Nato il 4 luglio
di Redazione - 04/07/2012 - Mentre gli Stati Uniti festeggiano la loro indipendenza, qualcuno si chiede quanto costa
Da quel lontano 1776 gli Stati Uniti non hanno mai smesso di combattere per la loro indipendenza, anche a costo di limitare quella degli altri.
L’INDIPENDENZA - Il 4 luglio del 1776 il Congresso approvava la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti e è questa che si festeggia oggi, la separazione legale delle colonie americane dalla madepatria britannica era già stata sancita il 2 luglio, con il voto della risoluzione d’indipendenza da parte del Secondo Congresso Continentale, che all’epoca rappresentava le 13 colonie della costa orientale. Contrariamente agli auspici espressi da John Adams all’epoca, fu il 4 di luglio ad essere scelto come data-simbolo dell’indipendenza americana e ancora oggi è festeggiato più o meno come aveva previsto questo padre della patria.
Guarda le immagini “I volti dei soldati come non li avevi mai visti”:
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LA TRASFORMAZIONE - Quello che gli americani non potevano prevedere e ancora oggi faticano ad afferrare è invece che la ribellione delle colonie all’imperialismo britannico di sarebbe trasformata prima in una potenza militare e quindi a sua volta in potenza coloniale fino ad assurgere all’attuale stato di unica superpotenza planetaria. Un cammino costellato di guerre che agli americani sono sempre state presentate come legittime, anche se le aspirazioni dei padri fondatori dicevano di pace e di fratellanza tra gli uomini e le nazioni, gli Stati Uniti da allora sono sempre stati un guerra con qualcuno, anche se ufficialmente sempre per colpa del nemico di turno. Una trasformazione che fu veloce e risale ai primi anni dall’indipendenza, perché già nel 1823 il presidente Monroe declina quella dottrina che prenderà il suo nome e che informerà la politica americana nei secoli a venire, quella della difesa dell’interesse nazionale come pretesto legittimo per qualsiasi iniziativa militare contro qualsiasi paese, all’epoca ancora ridotta a teorizzare un “cortile di casa” riservato agli USA e dal quale dovevano essere espulse le potenze coloniali europee.
LA GUERRA PERENNE - Una dottrina che già nel 1845 porterà alla guerra con il Messico per l’annessione del Texas e a una teoria d’interventi così lunga che solo per illustrare quelli che hanno interessato i paesi del centro e Sud America sono stati scritti tomi su tomi. Ad alimentare e a rendere sostenibile questo spirito espansionistico ha sicuramente contribuito fin da subito lo sviluppo della scienza della gestione del consenso, non per niente la moderna comunicazione di massa nasce negli Stati Uniti, grazie alla quale i governi americani non hanno mai avuto troppe difficoltà a raccogliere il consenso dei concittadini quando si è trattato d’andare in guerra. Siano gli indiani delle praterie o Saddam non c’è mai stato problema, quando il governo alza la bandiera della missione civilizzatrice gli americani rispondono sempre con l’entusiasmo di chi vive in un paese fondato sul’immagine dei pionieri che piegavano un ambiente vergine e selvaggio abitato da selvaggi da civilizzare per il loro bene.
LE SOLITE RAGIONI - Il fardello dell’uomo bianco, poi declinato in quello del liberatore e del democratizzatore, piace anche Washington e non c’è stato presidente americano che si sia rifiutato di portarlo un po’ in giro per il mondo, come oggi testimoniano le quasi 200 basi militari americane piantate in giro per il pianeta, anche dove non le vogliono. Un fardello in realtà portato dal soldato americano che, se pur protetto dalla superiorità tecnica e produttiva che sostiene lo sforzo bellico americano, ha calpestato ed è morto sui terreni di battaglia di tutto il mondo.
SOLDATI A PERDERE - Il 4 di luglio è anche la festa dei veterani, che forse sono quelli che hanno di meno da festeggiare. Le occasioni e gli impieghi “civili” offerte dall’apparato industrial militare agli ex-militari possono risultare preziosi,ma solo per alcuni graduati o specialisti, per gli altri ci sono solo magre pensioni governative (a volte) e un’assistenza sanitaria scadente. Una disattenzione alle particolari esigenze di chi offre la sua vita per il paese che la dice lunga sull’onesta della sempiterna retorica sui “nostri ragazzi”, ai quali proprio i repubblicani ultimamente volevano togliere l’assistenza sanitaria governativa per “offrire” loro la possibilità di cercarsene una migliore tra quella offerta dai privati, che ovviamente non smaniano per assicurare i soldati, figurarsi quelli già devastati nel corpo o nella mente . Fu il Vietnam ad aprire una finestra sul problema, che si manifestò insieme alla presenza di migliaia di soldati ritornati dall’Asia in preda a nevrosi e psicosi, quando fatti a pezzi fisicamente. Da allora non è migliorato molto per quelli che hanno scortato la bandiera americana in giro per il mondo. Per loro il 4 di luglio è una festa un po’ così.
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Premesso che del 4 Luglio nn me ne frega niente, che quel giorno a Gettysburg purtroppo la carica di Picket non sfondò le linee nordiste, che nn nutro per nulla simpatie per gli Usa….Mi chiedo di cosa vi lamentate tanto con l’america se nella 1 e nella 2 guerra mondiale il loro interventismo vi ha salvato il culo? Io almeno non sputo nel piatto in cui mangio…Ma la cosa più comica è il link sulla festa dell’indipendenza (liberazione) della Bielorussia, li a leggere l’articolo sembra sia tutto FAVOLOSO!
questo articolo sembra scritto da un sedicenne…