Berlusconi-Scapagnini, le intercettazioni de l’Unità

19 ottobre 2009

Piange il telefono per Silvio Berlusconi e l’ex sindaco di Catania, Umberto Scapagnini. L’Unità, alle pagine 4-6 dell’edizione di oggi, pubblica un lungo articolo che dà conto dell’inchiesta aperta nella città siciliana sull’utilizzo dei fondi governativi per ripianare il buco di bilancio del Comune: 140 milioni di euro stanziati “per opere non finanziabili né vendibili“, oltre a una delibera ad hoc del Cipe di cui non si trova traccia. E in più un’intercettazione tra il ragioniere del municipio, Francesco Bruno e l’attuale sindaco Raffaele Stancanelli. Dice il primo cittadino: “Rimanga tra me e lei. Mi ha telefonato Berlusconi in questo momento. Siamo in condizione di avere il valore del patrimonio che possiamo vendere?“. Sì, risponde l’altro. Il sindaco continua: “Quello che si può vendere, che loro acquistano subito, immediatamente e mi danno i soldi. Non sappiamo chi. Vuole la scusa, sta aspettando la mia telefonata“. Il ragioniere replica: “Il 90% sono beni indisponibili, eh un valore di massima ce lo inventiamo eh?”. E Stancanelli ribatte: “Lui mi dice ‘tu mi devi dire in linea di massima’…“.

Da qui, scrive l’Unità, è arrivato l’avvio di due inchieste, una per abuso d’ufficio e una per il buco di bilancio, nelle quali – è bene sottolinearlo – Berlusconi non è coinvolto. Per quella sul buco di bilancio è stato chiesto il rinvio a giudizio di Scapagnini e di diciotto tra assessori e impiegati del Comune. Il governo comunque ha consigliato per evitare il fallimento al Comune di usare i fondi FAS per una lista di opere pubbliche da finanziare. Il Cipe, dieci giorno dopo l’atto del municipio, vara con la delibera numero 92 “il finanziamento di 140 milioni di euro. Sulla base di cosa? Di una lista di opere, dice il sindaco. Solo che – denuncia Report – quella lista è una rappresentazione virtuale, la delibera numero 92 non la conosce nessuno, sul sito del Cipe si passa dalla 91 alla 93. Stancanelli lo aveva confessato davanti alle telecamere: “Abbiamo inventato un elenco di cose per avere 140 milioni…c’è stato un accordo”. Appunto, quello che si evince dalla telefonata“, conclude l’Unità. Anche nell’occasione, poco altro da dire.

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La chicca di oggi è la prima pagina del Giornale, da dove spunta un poderoso articolo a firma Claudio Brachino in cui si parla dello scandalo dei calzini turchese.  ”Tre domande al giudice Mesiano”, si intitola con fantasia impressionante. Enjoy!

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