalmente, se la sua piscina è a forma di conchiglia oppure di cozza.
IL PAESE. VOI continuate a illudervi che il “”Paese è sano”" e che si tratta di eccezioni. Le eccezioni siamo NOI. Ma forse nemmeno NOI. Quando sono stato consigliere (piccolo piccolo), dopo due anni mi sono dimesso perché mi faceva schifo. VI giuro che quello che vedevo era paragonabile ad una mosca su di un tavolo al ristorante no in un piatto. Eppure sentì la necessità di dimettermi. Bisogna avere coraggio per mangiare la merda! Io non ce l'ho, e tantissimi sono come me e come VOI, sembra facile essere corrotti, non lo è, devi essere tagliato a essere VILE, LADRO, BUGIADO, TRADITORE, e avere una FAMIGLIA CHE TI ACCOMPAGNA E CONDIVIDE CIO' CHE FAI. Provate, e vedrete che non dormirete la notte pensando che i vostri figli potrebbero saperlo (se li avete educati bene, caso contrario verranno come quelli di Berlusconi). Mastella e FAMIGLIA, non è la buffonata che ci fanno apparire OGGI, RACCOMANDAZIONI, c'è ben altro dietro la FAMIGLIA. Silurarono De Magistris perché li indagava, PRODI dov'era?
[...] “Lady Mastella”, sottoposta al divieto di dimora in Campania nell’ambito dell‘inchiesta Arpac. Fino a Pietro Mastranzo, coinvolto nell’inchiesta su Napoli est. Senza dimenticare gli [...]