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Venticinque milioni comunque li davo a Prandelli

19 ottobre 2009

Il campionato un tempo della domenica usciva col sabato

Perché la Fiorentina è squadra organizzatissima, oltre che tignosa. Basti pensare ai movimenti di Vargas e Jovetic in occasione del loro goal. Movimenti senza palla in grado di lasciare sul posto la difesa schierata persino ad uomo su di loro, facendo sembrare un bleccaut di reparto quella che invece rivista alla moviola è stata una gran bella giocata. C’è una Juve-Fiore reale e una Juve-Fiore percepita. Durante, sfido qualunque juventino a non aver pensato male della propria squadra e bene dell’avversario. A non aver tirato un sospiro di sollievo al fischio finale, meno male sia andata così. Poi vai a rivedere quel che è successo e scopri che in fondo abbiamo avuto più occasioni di loro e avremmo potuto anche vincere con un pizzico di fortuna in più.

IL GRANDE RITORNO - La vera partita s’è disputata negli studi radiofonici di Stefano Discreti venerdì sera. Con una lunga intervista a Luciano Moggi. Premessa: con Moggi i moggiani devono fare più che le vedove le Marie Maddalene. Dire sempre di si, e se proprio hai per sbaglio qualcosa di tuo da obiettare è perché, come le meglio puttane, quella volta che hai detto di no è perché non avevi capito. Questo è, perché alla lunga anche se hai ragione sta sicuro che al terzo giorno che ci pensi sopra vedi che lui poi risorge e devi chiedere scusa. Amen. Nella tana più simpatica ed organizzata del tifo della Juventus, la combriccola romana (ovviamente per radio, ed ovviamente ogni riferimento è cercato), s’è tenuta aggratis una lunga lectio moggiana. Nella quale è venuto fuori un bel po’ di roba. Che Melo a 25 mln di euro è stato strapagato, ma insisto: erano quelle le cifre di mercato, basti vedere i ventuno che voleva l’Udinese per l’italianissimo D’Agostino. E che bisognerà pur mettersi d’accordo su di un punto. Magari le cifre di valore non sono quelle ma le cifre reali non sono quelle di valore, sono quelle che in quel momento girano. Che Lavezzi non è da Juve, lo dissi a Giugno, che Diego è più centrocampista, lo dissi da subito, che Corvino va bene ma in fondo non è completo ed è un rozzo, sa far di conto quando serve e non sa far di conto quando serve per le scartoffie, che le squadre si fan più di fantasia che di portafoglio, d’accordo, che Cri Cri Ronaldo a 17 anni era di Moggi mentre gli altri pettinavan le bambole, che lui si sarebbe tenuto Zanetti ma quello voleva un triennale ed è sempre rotto, non era il caso, che a Napoli sono in panne col processo perché non sanno come farlo andare avanti senza umiliare la pubblica accusa e questo si sapeva da un pezzo. Che poi qualche tecnico del diritto dovrebbe spiegarmi come è possibile utilizzare intercettazioni, che per legge debbono valere solo per un procedimento, scartate da Maddalena nel 2005 per il procedimento che le aveva autorizzate. Che a Napoli valga ciò che a Torino han cestinato. Che a Napoli sono in difficoltà e lui non li aiuterà salvando capra e cavoli, accusa e difesa, puntando alla prescrizione. E su questa rinuncia, non sarei così categorico: conta solo il risultato finale. Che soprattutto Moggi sarà il 27 in assemblea azionisti, in quanto azionista e dei maggiori. Il 27 andrà in assemblea, quella che insedierà Blanc in presidenza.

VERITA’ - Lui dice che ci andrà a far casino. Io dico invece che magari ci scappa un compromesso storico. Per vincere occorrono condizione, fortuna e ambiente. La seconda non c’è, la prima non mi sembra del tutto assente, la terza potrebbe esserci. Notasi gli striscioni dei Viking pro Cobolli Gigli. Strani solo per chi non conosce le frizioni del tifo. La (pseudo) divisione tra realisti e nostalgici. Io sono nostalgico ma realista. Moggi ha sempre ragione, la Juve resta al di là di chi ha ragione. Però non riesce a tutti questo guardare avanti non avendo dimenticato nulla. Notasi in sintesi la spaccatura dell’ambiente, perennemente ipercritico verso il presente in nome e per conto del passato. Magari il progetto vincente di cui parla Blanc riguarda anche il coinvolgimento magari a latere della vecchia gestione. Sarebbe un colpo ad effetto degno di nota ed ammirevole. Mi auguro che Moggi in assemblea, con la scusa di andargliele a cantare, di andare a fare l’opposizione, sia un segnale molto più utile di compromesso storico che possa calmare l’ambiente. Quando l’ambiente è coeso, la fortuna arriva. Prendete l’invincibile Inter di sabato sera. Quella che ha vinto rinnegando la sontuosa e strombazzata campagna acquisti: fuori Milito, Etò’o, Motta. Cattiveria, concentrazione ma anche un robusto 4-5-1. Quando si è coperta, ha dominato. Una mezzala dai piedi buoni come Snejder pronta sempre a darla di prima, dote indispensabile quando non hai palleggio ma un gioco cortissimo e acidulo. Fatto di tanta sostanza, difensori sopra la media, mediani di corsa e di governo. E di inserimento. Ma anche, vedi il goal di Stanko (Stanko non è questo del colpo di culo secchione da videotape dello schema “Amelia rinvia sull’esterno“, tranquilli, Stanko è quello che davanti al portiere la tiraccia fuori o la colpisce di naso anziché di testa, se fossi un tifoso dell’Inter gli direi, segna i cinque goal da cinque anziché un solo goal da dieci) e quello di Maicon, assist prodotti da rinvii del portiere o colpi di tacco all’indietro della difesa, una discreta dose di buona sorte. Si vede che se la merita.

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Buffon 6,5 – La sua respinta di mano destra su Miccoli era stata la miglior cosa di tutta la Juve a Palermo. Si ripete distendendosi su Jovetic. Il ginocchio a pezzi non serve a farlo fuori dal campionato: basta a quelli di France Football per farlo fuori dal Pallone d’Oro. Per premiare gli spagnoli, perché quest’anno purtroppo ci tocca e si deve, bisogna fare come le primarie a Corleone: prevenzione.

Grygera 4- Furino a Juve Channel : “Non ci ha capito niente”.

Cannavaro 6- Ordinaria amministrazione. Il fisico non è più bestiale, la freddezza si risolve ad un certo punto con un numero circense, una bicicletta in aria. Senza pedali. Con un cinismo mondano e menefreghista che manco Rossella quando scrive (dei maglioni ) di quando stava a sinistra. Tiene altissimo il reparto anche quando un altro, dinanzi le praterie dei cambi di campo viola, si sarebbe fatto ( tanto basso da farsi ) addosso.

Un commento a Venticinque milioni comunque li davo a Prandelli

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