Hamillton, quando il debito crea una nazione

06/07/2012 - La lezione del primo Segretario del Tesoro degli Usa è ancora attuale

Hamillton, quando il debito crea una nazione

L’Europa ha bisogno di un Alexander Hamilton? Il primo Segretario del Tesoro degli Usa unificò il debito dei 13 Stati, una mossa decisiva per la sopravvivenza della giovane Nazione. Un esempio che potrebbe servire per la crisi dei debiti sovrani che da due anni paralizza l’Unione europea.

IL DEBITO FA BENE - Alexander Hamilton nacque sotto la Corona britannica, nelle Antille. Arrivato negli Stati Uniti per proseguire gli studi che non poteva permettersi nei luoghi natali, Hamilton si unì rapidamente alle truppe nordamericane che in quegli anni lottavano contro i dominatori inglesi. Dopo esser entrato nello staff di George Washington, la carriera di Hamilton esplose. Il nemico però fu studiato molto bene dal futuro Segretario di Stato. Particolarmente impressionante per Hamilton fu la fondazione della Banca di Inghilterra decisa da Guglielmo Terzo dopo la fine della Gloriosa Rivoluzione. Le finanze del regno erano in gravi difficoltà, e per sostenere il conflitto coi francesi il re inglese inventò i bond, ovvero titoli di debito statali offerti a finanziatori privati. Chi avrebbe dato soldi alla Corona avrebbe ottenuto tassi di interesse particolarmente vantaggiosi, resi ancora più attraente dalla sovranità dell’emittente. Lo Stato non può fallire, e quindi può dare sempre indietro i soldi a chi li ha prestati in precedenza. La Banca di Inghilterra, allora gestita di privati, fu fondata per gestire il commercio del debito statale, e grazie a questa scelta fu garantita la vittoria contro la Francia, come riconobbe già Jean-Baptiste Say, il più autorevole economista transalpino dell’epoca. Secondo lo storico Walter Russell Mead la creazione del mercato obbligazionario statale cambiò il paradigma dell’intera società britannica. “I debiti statali furono trasformati in un vantaggio, perché permisero la crescita di un fiorente sistema di credito privato, diventato possibile grazie alle garanzie offerte dai bond sovrani. Fu allora posata la pietra fondamentale del futuro impero britannico. ”

SFIDA AMERICANA - Le potenzialità del debito statale finanziato da attori privati fu subito compresa da Alexander Hamilton, che diventò il primo Segretario al Tesoro della storia americana affiancando il presidente George Washington. Dopo la rivoluzione statunitense e la vittoria sulla Gran Bretagna le allora 13 colonie diventate Stati indipendenti si trovavano schiacciate da una montagna di debiti. Dopo una feroce lotta contro gli Stati del Sud, timorosi di venire schiacciati da un centro troppo potente, Hamilton riuscì a imporre la ricetta che aveva reso potente il Regno britannico. Per compire il suo obiettivo il governo dovette accettare, su richiesta esplicita della Virginia, il trasferimento della capitale statunitense da New York City ad una nuova città adagiata sulle rive del fiume Potomac, ovvero Washington Dc. Il prezzo fu pagato per convincere gli stati in surplus ad accollarsi anche il debito le cui finanze erano state dissanguate dalla guerra di Indipendenza. Il Segretario del Tesoro creò allora i primi Treasury Bond, titoli di debito comuni per la Federazione appena nata, emessi dalla First Bank of America. La vittoria di Hamilton fu però solo parziale, visto che la banca fu creata per un periodo di soli 20 anni. Il funzionamento del primo nucleo della futura Fed venne reso possibile grazie alla condizione di ricevere una parte dei prestiti tramite oro od argento, visto che all’inizio il governo americano non aveva potuto garantire liquidità al nuovo istituto. Grazie a queste riserve la First Bank of America aveva ottenuto il capitale necessario per poter garantire i suoi titoli di debito. La prima banca centrale degli Stati Uniti era però privata, e i suoi compiti principali rimanevano il sostegno alle attività commerciali. Uno dei compiti principali delle attuali banche centrali, ovvero l’emissione della moneta, era stato suddiviso. La First Bank of America poteva offrire solo il 20% della moneta, mentre il resto era emesso dalle banche statali. Un’ulteriore differenza era che le sue azioni, in mano completamente private, potevano essere detenute anche dagli stranieri, che però non avevano diritto di voto.

 

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