La strana morte di Yasser Arafat
di Maghdi Abo Abia - Intanto aumentano i dubbi sulla fine del leader di Fatah
Ieri avevamo parlato di un’inchiesta realizzata da Al Jazeera secondo la quale la causa di morte di Yasser Arafat risiedeva nell’avvelenamento da Polonio, la stessa sostanza radioattiva che ha ucciso la spia russa Aleksandar Litvinenko.
NESSUNA ANALISI ULTERIORE - Per verificare i risultati delle analisi condotte a Losanna e diffuse dal network qatariota sarebbe necessario riesumare il cadavere del leader di Fatah per analizzarlo, ma questo al momento non verrà fatto. Come conferma Slate non verranno effettuate analisi biologiche perché i reperti autoptici non sono stati conservati dai medici militari francesi. Eppure negli effetti personali del leader palestinese sono stati trovati insipegabili livelli di Polonio-210.
COLPA DELLA CID - I medici francesi che avevano in cura Arafat esclusero categoricamente a fine 2004 la possibilità di un avvelenamento. Arafat per loro era morto a causa di una patologia sanguigna conosciuta come “Cid”, “Coagulazione intravascolare disseminata”, una gravissima patologia caratterizzata dalla presenza nel sangue di numerosi trombi. Qualcuno parlò anche di una cirrosi epatica dovuta all’abuso di alcolici. Il governo francese dell’epoca rifiutò di togliere il segreto sulla cartella clinica del leader dei palestinesi e le uniche voci sicure erano relative a una grande alterazione del suo stato generale con gravi disturbi digestivi.
LEGGI ANCHE: Yasser Arafat è stato avvelenato dal polonio?
PROBLEMI AL FEGATO - I medici decisero in occasione del ricovero all’ospedale militare di Percy di mandare il paziente al reparto di rianimazione anziché a quello di terapia intensiva a causa del timore di lesioni epatiche che richiesero una biopsia che di fatto escluse qualsiasi coinvolgimento dell’alcol. Durante la degenza la cartella clinica venne diffusa da Leïla Shahid, rappresentante dei palestinesi in Francia, la quale confermò l’assenza della leucemia. Va ricordato inoltre che Arafat negli ultimi giorni della sua vita soffrì di una violenta emorragia cerebrale che lo portò in un coma profondo che rese il suo quadro clinico totalmente irreversibile. A quel punto si iniziò a parlare di cancro, visto gli ultimi sintomi.
NESSUN’ANALISI SUL POLONIO - Gli esami hanno dimostrato che Arafat non venne infettato né da una colonia batterica né da un virus. Inoltre non è stato possibile dimostrare con certezza che l’avesse ammazzato un cancro. Inoltre va anche detto che l’equipe militare si è avvalsa visto il paziente delle migliori eminenze nei campi di riferimento. Per questo l’analisi promossa da Al Jazeera cozza e non poco con le evidenze dell’ospedale militare di Percy. Anche perché Arafat venne sottoposto ad esami per verificare se era stato irradiato con raggi alfa, beta e gamma senza però controllare che fosse stato “trattato” con il Polonio-210.
RIESUMATELO - Come detto, l’unico modo per arrivare alla verità è esumare il cadavere di Arafat. Lo chiede la moglie secondo la quale “questo è l’unico modo per arrivare alla verità, richiesta dai musulmani e dal mondo arabo”. L’autorità palestinese dal canto suo ha dato il benestare per l’esumazione del corpo sepolto a Ramallah, anche se come confermato dalla Bbc altri funzionari palestinesi hanno dichiarato che al momento non c’è nessun piano di esumazione del cadavere di Arafat.
TRACCE OVUNQUE - Ricordiamo in breve la storia. Arafat, secondo al-Jazeera, era in buona salute fino al 12 ottobre del 2004, quando si è ammalato per poi morire a Parigi l’11 novembre successivo. Al termine di un’inchiesta durata nove mesi, al-Jazeera rivela che gli abiti, lo spazzolino da denti e persino la kefiah del leader palestinese contenevano livelli di polonio superiori alla norma. Gli oggetti personali di Arafat, consegnati ad al-Jazeera dalla vedova del leader palestinese, sono stati analizzati dall’Istituto di radiofisica di Losanna, in Svizzera.
COS’E’ IL POLONIO - “Abbiamo riscontrato un inspiegabile elevato livello di polonio-210 negli oggetti personali di Arafat – ha affermato Francois Bochud, direttore dell’Istituto – che contenevano tracce di fluidi biologici”. Il laboratorio non ha trovato dopo una prima analisi nessun metallo, ma a una ricerca più approfondita è spuntato fuori il polonio, scoperto da Marie Curie nel 1898, elemento altamente radioattivo usato come propellente per i mezzi spaziali che uccise la figlia della Curie, morta per una leucemia causata dall’esposizione all’elemento radioattivo.
LEGGI ANCHE:
- A Gaza tra orrore, distruzione e murales
- L’Italia fa scuola: la censura uccide la satira in Palestina
- I giovani di Gaza mandano tutti a farsi fottere






















Fumava?
Le comuni sigarette contengono Polonio-210.