Disabile e mamma: il sogno di Gloria diventa realtà

di - Una donna padovana diventa protagonista di un piccolo miracolo: mette al mondo un bambino nonostante la tetraparesi spastica che la costringe su una sedia a rotelle. La gioia della famiglia. La soddisfazione dello staff medico del Policlinico di Abano Terme. Il messaggio positivo alla medicina internazionale

Disabile e mamma: il sogno di Gloria diventa realtà
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Mettere al mondo un bambino è il sogno di tutte le donne. Farlo non è sempre facile. A volte la nascita di un figlio ha il sapore della sfida e dell’impresa realizzabile solo con il supporto fisico e morale di tante altre persone.

TETRAPLEGICA E MAMMA – E’ il caso di Gloria Dellacasa Bellingegni, 28enne dalla nascita affetta da tetraparesi spastica e costretta a muoversi su una sedia a rotelle, che lo scorso novembre ha dato alla luce una splendida bambina di nome Alessandra. I medici hanno definito l’evento “eccezionale”, il frutto della grande forza di volontà della donna ed anche del lavoro encomiabile dei professionisti del Policlinico di Abano Terme (Padova) che hanno seguito la paziente in ogni fase pre e post parto. Il compimento del sesto mese di età della neonata è stata l’occasione per Gloria per raccontare al mondo la felice esperienza e per i dottori di manifestare tutta la loro soddisfazione per il risultato raggiunto.

“SONO DISABILE, MA NON MI CHIEDO IL PERCHE’” – La mamma è raggiante. Il suo traguardo ha reso la sua disabilità un ostacolo meno difficile da superare: “Ho 28 anni e sono portatrice di handicap da una vita. Sono nata con questo problema non ho capito ancora perché. Momentanemanete non sono più tanto interessata a saperlo. I miei obiettivi – dice Gloria – li ho raggiunti tutti, almeno quelli che mi ero prefissata fino ad ora. E ce ne saranno sicuramente di nuovi. Sono qui perché mi hanno detto che sono diventata importante, da quando ho avuto la bambina”.

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4 Commenti

  1. clare scrive:

    eccola la società italiana: a una madre disabile che farà fatica a tenere in braccio il proprio bambino, ma che voleva necessariamente averne uno (mica è egoismo il suo, no), la maternità è permessa perché “lo voleva così tanto questo bambino” (ed è sposata); mentre, a una coppia che potrebbe ben provvedere ai bisogni di un infante (ed entrambi i genitori potrebbero, non solo uno) non viene permesso solo perché dello stesso sesso.
    Tra l’altro pare una fantastica madre quando dice “Più che altro gli altri si ponevano il problema di come avrei fatto a seguirla dopo. Gli ho sempre risposto che mi avrebbe aiutata molto mia figlia, infatti così è. Lei penso che sia già consapevole che sua madre ha dei limiti oggettivi e che può arrivare fino ad un certo punto. Cerca di essere più collaborativa che può”.
    Per quanto mi riguarda può anche sfornare figli finché non finisce in menopausa, quello che mi indigna è solo l’ipocrisia che imperversa sempre in Italy-Wonderland

    • Cri scrive:

      In effetti ” sfornare” è una gran bella parola…complimenti per la delicateza!…Perchè due persone dello stesso sesso sarebbero capaci di crescere meglio una bambina? Solo perchè abili?…hai fatto un paragone assurdo, tirando in ballo altre situazioni di vita che nulla dovrebbe togliere a questa…..io ho sempre pensato che non esista un sesso o una condizione fisica che impedisca di esser un buon genitore: (avere dei limiti fisici non è colpa di nessuno e cn un aiuto ci si riesce benissimo…….basta pensare che oggi quasi sempre anche i bambini di coppie cn entrambi i genitori sani vengono accuditi e cresciuti da nonni e tate)…..tra l’altro 2 xsone dello stesso sesso la vedo un pò dura a procreare….xkè qui si parla di ” mettere al mondo” un figlio pur avendo un limite fisico e nn adottarlo o di passare per prestiti di utero o di sperma…( quindi non capisco nemmeno il senso di questa tua rabbia, nessuno voleva togliere nulla a messuno)Concludo dicendo…onestamente che, pur non essendo contraria ad affidare un bimbo a coppie dello stesso sesso preferisco la classica famiglia composta da mamma e papà.

      • CRISTINA90 scrive:

        grazie Cri,hai detto delle parole sacro sante,mi sn molto arrab qnd ho letto il commento sopra ma tu hai dt quasi tt ql ke c’era da dire e sn delle cose molto sensate.Una xsona disabile ke vuole un figlio nn è egoista e solo desideroso d dare amore e la vita gli ha già tolto qlcs,volete togliergli pure qst diritto alla feliucità?Io mi kiamo M.Cristina ho 22 anni e sn una ragazza diversamente abile e io anke io desidero un figlio ardentemente.Nn è impossibile crescere un figlio anke se si hanno delle disabilità,esistono tanti strumenti ke consentono d farlo:ad esempio x tenere un bambino in braccio nn è necessario avere 2 mani ke funzionano bn esistono i marsupi da inserire nelle spalle e poi si può avere dell’assistenza o gratuita se si hanno i familiari o la misericordia x esempio se nn serve un’assistenza continua.Oppure se si hanno le possibilità s paga una xsona.Poi è vero ke i bambini si abituano a certe condizioni e anzi sn d’aiuto xkè ringraziando Dio i bambini sn più elastici ed aperti dei bambini.E vengono su pure più sensibili.Il probl in Italia è ke si parla trp d omofobia e poco d disabilità fobia. CRISTINA90

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