Interni

L’Europa ha votato: in Italia c’è libertà di espressione

21 ottobre 2009

Con la risoluzione dell’ Europarlamento di oggi si apre un nuovo scenario. Se è l’ UE che deve garantire la libertà di stampa nel nostro Paese siamo messi davvero molto male.

Bocciata per tre voti la mozione sulla libertà di espressione in Italia presentata dall’Italia dei Valori al Parlamento Europeo. La risoluzione, nonostante tutti i pronostici, non è passata: gli emendamenti di stamattina invece avevano ricevuto tutti un voto positivo dall’Aula. Bocciata anche l’altra risoluzione, quella presentata da popolari, conservatori ed euroscettici. Nella risoluzione del centrosinistra si punta il dito contro i conflitti di interesse in Europa ed in particolare contro «la situazione italiana», vengono «deplorati le pressioni» contro giornali italiani ed europei da parte delle autorità di governo italiane« e si chiede alla Commissione Ue una direttiva sul pluralismo. Il centrodestra ricordava invece le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che invitava a non usare Strasburgo come »istanza di appello« delle decisioni nazionali, e poi concludeva che »la libertà di stampa è un valore fermamente stabilito« in Italia. Ma non solo, sul tavolo c’è anche un pacchetto di emendamenti che il Ppe ha presentato per modificare la risoluzione del centro sinistra, inserendo un riferimento alle parole di Napolitano ed il suo ruolo di garante della Costituzione. A mezzogiorno la plenaria ha iniziato votando la risoluzione del centro destra quindi, è toccato agli 11 emendamenti del Ppe al testo del centro sinistra. Infine è stata votata quest’ultima risoluzione, con le eventuali modifiche apportate

DESIDERI IRREALIZZATI – Il voto di oggi al Parlamento europeo sulla libertà di stampa in Italia «si risolverà solo in una condanna morale verso il nostro Paese che non servirà assolutamente ad aprire un dibattito serio sulla concentrazione dei media in Europa. E la responsabilità è tutta del gruppo socialista». Così il capodelegazione degli eurodeputati del Pdl nel Ppe, Mario Mauro, aveva spiegato la posizione del suo gruppo, che ha deciso di presentare una sua propria risoluzione oltre a quella dei gruppi del centrosinistra. «Si profila un Parlamento europeo spaccato in due – ha detto Mauro nel corso di una conferenza stampa – che avrà come risultato quello di rappresentare l’Italia come il ‘mostro’, senza la possibilità di aprire un dibattito serio di respiro europeo, e con il solo obiettivo di colpire il singolo Paese e il suo governo». Mauro ha quindi affermato che «il Ppe è pronto a impegnarsi sul fronte di un dibattito sulla concentrazione dei media in Europa», anche se ieri il presidente del Ppe, Joseph Daul, ha affermato di essere contrario all’ipotesi di una direttiva europea. «In Europa – ha aggiunto Mauroabbiamo il gruppo Murdoch da 32 miliardi di dollari, il gruppo Bertelsmann da 12,5 miliardi, ma sembra che il gruppo Mediaset da 5 miliardi sia l’unica minaccia per la libertà di informazione. In realtà si vuole solo colpire Berlusconi»

10 commenti a L’Europa ha votato: in Italia c’è libertà di espressione

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  3. Tetsuo

    Le votazioni e le decisioni vanno rispettate qualsiasi sia l'esito… quindi anche sfavorevole come adesso.

    Per rispondere all'ultima affermazione di Mauro, non sapevo che il proprietario del gruppo Murdoch ed il proprietario del gruppo Bertelsmann fossero presidenti del consiglio nel loro paese.

  4. makia

    Direi che, aldilà delle solite prove di forza tra i due schieramenti Ue, sia molto più ragionevole che sia proprio il Parlamento italiano a votare per risolvere l'annoso problema del conflitto di interessi ( ammesso che ne sia capace )

  5. ipazia

    A quale geniale intelligenza sarà venuto in mente di chiedere la condanna di pulsioni e di comportamente predittatoriali a personaggi provenienti da tutte quelle organizzazioni fascisto-nazistoidi che con l'ausilio dei soliti servizi ben conosciuti si sono impadroniti del potere in tutti i paesi nati dalla fine dell'Unione Sovietica? A un dipresso sarebbe come chiedere alle volpi di condannare le stragi nei pollai.Il suddetto sagace cervello ha mai soppesato le conseguenze della votazione?Un Berlusconi condannato avrebbe utilizzato il pronunciamento per compattare ancora di più la proprie truppe a difesa della povera italianità dileggiata;il Berlusconi assolto volgerà l'esito favorevole a lanciare la solita tambureggiante campagna mediatica a dimostrazione che tutte le accuse che gli vengono rivolte sono false e quindi strumentali.Chi sarà stato sto cervello?

  6. Premesso che il mio sogno ricorrente negli ultimi mesi è che l'Italia intera venga commissariata dall'Ue, sono anche consapevole che questo è solo un sogno. E quest'Europa non è che sia sto paradiso terrestre. Ad ogni modo.

    L'unico tentativo sensato sarebbe stato chiedere una legge europea sul conflitto di interessi, se davvero gli europarlamentari si sentono in grado di fare qualcosa di serio.

  7. Tanto per spezzare una grossa e pesante lancia sulla testa di Mauro: da quando Murdoch non è più il Presidente degli Stati Uniti (insomma, quasi) questi hanno fatto un balzo enorme nella classifica di Reporters Sans Frontieres.
    Quando Rupertino si ritaglierà un ruolo ugualmente invasivo anche sulla scena politica europea allora ce ne occuperemo.

  8. rebyjaco

    Forse la richiesta di una condanna era eccessiva. Qui non c'è quello che si può chiamare CENSURA, c'è un soggetto (Psicopatico quanto si voglia) che controlla la maggior parte dell'informazione, l'ammaestra, la distorce, e la utilizza a proprio beneficio. Però se Vuoi, puoi scrivere esattamente il contrario. L'argomento è scivoloso però sostanzialmente è così. L'IDV., ha fatto bene a sollevarlo e la prossima volta quando Berlusconi avrà esagerato( che succederà inevitabilmente) questo antecedente potrà pesare sulla bilancia della giustizia.

  9. nicknamemadero

    Io ho un dubbio: che questo della libertà di stampa non sia che un ennesimo argomento della solita battaglia politica tra schieramenti opposti. Che la risoluzione presentata al parlamento europeo non ha fatto che estendere a livello di Ppe e di Psoe. Quanto alla classifica di Reporters sans frontiers, il salto di venti punti in un colpo solo degli Stati Uniti ad un anno dall'elezione di Obama (suo grande successo personale dopo il nobel per la pace) la dice lunga sulla sua attendibilità: non è lo stesso Obama che in campagna elettorale buttò fuori giornalisti dal suo seguito perché non graditi, e che si rifiuta di avere contatti con una rete televisiva (Fox News) della quale Anita Dunn, capoufficio stampa della casa bianca, ha detto:”agisce spesso come una divisione del partito repubblicano e la tratteremo come un partito di opposizione”?

  10. ambrigiobrambilla

    Negli Usa la situazione in questi anni è rimasta immutata. A cambiare è stato solo il presidente che, con l'elezione del cd “negro magico”, ha prodotto l'immediata impossibilità di attaccare la casa bianca.
    Premio oscar alla migliore sceneggiatura a Goldman e Sachs.

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