Digita nel campo del motore di ricerca di google: https: / / www.google.com/voice/fm/*. Fermati un attimo a riflettere sui risultati, poi torna a leggere questo pezzo.
Pensate se ai tempi della liason tra la D’Addario e Berlusconi googlevoice fosse stato già una realtà, anche in Italia. Ecco, immaginate, pure la bella Patrizia come una smanettona sempre al passo coi tempi. In questa ipotetica situazione spazio tempo modo, ora forse non ci sarebbe alcun registratore da ringraziare in un gruppo su facebook. Almeno per raccontarci tutti i dettagli della telefonata mattutina con il premier, la bionda escort avrebbe potuto semplicemente condividerla pubblicamente con un link, quello all’mp3 della sua conversazione con Papi. Non avendo ancora sperimentato non ne siamo sicuri, ma voci americane lasciate sul forum di supporto al servizio ci fanno intendere che non necessariamente sarebbe stato indispensabile che il papi ne fosse informato. Patrizia avrebbe potuto sharare la loro breve chiacchierata sul suo ipotetico blog senza troppi problemi, almeno non proprio immediati. Addirittura ci sarebbe anche potuto capitare di rintracciarla da soli, cercando sul motore di ricerca, e perché no, scaricarla e metterla altrove. Non solo: avremmo anche avuto la possibilità di parlare con Silvietto pure noi, gratis o quasi, perché quel gran fetentone di Mountain View non guarda in faccia nessuno e magari ci avrebbe consentito di vedere il suo numero telefonico unico virtuale.
SCIENZA, NON FANTASCIENZA – Fantascientifica? No, non del tutto. Qualcosa di simile potrebbe essere già accaduto oppure è stato solo un test, una simulazione, chissà. Quando qualcuno se n’è accorto, ad ogni modo, c’è stato quasi il panico. Il problema si poteva notare già da tempo, e difatti qualcuno l’aveva già fatto, ma l’allarme vero in rete è scattato solo ieri, forse dopo che un sito di tecnologia, engadget.com, ha acceso i riflettori sulla questione. In sintesi, alcune telefonate effettuate con il nuovo servizio negli States sono tutt’ora indicizzate da google sul suo motore di ricerca. Così anche le trascrizioni di alcune chat vocali. Ricordiamo sommariamente, anche se è probabile che siate informati meglio di noi, che Google Voice si propone di semplificare la gestione delle funzioni di telefonia. Gli utenti, che per ora possono accedervi solo tramite invito, ricevono un numero di telefono virtuale che si può conservare per la vita, che può essere unico, cioè raccogliere in sé tutti gli altri propri (quello di casa ed ufficio ad esempio). Gratis o a bassissimo costo si possono inviare sms e parlare da pc a pc e da pc a telefono–(più o meno). Inoltre l’applicazione è già disponibile anche per alcuni tipi di telefonini e smartphone basati sui sistemi operativi Google Android e BlackBerry, e presto sarà attivo anche sull’ iPhone, con il nome di Google Voice for Mobile.
IN PRATICA SUCCEDE - Ciascun utente può scegliere se pubblicare le proprie chiamate su un sito esterno, e, oggi come oggi, può indicare a google se renderle rintracciabili a chiunque oppure no. Quest’ultima opzione però sembra essere piuttosto recente, e sembra essere questo il problema: non sarebbe stato sempre così. Spieghiamo meglio: digitando nel campo del motore di ricerca: https: / / www.google.com/voice/fm/ * scopriamo l’esistenza di circa trenta conversazioni, tra chat vocali e vere e proprie telefonate, disponibili all’ascolto, alcune anche alla lettura. Sono poche. Ed è per questo che ieri inizialmente il web ha pensato si trattasse di archiviazione ed indicizzazione random, situazione evidentemente poco piacevole anche questa, oppure, nel migliore dei casi, di test. Comunque sia, seguendo i link capita non solo di poter ascoltare gli mp3 delle conversazioni, ma per certi casi anche di poter legger nome e numero telefonico degli interlocutori. Quello virtuale di google voice, ovviamente. In un commento rilasciato il 28 settembre da Vincent, un dipendente del gigante di Mountain View, in risposta ad un utente allarmato sul forum di supporto del servizio che abbiamo già citato, si legge: ”Visto che l’idea originaria di postare una chat vocale era proprio quella di condividerla con il pubblico, non abbiamo limitato l’indicizzazione di quei messaggi che gli utenti scelgono di pubblicare sul web, ma possiamo certamente capire che qualcuno voglia renderli noti sul proprio sito, ma non rintracciabili fuori, con il motore di ricerca. Per questo abbiamo operato una modifica, in modo che ciascuno possa decidere se farli trovare oppure no dal motore di ricerca“



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Addio privacy!
…però a volte la violazione potrebbe essere garantita per una giusta causa…
si aprono nuove prospettive inimmaginabili per gli amanti degli scherzi telefonici
Successe la stessa cosa con Gmail, se vi ricordate.
Tanti utenti americani (che ho letto nei forum e negli aggregatori) che hanno maggiori possibilità di sperimentare googlevoice rispetto a quante ne ho io non sono d'accordo con me. Io credo che le conversazioni indicizzate e quelle tutt'ora rintracciabili, anche per la data, potrebbero benissimo essere test. Quello che c'è di sbagliato, se così fosse, è la spiegazione lasciata sul foum dal dipendente di google, che magari doveva esprimersi meglio. Da molti è stata interpretata in questo modo: “la modifica è stata operata il 28 settembre, dopo che un utente si è lamentato”. Per me forse il tizio di Mountain View si riferiva ad un periodo precedente, magari proprio a quello successivo al test del servizio. D'altro canto, se invece fossero state in passato indicizzate chatmail e num telefonici di persone comuni che nn avevano l'opzione di poter scegliere se lasciar trovare le proprie chiacchiere al motore di ricerca oppure no, beh, allora è un problema. Allo stesso modo è interessante la domanda che indirettamente si pone l'utente che ho citato: se io parlo con tizio in una telefonata posso postarla, renderla pubblica e indicizzabile senza il suo consenso? Forse quando avrò la possibilità di rispondere a questa domanda per esperienza diretta google avrò risolto tutti i bugs eventuali