Riccardo Garrone
04/07/2012
Nel calcio l’importante è vincere. Soprattutto in Italia. Da noi chi vince ha sempre ragione. Nel nostro bel paese il giornalista che si occupa di calcio, non credendo a niente e non vedendo niente, sovrabbonda con aria di chi la sa lunga su un mucchio di dettagli del kaiser e si allena quotidianamente a spiegare col senno di poi la sacrosanta giustezza delle vittorie. E delle sconfitte. A parlare sono le sentenze del campo. Questo ridicolo giustizialismo sportivo è in fondo figlio della superstizione: la ragione, e pure il machiavellismo, vorrebbe che ogni tanto si potesse parlare tranquillamente di fortuna, di caso. In Italia non è concesso. Con aria dottorale vincono credenze barbariche, che sono poi sorelle dell’inciviltà sugli spalti e della fiducia nelle proprietà miracolistiche di quel calciomercato il cui chiasso tedioso ci scassa gli orecchi ormai tutto l’anno. Si capisce allora perché questo mondo, quando si prende una vacanza dalla sua meschinità, magari perché il Presidente della Repubblica e pure quello del Consiglio sono andati nel pallone con patriottismo deamicisiano e ci si sente in dovere di seguire un così illustre esempio, tenda a indulgere, a parole, in romanticherie di segno opposto: «Il calcio» ha detto ieri, per esempio, un nuovo grande amico dell’umanità, il presidente della Samp, «è un grande esempio di capacità di integrazione e quindi è palcoscenico educativo e può avere un altissimo valore sociale». A riprova della sua serietà bisogna però dire che, lui, ad un allenatore vincente, che per miracolo gli ha riportato la squadra nella massima serie, ha appena dato il benservito. Bravo. Ma esagerato. Su ragazzi, rilassiamoci: est modus in rebus.
LEGGI ANCHE: Questo è il bosone di Higgs? - Foto












Be’, a dire il vero non l’ha licenziato, l’ha esonerato; in pratica, Iachini continua a percepire lauto stipendio senza dover svolgere alcuna mansione per disposizione del suo datore di lavoro. Il sogno di ogni dipendente :-)
Ma infatti ho detto che in quello è stato bravo. Ha “esonerato” chi ha vinto, senza guardare ai risultati. Si vede che non era convinto. Solo che in questo caso è stato troppo bravo. Un altro anno di purgatorio per la Samp sarebbe stata una mazzata e Iachini è riuscito, senza dubbio anche con l’aiuto della sorte, ha fare un miracolo in cui nessuno ormai credeva. In questo caso la riconoscenza gli era dovuta. Il troppo stroppia.
Guarda che volevo solo puntualizzare come il cosiddetto “licenziamento” (come poteva essere inteso il “benservito” usato) degli allenatori di calcio è in realtà un “esonero”, a vantaggio di chi ancora non ha ben chiara la differenza (un po’ come quelli che sono convinti ancora che siano i presidenti in quanto tali a coprire le perdite dei club, tanto per dire). Non era un’obiezione sull’assunto della tua critica. Chiedo scusa per l’equivoco. ;-)
Ma non scusarti affatto. Ho preso al balzo la tua puntualizzazione per chiarire meglio “l’assunto della mia critica” che a dire il vero neanch’io ho capito al cento per cento… ah ah ah
…Zamax si scrive ”a fare un miracolo” NON ”HA FARE…”….e questo non è latino!!!
…Zamax si scrive ”a fare un miracolo” NON ”HA FARE…”….e questo non è latino!!!
Minchia, hai ragione. Bisognerebbe sbianchettare, per il mio buon si capisce. Ma no! Uomo sono, e nulla di ciò che è umano ritengo a me estraneo…
Per il mio buon nome…
Oggi sono leggermente ubriaco…
A zama’ : ma chi cazzo so’ questi di cui ci dobbiamo vergogna’ che stai a mette ultimamente ?
Bè un bel “est modus in rebus”….doveva pur tirarlo fuori ….ma forse a lui piacerebbe di più…” at pulchrum est digito mostrari ed dicies : hic est!”
La vanità di Zamarion è immensa ,pur di parlar (male) di qualcuno andrebbe a rispolverare anche Carneade.
La verità è che Zamarion ogni giorno deve inventarsi la sua cazzata: ben speziata, per farla ingollare bene o male ai lettori.
La sua vanità è immensa. Ogni tanto sogna la sua tomba. Sulla lapide una scritta: SCRIPSIT NUGAS, AERE PERENNIUS.
AERE PERENNIOR, credo, poiché NUGA è femminile. Però perennior si può declinare anche al plurale?
NUGAE, non NUGA.
Mi sa che col latinorum sono andato a sbattere contro la lapide…
zama, il busone di dio
Ah ah ah… buona questa. Anche se di non facile interpretazione: significa forse che mi fido troppo dell’Onnipotente e che Egli invece me lo mette in quel posto? O che sono troppo fortunato, troppo nelle Sue grazie? Ai bolognesi l’ardua sentenza.
Non ti crucciare troppo Zamax …il latino è una lingua morta …..comunque penso si dica “nugas”…la prima citazione è giusta.
Ma vorrei che tu ti vergognassi con più logica…..pensa quanta vergogna provare entrando a Montecitorio e non solo per quelli che ti sono antipatici per “partito preso”.