Il futuro è dei nativi digitali

di - Secondo il ministro dell'istruzione i giovani dovranno alfabetizzare gli adulti

Il futuro è dei nativi digitali
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Il Paese deve cominciare a riflettere, dobbiamo porci il problema di come colloquiare con gli studenti”. Con queste parole il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha aperto il suo intervento alla presentazione della ricerca del Censis “I nativi digitali”, uno spaccato sull’influenza delle tecnologie digitali sui ragazzi nati tra il ’90 e il 2000, in relazione all’apprendimento e promossa dalla Regione Calabria, Assessorato alla Cultura.

REALTA’ BI-DIREZIONALE - “Noi facciamo parte di un mondo unidirezionale, dove la scuola per noi era: docenti da un lato e discenti dall’altro. Oggi i canali sono bi-direzionali.” con queste parole il Ministro ha suggerito una visione totalmente nuova del sistema scolastico secondo la quale si arriverà all’alfabetizzazione degli adulti ad opera dei giovani. Secondo Profumo grazie all’uso degli strumenti digitali i libri possono essere “adattati” in file e riadattati a favore degli studenti seguendo il loro linguaggio per un cambiamento dalla base.

 

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DIVERSA ATTENZIONE - Profumo ha invitato gli insegnanti a usare la propria creatività nell’introduzione della tecnologia nella scuola, la rivoluzione per cambiare il mondo dell’istruzione. A mancare è solo il coraggio. Mancanza stupida visto che parliamo di bambini che a differenza dei padri hanno iniziato a maneggiare il telecomando senza istruzioni. I ragazzi oggi hanno una soglia d’attenzione più limitata rispetto agli adulti perché ormai sono abituati in maniera diversa. Niente più libri, solo internet. L’apprendimento arriva passo passo e l’esperienza ha un valore fondamentale.

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INTERNET E’ LA CHIAVE DELLA CONOSCENZA - E’ cambiato anche il luogo in cui i ragazzi s’incontrano. Niente piazze, ma via di social network, uno strumento che ha avvicinato i confini rendendo le persone sempre vicine e reperibili. Il Pc è diventata la nuova bocca della verità in quanto sono presenti le risposte a tutte le loro domande, e la connessione a internet è la chiave per entrare in possesso della conoscenza.  Purtroppo questa conoscenza mordi e fuggi ha come effetto collaterale quella di arrivare a un notevole impoverimento lessicale. Giuseppe Longo, Professore della Teoria dell’Informazione a Trieste, ha spiegato che l’uso delle tecnologie ha provocato una trasformazione silenziosa e radicata nell’uso del lessico da parte dei giovani. Ora i libri sono solo una delle fonti a causa della capillarità della rete. Questi cambiamenti sono il segno dell’uso della materia digitale. Manca la formazione ed è su questo che si dovrebbe investire,

DOV’E’ LA BANDA LARGA? - Questi cambiamenti non sono il segno di una conoscenza approfondita della materia digitale, ma solo dell’uso che se ne fa. I giovani colgono la dimensione dell’interfaccia ma hanno bisogno di formazione. Secondo Riccardo Luna, Editor di Repubblica è necessario investire sull’agenda digitale. Il Governo deve dare risposte sulla banda larga e lo sviluppo del digitale così che il “contagio” avvenga da genitore a figlio. Secondo il Presidente del Censis Giuseppe De Rita, invece, tutto è riassumibile nella mancanza di punti di riferimento nella scuola. Oggi il rapporto verticistico ha lasciato il posto a un rapporto orizzontale, immediato, momentaneo, senza prospettiva. Niente impegno, niente concentrazione. Questa la realtà della scuola oggi ed è necessario che vi siano integrazioni e cambiamento.

I DATI - Questi invece i risultati della ricerca. L’uso del pc e l’accesso al web hanno effetti positivi sull’apprendimento. I dispositivi digitali sono sempre più diffusi ma il libro non scompare. L’appeal della scuola e’ debole sui ragazzi anche nel caso in cui disponga di tecnologie. La ricerca è stata e realizzata su 2.300 studenti calabresi tra gli 11 e i 19 anni e su 1800 genitori. Benche’ focalizzata solo sui ragazzi di questa regione, è la prima in Italia che consenta di confrontarsi su un tema come l’impatto delle tecnologie sull’apprendimento delle generazioni immerse fin dalla nascita nelle nuove tecnologie digitali. Secondo l’indagine, il 72% degli studenti calabresi ritiene che l’uso del pc e l’accesso al web hanno effetti positivi sull’apprendimento (la percentuale sale al 76% fra gli studenti piu’ grandi); per contro un 39,7% e un 33,5% considerano negativi, rispettivamente, gli effetti sulla volonta’ di studiare e sulla capacita’ di concentrazione e riflessione.

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1 Commento

  1. ernest ameglio scrive:

    E venne il Congresso di Vienna che decise, contrari Popolo e Governo di Liguria, l’annessione (scrive il De Negri «tra tutte la più odiosa») al Regno sabaudo di Sardegna. Con le Regie Patenti del 23 gennaio 1816 re Vittorio Emanuele I abbassò le code dei grifoni che reggono lo stemma di Genova. Gravissimo fu il Sacco di Genova dei primi dell’aprile 1849 quando Genova fu abbandonata per 36 ore al saccheggio dei bersaglieri guidati da Alfonso Ferrero di La Marmora. In una lettera scritta in francese, Vittorio Emanuele II si complimentò con La Marmora per aver ben operato a Genova e definì i Genovesi «vile e infetta razza di canaglie». Gli eredi maschi di Casa Savoia sono rientrati. E visto che gli eredi ereditano non solo gli onori ma anche gli oneri, il senatore della Repubblica italiana Aleandro Longhi ha chiesto al Governo se esistano elementi concreti per riconoscere il danno subito dalla città nel 1849 e chiederne il risarcimento ai Savoia.
    Noi, i Liguri!Riprendo il discorso intrapreso in merito della celebrata unificazione nazionale e la nozione equanime del Nord per semplice polemica. Tuttavia, rivendendo il passato, il mio, e l’attuale situazione, mi pongo la seguente domanda : gli effetti concreti di questa unificazione, conviene veramente al Nord? Non la paga con un prezzo eccessivo? . E’ evidente che in fondo si limita a una questione di soldi, i quali, a quanto pare, sono soggetti a una forza forze di forza di gravità di senso unico: Nord – Sud! . Il presidenti fa appello alla solidarietà e a l’equità in un paese dove per solidarietà significa sottrarre soldi altrui e per equità valersi persino di malattie inesistenti. Questa mia non è un pro memoria pro Lega Nord . La Padania rimane un pretesto sproporzionato, rivolto ad una regione ben definita, a volte con accenni grotteschi. La Padania è ormai passato. Il Nord, del quale, ieri sera a Porta a Porta, è altra cosa, del quale si sono fatti accenni significativi. E’ il Nord delle quale esistono tracce, anche se Il 1849 è lontano!E rilevante di ricordi solo in apparenza estinti. Rimane valida una libera consultazione diretta delle regioni italiane, affiche esprimano liberamente se sono desiderose di un’altra sistemazione conveniente alla loro indole, con leggi più consone alle loro abitudini. Per alcune prevarranno quelle più vicine ai popoli del nord, magari troppo rigorose per altre che prediligono un’ esistenza con ordinamenti giudiziari meno obbligatori offrendo loro l’impressione di godere maggiore libertà. Magari nel disservizio civico e la spazzatura come giardini pubblici!. Come popolo, abbiamo un passato che ci unisce e ci disunisce. Finiamola di riempirci la bocca con argomentazioni letterarie citando democrazia e costituzione; argomenti riduttivi al beneplacito del clero e delle classi che trovano il loro interesse in una unione che apparentemente ci soffoca. La Padania è vanità campagnola: ceda il posto alla Voce del Nord Libero. Sicuramente i Sardi saranno col Nord ! Non per ignoranza o codardia, ma perché desiderosi essi pure, di non continuare di vivere in una nazione della quale una parte consistente è nelle mani dei facchini, o dei prevaricatori. Perché il popolo, che dovrebbe possedere il potere, non potrebbe usarlo liberamente? Ameglio

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